Riferimento: Tradedoubler intruduce il deny rate (tasso di cancellazione ordini). Gli
Bravo Paolo.
Brava Tradedoubler.
Ottimo.
Questo è un inizio, molto timido, ma di sicuro interesse. Ho sempre sostenuto che il deny rate sia un valore fondamentale per la "catena delle affiliazioni" e uno dei pochi (forse l'unico sino ad ora?) che tutela un po' più l'editor che il merchant.
Si, è ancora poco... si parla di 1 merchant ora, forse una decina nei prossimi tempi. Ma... "apriti cielo!"... speriamo che in poco tempo sarà un valore inserito anche su altre affiliazioni (e non mancherò di far notare questo post agli account di zanox, clickpoint, ecc... ;-)
Vorrei contribuire solo approfondendo un attimo il concetto di deny rate, anche tenendo conto di alcuni confronti avuti in merito con account di Tradedoubler.
Per prima cosa, il valore su TD è calcolato in modo statico, quindi ha una valenza media sul merchant, non si aggiorna in tempo reale insomma. E' un valore di massima, indicativo. Ma che può dire molto sia per scegliere l'affiliazione, sia per analizzarla mentre la si usa, sia per decidere di chiuderla e passare ad un comptetitor.
Inoltre racchiude al suo interno molte cose, per cui ha un margine di precisione non elevatissimo. Mi spiego.
Le cancellazioni sono dovute a più fattori, che provo ad nomenclare rapidamente (spero di non dimenticarmene):
Naturali
- Ordine cancellato / non pagato
- Ordine rifiutato all'arrivo del pacco (soprattutto pagamenti in contrassegno)
- Ordine ritornato (returned goods)
Tecniche
- Ordine/Lead tracciato due volte (doppio)
- Ordine/Lead attribuito ad un'altra fonte (altro sito)
- Ordine/Lead attribuito ad un altro tracciamento (altra affiilazione)
Si tratta di stati che dipendono da vari fattori: cronolgia di action, presenza/assenza di cookies, mancanza di un sistema di controllo puntuale sul sito del merchant, ecc...
Per fare un esempio banale: un sito ecommerce nella pagina di conferma dell'ordine può avere script di zanox, tradedoubler e clickpoint. Se il merchant ha affiliazioni su tutti e tre i programmi e l'utente ha cookies del merchant di tre siti diversi (o dello stesso!) è possibile che l'ordine compaia su tutte e tre le affiliazioni. Pertanto verrà successivamente cancellato da due delle tre fonti secondo politiche diverse (generalmente vale la regola "Last Cookies Wins").
Detto questo (e qui da discuterne ce ne sarebbe per un solo blog), si potrebbe pensare che il passo successivo sia quello di scorporare motivi tecnici (dovuti ad affiliazione e merchant e risolvibili in generale) da quelli naturali (dovuti spesso alla gestione e logistica del merchant, ma anche ai nostri utenti).
Qante informazioni si potrebbero ricavare? Quanto si potrebbero ottimizzare le conversioni avendo questi valori? E comunque, alla fine basterebbe che il merchant specificasse per *ogni* ordine cancellato, una corretta "reason". Capiremmo molto non solo del merchant, ma anche dei nostri utenti e del nostro sito.
Esempio?
Un merchant hi-tech mi da in un mese un deny rate del 50%. Tanto, tantissimo. Perchè? Vado a vedere:
- molti ordini cancellati? --> magari ho promosso un prodotto che non aveva molte disponibilità... o che il merchant dava per presente. L'utente non vuole aspettare e annulla per ordinare altrove.
- molti returned goods? ---> Il merchant è poco affidabile, il suo vettore distrugge i pacchi o il prodotto venduto (se è lo stesso) non è conforme a quanto pubblicizzato. L'utente lo riceve, lo prova ma non è contento, e rimanda al mittente.
Sono casi particolari.... ma si possono scoprire tante cose e, soprattutto, si ha qualcosa di cui discutere con account di affiliazione e merchant stessi, per migliorare la vita a tutti.
Ok, tanta carne al fuoco ed è un argomento scottante, attualissimo e di grande interesse per chi lavora nel settore. Il ppa, volenti o nolenti, sarà sempre più utilizzato. Per cui se matura presto avremo strumenti utili per tutelarci e sfruttarlo al massimo.