#4 Sospensione improvvisa delle affiliazioni: ecco le nostre proposte

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A mio avviso la questione è semplicissima: il mercato in questo momento è debole e le affiliazioni, nel miraggio di un potenziale guadagno, si mettono in posizioni che comodamente definiremmo "ad angolo retto" pur di racimolare qualcosa. Quando poi però i merchant tradiscono (come avviene spesso) le affiliazioni se lo trovano dove non arrivano i raggi solari e ci fanno la figura dei disonesti.
Purtroppo è la legge della domanda e dell'offerta, c'è poco da fare.
Però una soluzione ci sarebbe. Che ne direste di creare una sorta di "sindacato" via web che si occupi di sensibilizzare i vari siti web che hanno strumenti di affiliazione e sono vessati dai merchant? L'ho buttata molto lì, ma mi piacerebbe sentire il vostro parere.
 
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La cosa buffa è che nel mondo reale:

Se un tizio chiede un prestito ad una banca, e non lo paga, si fa dare la merce da un fornitore, e non la paga, si fa pagare dai clienti, e non da la merce, è fregato in poco tempo. Nessuna banca, nessun fornitore e nessun cliente lo vuole più! Risulterà sempre un INSOLVENTE. Quindi uno al massimo lo fa a fine carriera o volendo intenzionalmente "fare cassa" e inchiodare tutti (vedi Aiazzone, Todomondo, e gli altri).

Nelle affiliazioni è il contrario. Se tu chiudi o sospendi un programma perché non paga, perché è scorretto o per altri motivi che lo rendono un "cattivo" merchant, le altre affiliazioni ci si piombano come avvoltoi. O almeno... questo è il motivo che le affiliazioni adducono a giustificazione della loro indulgenza nei riguardi dei merchant. "Fanno tutti così", "saremmo gli unici a perderci" "i nostri competitor non aspettano altro" e così via...

Un cattivo merchant dovrebbe essere EMARGINATO da tutte le affiliazioni. Una punizione alla quale per riparare ci voglia almeno 1 anno di esclusione da qualsiasi circuito e un ritorno con la coda tra le gambe.

Io davvero non vedo proprio, perlomeno nel pay for performance, una singola cosa che in qualche modo penalizzi un merchant cattivo. Non ci sono vincoli, non ci sono paletti, non ci sono multe e penali, non si richiedono garanzie, non si fanno rispettare i pochi termini a contratto (vedi chiusure anticipata) e via dicendo...
E questo è possibile perché noi publisher siamo una "nuvola impalpabile" di elementi. Abbiamo noi tutto in mano ma non possiamo muovere volumi, traffico e conversioni perché non siamo organizzati per farlo. Ognuno fa per se (come è giusto che sia visa la situazione) e nella maggior parte dei casi si ritrova qui su alverde assieme agli altri a raccontare le proprie fregature.

Come rovinare una cosa bella che in Italia può davvero dare lavoro, far crescere e girare l'economia e soprattutto competere con gli stranieri che (lo dico ormai da tempi non sospetti) ci stanno mangiando vivi in molti settori.
 
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Attenzione,

ho aggiunto un punto che secondo me crea un paradosso persino ridicolo:

Anche se non viene MAI rispettato, il contratto col merchant (almeno per alcune affiliazioni) prevede un tempo di preavviso alla chiusura del programma.
Nulla viene detto invece in merito alla SOSPENSIONE del programma su uno o più affiliati, che quindi il merchant può richiedere senza preavviso.

Sentite questa: paradossalmente un merchant potrebbe sospendere tutti gli affiliati senza chiudere il programma ottenendo di fatto un'interruzione dell'affiliazione, quando e come vuole (tipo... a Natale?).

Pertanto ho aggiunto un punto in cui chusura e sospensione si accomunano e, soprattutto, in cui non si fa distinzione se si tratta di 1 solo o più affiliati.
Se non in casi di frode o malaffare (quindi per giusta punizione) la sospensione deve essere preavvisata almeno 30 giorni prima, e al 30esimo gionro i cookie devono essere lasciati liberi di agire sino alla loro naturale cancellazione.


A TUTTE LE AFFILIAZIONI:

CASPITA, SVEGLIATEVI !!!!!!
QUESTI CONTRATTI FATELI CON CERVELLO! ALTRIMENTI VI FREGANO SOTTO IL NASO!!
 
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Anche Bow è scomparso da Tradedoubler... Email spedita il 13 giugno e programma in sospensione dal 14... Il lupo perde il pelo ma non il vizio! ;)

Ancora complimenti a Tradedoubler.
 
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@Paperone87

In questo caso il programma è stato sospeso da un giorno con l'altro, ma ci tengo a precisare che il tracciamento è ancora attivo (i link funzionano) e che per i giorni della durata dei cookie le vendite sono registrate anche se non mostrate a pannello. Questo per non annullare i cookie di Bow già presenti in giro.

grazie,
Francesco
 
Ultima modifica da un moderatore:
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Mi chiedo perché non è stato specificato il motivo della chiusura che, probabilmente, avrebbe reso più comprensibile e meno amara agli affiliati la chiusura immediata senza preavviso.
Io, ovviamente, lo so. Ma mi chiedo il perché di tale omertà su situazioni che a quanto pare sono oggettive.
 
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Giusto per non perdere il vizio,

"Gentile Affiliato,

Ti comunichiamo che da Lunedi 4 Luglio 2011 il programma Zed verrà chiuso,
ti chiediamo cortesemente
di interrompere qualsiasi tipo di attività volta alla promozione del
cliente ZED".

Data di invio = 1 luglio.

Fantastico!
 
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Tornerei su questo punto:

QUESTI CONTRATTI FATELI CON CERVELLO! ALTRIMENTI VI FREGANO SOTTO IL NASO!!

non penso sia un problema di contratti, anche perché quando le clausole ci sono non vengono fatte rispettare.

Un network ha una clausola di preavviso per la sospensione di 48 ore, ma mi è stato detto che quando un merchant chiama e chiede che il programma venga sospeso, questo viene sospeso immediatamente ("fosse anche venerdì sera alle 17:30"...) questo perché si sa che poi il merchant contesterà lead e sale per i due giorni successivi a quelli di invio della richiesta, allungando così i tempi di pagamento e il contenzioso.

Vediamo come funziona su Google, che di gestione di pubblicità qualcosa credo ne sappia...

Su Adwords il merchant può sospendere la campagna quando vuole e senza dare motivazioni, ma... è compito suo farlo.

Se il sito del merchant non funziona, non ha prodotti ecc., se non sospende le campagne adwords, Google continuerà ad addebitargli i click, è un problema del merchant sospendere la campagna.

Dall'altra parte appena la campagna viene sospesa, quello spazio viene preso da un concorrente...

Il meccanismo è semplice, la mediazione del network nel caso di affiliazioni è a mio parere inutile (tanto non media, visto che il coltello ce l'ha il merchant dalla parte del manico...).

L'unica differenza è la sospensione della campagna da parte del network quando il sito del merchant non genera conversioni, e c'è il sospetto che il sistema di tracciamento non funzioni correttamente. In questo caso a mio avviso la sospensione deve essere automatica da parte del network, o al limite con un preavviso breve.
E' una tutela del publisher, che senso ha pubblicizzare un programma che non traccia?

Ciao
John24
 
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Vediamo come funziona su Google, che di gestione di pubblicità qualcosa credo ne sappia...

Tutte cose giuste, ma c'è una bella differenza tra Google e le affiliazioni.
Se usi Adsense il tuo unico lavoro ottimizzare uno spazio contestuale multimerchant, sul quale a te poco importa cosa gira, chi si ferma o chi chiude. Ci sarà sempre qualcosa e se è interessante per l'utente, ci clicca e tu vivi.
Idem se si trattasse di un CPC affiliazione. Alla fine il banner di un merchant A o mechant B poco importa. Se sono tematici, io punto al click contestualmente ai temi del mio sito e sia A che B funzionerebbero.

I questi casi, io ho sempre il risultato (ovvero piazzo sempre uno spot) mentre è il merchant che si deve prodigare per guadagnare la visibilità che posso offrire.

Ben altra cosa è lavorare a performance (PPL o PPA) magari non con semplic banner, ma con articoli, recensioni, servizi ed altro.
Situazione in cui ti servono tempo e risorse per presentare, promuovere e rendere affidabile (in una parola fare brand) un merchant, magari sconosciuto, magari l'ennesimo che vende informatica "a prezzi migliori degli altri".

Lavorando sul marchio, è impossibile alla sua sospensione o chiusura cambiarlo con un altro dicendo alla tua utenza: tutto quello che ho detto per XXX vale ora per YYY. Non si può, devo ricominciare da capo. Magari col peso del tempo e le risorse perse per XXX che tra l'altro non paga o è fallito.
Certo il rischio c'è sempre, ma quando l'eventualità comincia a diventrare frequenza, la cosa è preoccupante.

In più, aggiungerei, che lavorare con le affiliazioni è più remunerativo. Google dovrebbe pagarmi una media di 2,5 euro a click univoco per competere. E sul settore in cui lavoro i click sono pagati massimo 0,20. Inconfrontabile.
 
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Ciao Indiana2,
il tuo ragionamento non fa un piega se si considera l'uso che tu fai delle affiliazioni, ma a mio parere devi considerare anche altri aspetti.

Ad esempio è vero che l'affiliazione è un modello per il quale, in teoria, il costo della pubblicità è legato ai risultati, ma appunto "in teoria". ;-)
Nella realtà ci sono "costi accessori", quali i canoni fissi, i costi di agenzia (raramente il merchant è diretto), i costi per le creatività ecc. e nella maggiorparte dei casi questi costi non solo legati ai risultati.
Chi disegna un banner non viene pagato se il banner converte.
Tutti questi costi possono rendere inefficiente il sistema delle affiliazioni, sia per il merchant sia per l'affiliato (commissioni più basse).
Per questo motivo il merchant si può trovare nella situazione per cui la campagna costa più di quello che rende, anche per errori di valutazioni iniziali (commissioni, tassi di conversione ecc.), a quel punto è portato a sospendere o chiudere il rapporto.

L'altro aspetto, che è un po' il mio chiodo fisso, è quanto sia corretto che l'affiliato "metta le mani" nell'incrementare le conversioni facendo l'attività che hai descritto tu. Sono conscio che senza una "spinta" forse le conversioni sarebbero molto inferiori, ma è lecito che questa spinta la debba dare il publisher?
In altre parole: da un lato: siamo pagati per fare questo? e dall'altro: siamo consci che ci assumiamo un rischio facendolo?

A mio parere il compito di migliorare il tasso di conversione di una campagna spetterebbe nell'ordine: al cliente, all'agenzia che lo segue (se c'è) e in ultima analisi al network (con la proposta di campagne o strumenti diversi).

Con il modello che usi tu, da un lato a mio parere ti assumi un onere che forse non ti spetterebbe (creare pagine, schede prodotto ecc.), certo il cliente, l'agenzia e il network ti dovrebbero ringraziare per questo, ma dall'altro ti assumi un rischio senza "un'autorizzazione" esplicita e forse senza che il sistema delle affiliazioni sia pensato per questo.

In altre parole un'attività così importante in termini di costi e di ore di lavoro, la vedrei solo se c'è un rapporto diretto con il merchant (con un contratto), o comunque un rapporto molto stretto, nelle "normali" affiliazioni forse, ti assumi un rischio troppo grande.

Io uso un modello diverso, faccio siti che danno un servizio gratuito e sono aggiornati in automatico. Grazie a questo ottengo un discreto numero di visite (al momento circa 300.000 unici al mese).
Monetizzo il traffico principalmente con banner di affiliazioni (ma uso anche altri sistemi con banner automatici), quando un banner non "rende" lo sostituisco con un altro, se una campagna termina, la sostituisco con una concorrente, settimanalmente verifico le statistiche quanti click ho passato e quanto sono stati "pagati", mantengo, tolgo e aggiungo nuove campagne.
E' un approccio molto diverso dal tuo, qualche volta ho realizzato link o banner per conto mio, ma è questa l'unica attività che faccio per "spingere" le conversioni.
La mia attività è più una selezione continua, con promossi e bocciati e new entry settimanali...
;-)

Ciao
John24
 
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Vi siete mai chiesti come mai Google offre un servizio PPC e non uno a Performance?
Semplice, ha fatto i suoi conti molto bene.
Il PPC è l'unico sistema che garantisce in pieno editori e intermediari.
Gli intermediari hanno meno costi di controllo e gestione, gli editori sono più tranquilli e garantiti.
Questo è un ottimo ragionamento, ed è per questo che ormai io lavoro solo ed esclusivamente con campagne PPC.
Cliccano? Paghi.
Niente lead non tracciati, vendite non caricate, vendite cancellate, n. di telefono su siti di ecommerce, ecc...
Se facessi un sindacato, lo farei nella direzione di spingere gli intermediari a non vendere più ai loro clienti programmi di affiliazione a performance.

Vuoi farti pubblicità su Internet? O paghi a click o al massimo a impression. Fine.

Ritorno al passato? Si, forse, ma è il sistema migliore per tutti, credetemi.
I clienti la devono smettere di spendere centinaia di migliaia di euro in affissioni, stampa e tv senza la garanzia di una misurazione certa e veritiera, e su Internet pretendono la misura micrometrica di ogni singolo investimento. Senza contare che la misurazione dei click è sempre e ancora superiore a qualsiasi dato Auditel.

Quanti problemi in meno ci sarebbero... su tutti i fronti.

(perchè non vanno a misurare il tasso di conversione di 30 secondi su un canale TV qualsiasi?)
 
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Ciao Froggy,
anche il sistema in PPC ha i suoi problemi: click fraudolenti, ban, ecc.

Il vantaggio di Google è il bacino di utenza a livello merchant, questo grazie ai costi di ingresso che sono molto bassi ed un servizio quasi completamente automatizzato e standard per tutti.

A mio avviso il problema di AdWords è, per assurdo, il successo che ha...

Mi spiego: se ci si mette nei panni di una Piccola Media Impresa (PMI) che in Italia sono oltre il 90% delle aziende, se si vuole farsi pubblicità online a costi contenuti, oltre al SEO (che ha tempi lunghi, costi elevanti e risultati incerti), rimane la pubblicità pagata a click, di cui la principale è AdWords.

Ora quello che succede è che spesso non c'è un sistema di monitoraggio indipendente dei click ricevuti tramite Google, il sito non è ottimizzato per AdWords e quindi le campagne vengono sospese o perché ricevono troppo pochi click oppure perché pagano troppo poco, perché c'è molta concorrenza sulle keywords utilizzate.

Oltre a questo si aggiunga che l'utente è sempre più smaliziato e per fare un acquisto clicca su più annunci e visita più siti, il che si traduce in una riduzione del tasso di conversione.

Quindi da un lato i costi per clic si alzano e dall'altro scende il tasso di conversione, oltre a questo spesso l'azienda non ha uno strumento per misurare il tasso di conversione e non traccia gli utenti che chiamano l'azienda invece di compilare il modulo online.

Dall'altro lato per i publisher non c'è un incremento del valore del click, inoltre la maggior concorrenza di siti, su più keyword tende a ridurre il numero di visitatori per sito (ovviamente chi si posiziona meglio avrà comunque più visite) e quindi il numero di clic e il ritorno economico del sito (per questo motivo molti siti vengono abbandonati dopo qualche mese, oppure non sono altro che copia e incolla da altri siti).

Per questo motivo a mio avviso si sta aprendo uno spazio per campagne in PPS e PPL, che sono molto più legate ai risultati dei click, e tendono a dare ai publisher ritorni economici maggiori e più duraturi nel tempo (in quanto una campagna in PPS non avrà mai il problema del aumentare del costo se non converte, come nel caso dei click).

Ciao
John24
 
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In altre parole un'attività così importante in termini di costi e di ore di lavoro, la vedrei solo se c'è un rapporto diretto con il merchant (con un contratto), o comunque un rapporto molto stretto, nelle "normali" affiliazioni forse, ti assumi un rischio troppo grande.


Concordo sul fatto che il mio modello può essere diverso dal tuo, più rischioso se vogliamo visto che non posso semplicemente cambiare un prodotto o un banner se la cosa col primo va male, come invece puoi fare tu negli spazi.
Per dirla in altre prole, è come se tu avessi un quotidiano su cui piazzare spot: devi curarne la qualità degli alrticoli e l'impaginazione ma poco importa se c'è un merchant A o B (o google) nell'ads a fianco. L'importante è che sia tematico e che converta, altrimenti lo cambi (e fai benissimo).
Io invece potrei avere una rivista mensile "Cavalli e Segugi" (ti dice niente? ;-) in cui promuovo con articoli specifici, test e interviste le due più importanti case farmaceutiche che vendono medicinali per i cavalli. Le conoscono tutti e vogliono tutti sapere le novità del mese e come funzionano. Se una mi inchioda, sospende, abbassa le commissioni, ecc... non posso dire "cancellate tutto sulla A e comprate solo la B" perché escluderei comunque un 50% di contenuti e interesse degli utenti che conoscono A e che magari aspettano le ultime novità per comprare. Dovrei essere imparziale, fazioso e soprattutto pilotare contenuti solo per cause commerciali.
Per cui in genere ti piaghi alle decisioni del merchant o ti arrangi come puoi... ma è dura a sostituire A se hai passato 6 mesi a lodarne le qualità.

Io sono disposto ad assumermi il rischio che il programma NON FUNZIONI o che io non sia capace di FARLO CONVERTIRE, MA non sono disposto ad assumermi il rischio che me lo tolgano da sotto il naso proprio quando lo sto facendo funzionare, e magari meglio di chiunque altro. Senza motivo e chiaramente solo per non pagarmi le conversioni come invece il programma e l'accordo, se vogliamo anche d'onore, prevede.
Questo non lo sopporto, soprattutto se è un performance che prende % sul venduto e qundi non ha costi sprecati.
 
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Scusami John24, ma il tuo discorso "tecnico" non ha nulla a che vedere con il mio. Continui a parlare come tutti di "conversione", ma evidentemente non hai letto neanche la mia ultima riga, per non dire il resto del messaggio. Mi sembra che tu stia parlando più da cliente che da PUBLISHER. Questo dovrebbe essere un forum per i PUBLISHER , o no?
A me, come editore, interessano davvero poco tutti questi discorsi. Prova a farli a un network televisivo, dicendogli che i tuoi 30 secondi di spot non hanno convertito bene... Si mettono a ridere, credimi. Finchè continuiamo a fare il gioco dei clienti non ne usciremo mai e rarreno sempre piccolini rispetto agli altri media, anche se i numeri sulla crescita internet direbbero il contrario.
 
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Questo non lo sopporto, soprattutto se è un performance che prende % sul venduto e qundi non ha costi sprecati.

Io infatti mi chiedo: perchè sospendere un programma che ti porta introiti? Perchè non pagare delle persone CHE HANNO LAVORATO PER TE e che ti hanno procurato vendite ma soprattutto NUOVI CLIENTI?

Dal punto di vista delle affiliazioni, è bene ammettere che l'Italia faccia schifo.

Mattia.
 
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Io infatti mi chiedo: perchè sospendere un programma che ti porta introiti? Perchè non pagare delle persone CHE HANNO LAVORATO PER TE e che ti hanno procurato vendite ma soprattutto NUOVI CLIENTI?

La risposta c'è ed è l'unica: il merchant vuole le tue prossime vendite senza pagarti le commissioni (a te e alle affiliazioni) ed eliminare tutti i cookie che per il periodo precedente hai onestamente e meritatamente distribuito. Per cui nel periodo buono, magari solo sui siti buoni con scuse del tipo "questa categoria di siti la vogliame escludere...", ti sospendono per "problemi di budget".

Non può essere un problema di budget per due motivi.

1 - Chi ha progettato un budget che "sorprendetemente" finisce a novembre su catene di negozi elettronica (ad esempio) sa di marketing quanto io so di chirurgia.

2 - Un programma SOLO a performance che paga le revenue A CINQUE/SEI MESI non può avere problemi di budget improvvisi. I soldi li prendono in quel periodo, non li danno.


Non esiste un'altra spiegazione che non sia la malafede (o il fallimento). E nel caso di cui parlo, Tradedoubler l'ha proprio presa in quel posto (assieme a me e ad altri)...
 
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Rispondo in ordine:

@indiana2: mi è molto chiaro il tuo modello, i problemi che segnalavo sono:

1. Forse i network attuali con le regole attuali non sono pronti per un modello di questo tipo (mi riferisco alle sospensioni, ai ritardati pagamenti ecc.), ma non solo, ritengo che nemmeno i merchant o le agenzie siano pronte, sarebbero infatti loro a dover fornire materiale e documentazione specifica, ma non lo fanno, spesso si limitano al banner in flash (che non funziona su iphone e ipad...) e che punta all'homepage del loro sito, senza una vera landing page (sto volutamente generalizzando, non sempre è così).
In realtà credo che un modello come il tuo si adatti meglio ad un rapporto diretto, dove c'è un accordo sottoscritto da entrami e prevede un medio-lungo periodo.
Dove il merchant può darti dei prodotti in prova e cose del genere, credo che sia ancora troppo presto (non per questo significa che non funzioni, anzi, i numeri che hai indicato sono molto maggiori dei miei in termini di ricavi, ma credo che anche i costi siano maggiori).

2. L'attività che fai a mio parere potrebbe essere compito del merchant o dell'agenzia (comunicati stampa ecc.), tu in un certo senso operi come agenzia di comunicazione per il cliente, lavorando solo a performance, senza garanzie. Forse almeno dovrebbero riconoscere lo "sforzo" economicamente o con accordi specifici.


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@Froggy

Prima di tutto spero che questo forum sia un punto di incontro anche per i merchant, avere anche il loro punto di vista è molto importante.

Nel merito penso di averti risposto, io non faccio un discorso solo da merchant.
A mio avviso il modello del pay per click oltre un certo livello è svantaggioso sia per i publisher sia per i merchant.

Cerco di spiegarmi meglio: quanto vale un click?

Facciamo un esempio: porti 100 click ad un merchant (di AdWords) questi 100 click diventano 10 ordini da 200 euro l'uno, il merchant quindi incassa 2.000 euro, se ti avesse riconosciuto una commissione del 4%, avresti ottenuto 80 euro.
Invece, ipotizzando un PPC di 20 centesimi, ottieni 20 euro. In questo caso ci perdi tu.

Altro esempio: porti 100 click ma nessuno di questi si trasforma in ordine, tu incassi comunque i tuoi 20 euro, non è, in generale, colpa tua se il merchant non è stato in grado di convertire; al merchant quei 20 euro costano almeno 33 euro (aggiungendo il margine di Google). In quesot caso ci perde il merchant.

In entrambi i casi Google ci ha guadagnato ;-)
Nel primo caso tu avresti potuto guadagnare di più, ma ti accontenti del PPC, nel secondo il merchant è in perdita (concordo che sia colpa anche sua) ma quanto potrà andare avanti con pubblicità in perdita?

Alla fine il discorso è semplicemnte economico: il lavoro del publisher serve a portare click, se il merchant paga questi click con una commissione, in genere guadagnerai di più, se è in grado di convertire questi click, se non è in grado di convertirli, lo sostituisci con un altro, fino a trovare la combinazione più conveniente.

Lato merchant è chiaro il vantaggio a pagare per commissioni, si riducono i rischi, ma se vogliamo davvero che la pubblicità cresca su internet occorre testare nuove strade.
Quelle vecchie (PPC esiste dal 2000) hanno lasciato alla pubblicità online le briciole... in Italia solo il 3,8% della spesa pubblicitaria delle aziende è su internet, e questa spesa aumenta soprattutto grazie alle affiliazioni, mentre il PPC è in calo.

Anche le affiliazioni esistono da molto tempo, ma sono sempre state relegate in un ruolo di secondo piano dalla potenza di Google che ha diffuso il modello del PPC.
E' ora forse di puntare su una strada diversa, credo che i vantaggi ci siano per i publisher e per i merchant.

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@Paperone87: vero ma ricorda che spesso il merchant si affida ad agenzie che propongono un pacchetto, dove è difficile verificare i risultati si ogni singolo sistema di pubblicità (e forse l'agenzia tenderà ad enfatizzare quelli che derivano direttamente dalla propria attività...).
Inoltre il merchant non paga solo le commissioni, ma paga anche un servizio.

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@indiana2: sul caso di "esempio", però non mi hai risposto ;-) perché se tutto andava così bene poi l'azienda è stata venduta e la gestione precedente ha lasciato debiti?
Non è forse ipotizzabile che si sia cercato di "gonfiare" artificiosamente le vendite (prezzi bassi, commissioni alte, commissioni non deduplicate) appunto per ottenere un maggior prezzo per la vendita della società lasciando poi l'acquirente con il cerino in mano?
Conoscendo la storia dei proprietari precedenti, non sarebbe la prima volta...

Forse questo spiegherebbe sia i problemi con la vecchia gestione sia il calo con quella nuova.

Ciao
John24
 
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John24 scrive: "Prima di tutto spero che questo forum sia un punto di incontro anche per i merchant, avere anche il loro punto di vista è molto importante."

ah, allora ho sbagliato forum per ben 8 anni, ho sempre pensato che questo fosse un forum "per chi vuole guadagnare col proprio sito internet", come è scritto sotto il logo di Alverde.
I miei amici avvocati quando si ritrovano fra di loro per parlare dei loro problemi non invitano mai i clienti per sentire la loro opinione, così come i medici, gli ingegneri, ecc... Finchè continueremo a non considerarci una categoria professionale non ne verremo mai a capo di nulla. Io qui dentro desidero confrontarmi con i miei "colleghi", con chi fa il mio stesso lavoro, non con i miei clienti.
Se voglio il loro parere vado da un'altra parte, qui è solo una perdita di tempo per me, non mi interessa. Anche perchè la loro opinione la conosco, è prevedibile.
E' la nostra voce che dovremmo far sentire, le nostre ragioni, il nostro essere sfruttati e mal pagati.
Ma a quanto pare questo non è più il posto giusto per farlo.
 
Riferimento: #4 Sospensione improvvisa delle affiliazioni: ecco le nostre proposte

@indiana2: sul caso di "esempio", però non mi hai risposto ;-) perché se tutto andava così bene poi l'azienda è stata venduta e la gestione precedente ha lasciato debiti?
Non è forse ipotizzabile che si sia cercato di "gonfiare" artificiosamente le vendite (prezzi bassi, commissioni alte, commissioni non deduplicate) appunto per ottenere un maggior prezzo per la vendita della società lasciando poi l'acquirente con il cerino in mano?
Conoscendo la storia dei proprietari precedenti, non sarebbe la prima volta...

Forse questo spiegherebbe sia i problemi con la vecchia gestione sia il calo con quella nuova.

Aspetta non vorrei aver creato confusione: il poblema della sospensione del programma causa badget a fine novembre è di Euronics su Tradedoubler, mentre il problema del fallimento di Bow, dell'acquisto del marchio con conseguente lavaggio di mani dei debiti precedenti è appunto del trio Buy On Web, BOW.it e Terashop, su piattaforma Tradedoubler.
Se intendi quest'ultimo caso, conosco una persona che lavorava in Bow prima della vendita e le cose andavano molto bene. Avevano una nicchia di prodotti, non vendevano tutto come ora, molta informatica, elettronica, audio e video ed erano eccellenza. Ai tempi, quando era nata, ero persino andato a trovarli nella loro sede a MI, avevano un'affiliazione indipendente prma di passare a tradedoubler.
Poi arriva il gruppone che ha già altri ecomemrce clone, prodotti uguali e probabilmente un unico magazzino, che vuole il marchio e offre una cifra (probabilmente interessante).
Risultato: parecchia gente a casa, molte lamentele dei clienti (per mesi ci sono stati forum e blog che parlavano male di come bow si è trasformato), conversioni a picco, debiti non pagati, script di affiliazione "dimenticati", tracciamenti non effettuati o contestati, compensazioni annunciate e mai fatte, programma chiuso dalla piattaforma e relativa azione legale.

Tipico all'italiana, ogni giorno al TG ce n'è uno.
 
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@Froggy: proprio in questa sezione si è cercato di discutere proposte sia tra noi publisher sia con i network e i merchant. L'invito è stato esplicito, l'obiettivo chiaro: fare proposte che concrete, facilmente realizzabili e discuterle pubblicamente.
L'apporto dei network e dei merchant a mio parere è stato fondamentale.

Un forum dove ci si lamenta solo di essere poco pagati, di ritardi nei pagamenti, oppure di trucchi su come "ottimizzare" gli annunci adsense in modo da carpire qualche click in più... non penso sia molto utile.

Finché discutiamo solo tra noi publisher la vedo dura poter cambiare le cose.
Non credi? Vuoi che continuiamo a piangerci addosso?

Frequento questo forum da circa un anno e mezzo, da quando "per caso" sono diventato (anche) publisher oltre che sviluppatore.
Nel confronto di esperienze con altri, ho imparato molto, e ho ottenuto anche buoni risultati. L'esperienza di altri mi ha evitato di fare errori, di trovare e sperimentare altri strumenti.

Ma soprattutto ho visto come il sistema delle affiliazioni abbia grossi limiti. Lo scopo di questa sezione è proprio quello dichiarato: "proviamo a cambiare le regole", da soli però non possiamo certo farlo, proponiamo soluzioni e discutiamole con chi è disponibile a farlo e a presentare ragioni per cui non siano realizzabili.
Troviamo un primo compromesso, ogni miglioria che è possibile ottenere è un passo in avanti per tutti i publisher.

Penso che la discussione pubblica, di proposte concrete sia la strada migliore.
L'alternativa quale sarebbe, far sentire la nostra voce con uno sciopero? boicottare un merchant o un altro? pensi che sia realizzabile? pensi che possa portare a qualche risultato?

Ciao
John24



PS: la frase "per chi vuole guadagnare col proprio sito internet", non vedo perché non possa essere applicata anche ai merchant, no? anche loro vogliono guadagnare con il proprio sito internet ;-D


___________________

@Indiana2: mi riferivo a BOW, e in particolare alla fase del "gruppone" che se non ho inteso male è quella precedente l'arrivo di Terashop. Ho conosciuto la realtà prima gruppone e conosco chi gestisce il gruppone e i metodi che applica.
 
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