Riferimento: #4 Sospensione improvvisa delle affiliazioni: ecco le nostre proposte
Rispondo in ordine:
@indiana2: mi è molto chiaro il tuo modello, i problemi che segnalavo sono:
1. Forse i network attuali con le regole attuali non sono pronti per un modello di questo tipo (mi riferisco alle sospensioni, ai ritardati pagamenti ecc.), ma non solo, ritengo che nemmeno i merchant o le agenzie siano pronte, sarebbero infatti loro a dover fornire materiale e documentazione specifica, ma non lo fanno, spesso si limitano al banner in flash (che non funziona su iphone e ipad...) e che punta all'homepage del loro sito, senza una vera landing page (sto volutamente generalizzando, non sempre è così).
In realtà credo che un modello come il tuo si adatti meglio ad un rapporto diretto, dove c'è un accordo sottoscritto da entrami e prevede un medio-lungo periodo.
Dove il merchant può darti dei prodotti in prova e cose del genere, credo che sia ancora troppo presto (non per questo significa che non funzioni, anzi, i numeri che hai indicato sono molto maggiori dei miei in termini di ricavi, ma credo che anche i costi siano maggiori).
2. L'attività che fai a mio parere potrebbe essere compito del merchant o dell'agenzia (comunicati stampa ecc.), tu in un certo senso operi come agenzia di comunicazione per il cliente, lavorando solo a performance, senza garanzie. Forse almeno dovrebbero riconoscere lo "sforzo" economicamente o con accordi specifici.
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@Froggy
Prima di tutto spero che questo forum sia un punto di incontro anche per i merchant, avere anche il loro punto di vista è molto importante.
Nel merito penso di averti risposto, io non faccio un discorso solo da merchant.
A mio avviso il modello del pay per click oltre un certo livello è svantaggioso sia per i publisher sia per i merchant.
Cerco di spiegarmi meglio: quanto vale un click?
Facciamo un esempio: porti 100 click ad un merchant (di AdWords) questi 100 click diventano 10 ordini da 200 euro l'uno, il merchant quindi incassa 2.000 euro, se ti avesse riconosciuto una commissione del 4%, avresti ottenuto 80 euro.
Invece, ipotizzando un PPC di 20 centesimi, ottieni 20 euro. In questo caso ci perdi tu.
Altro esempio: porti 100 click ma nessuno di questi si trasforma in ordine, tu incassi comunque i tuoi 20 euro, non è, in generale, colpa tua se il merchant non è stato in grado di convertire; al merchant quei 20 euro costano almeno 33 euro (aggiungendo il margine di Google). In quesot caso ci perde il merchant.
In entrambi i casi Google ci ha guadagnato ;-)
Nel primo caso tu avresti potuto guadagnare di più, ma ti accontenti del PPC, nel secondo il merchant è in perdita (concordo che sia colpa anche sua) ma quanto potrà andare avanti con pubblicità in perdita?
Alla fine il discorso è semplicemnte economico: il lavoro del publisher serve a portare click, se il merchant paga questi click con una commissione, in genere guadagnerai di più, se è in grado di convertire questi click, se non è in grado di convertirli, lo sostituisci con un altro, fino a trovare la combinazione più conveniente.
Lato merchant è chiaro il vantaggio a pagare per commissioni, si riducono i rischi, ma se vogliamo davvero che la pubblicità cresca su internet occorre testare nuove strade.
Quelle vecchie (PPC esiste dal 2000) hanno lasciato alla pubblicità online le briciole... in Italia solo il 3,8% della spesa pubblicitaria delle aziende è su internet, e questa spesa aumenta soprattutto grazie alle affiliazioni, mentre il PPC è in calo.
Anche le affiliazioni esistono da molto tempo, ma sono sempre state relegate in un ruolo di secondo piano dalla potenza di Google che ha diffuso il modello del PPC.
E' ora forse di puntare su una strada diversa, credo che i vantaggi ci siano per i publisher e per i merchant.
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@Paperone87: vero ma ricorda che spesso il merchant si affida ad agenzie che propongono un pacchetto, dove è difficile verificare i risultati si ogni singolo sistema di pubblicità (e forse l'agenzia tenderà ad enfatizzare quelli che derivano direttamente dalla propria attività...).
Inoltre il merchant non paga solo le commissioni, ma paga anche un servizio.
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@indiana2: sul caso di "esempio", però non mi hai risposto ;-) perché se tutto andava così bene poi l'azienda è stata venduta e la gestione precedente ha lasciato debiti?
Non è forse ipotizzabile che si sia cercato di "gonfiare" artificiosamente le vendite (prezzi bassi, commissioni alte, commissioni non deduplicate) appunto per ottenere un maggior prezzo per la vendita della società lasciando poi l'acquirente con il cerino in mano?
Conoscendo la storia dei proprietari precedenti, non sarebbe la prima volta...
Forse questo spiegherebbe sia i problemi con la vecchia gestione sia il calo con quella nuova.
Ciao
John24