Vivere gestendo un sito: chi di voi ci riesce?

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"Chi di voi vive facendo come professione il gestore di un sito web?" Fabioski, un utente di alVerde, ha posto questa domanda sul forum e ne è nata un’interessante discussione. Alcuni utenti riescono a guadagnare abbastanza ma gestendo più di un sito, qualcuno pur guadagnando molto online preferisce non lasciare il proprio lavoro "nel mondo reale" e tu? Racconta la tua esperienza!

Commenti

  1. Prima precisazione: ho sbagliato cpmc e non cpm

    Seconda precisazione: io non parlo di post, foto o video condivisi, ma di effettive visite generate ad un sito web. Ho fatto dei test come dicevo ed ho generato circa 30K pagine viste.

    Sul fatto che la pagina non è mia, ma di Zuckerberg concordo infatti è la principale causa per la quale nutro forti dubbi anche io.
    sponkie, come ti ho detto anche privatamente, queste nn sono le cifre di un sito web. intanto come ti hanno puntualizzato cpm è una cosa cpmc è un'altra, ma poi non puoi paragonare il traffico di una pagina fb con quello di un blog

    su un blog non puoi condividere un video (1 minuto netto) e aspettarti migliaia di visite. devi alvorare duro, redarre pezzi lunghi e difficili spendendo tanto tempo
    A parte che mi sembri un po' OT rispetto alla discussione...se leggi bene non è 10€ CPM ma 10€ CPMC (se le inventano tutte! eheh)...ovvero 10€ ogni 1'000 click, che è un modo diverso per dire 0,01€ a click..ahahah!

    Per fare 1'000 click su una pagina Facebook devi avere come minimo 200'000 fan credo...

    Ma poi mi sembra abbastanza "bizzarra" l'idea di voler vivere con una pagina Facebook, anche perchè la pagina non è tua ma di Facebook (ça va sans dire) quindi se domani a Zuckerberg gli girano te la chiudono... ;)
    Adesso non ci sono campagne attive, ma ci sono network tipo linkstation che pagano anche 10€ cpm. Questo grazie a contratti diretti con Mediaset, Sky ecc..

    Purtroppo devi sempre sottostare a loro, ai loro articoli (secondo me non sempre interessanti) ed ai loro contratti.. io vorrei qualcosa di un pò più "stabile" e soprattutto "mio".
    No. Non si può arrivare a quella cifra con lo sport. Altrimenti saremmo tutti ricchi. Diciamo che arrivare alla metà di quel cpm sommando tutte le pubblicità può già essere un eccellente risultato, ma non credo sia possibile
    Vendi Mediaset Premium e Sky via affiliazione e articoli di negozi tipo juvestore, milanstore e calsioshiop. Senza contare Nike e tutti i brand sportivi.

    Potenzialmente puoi fare di più di 6€ CPM se trovi la modalità giusta.

    io farei così
    Io avrei la possibilità di fare 30.000 pagine viste giornaliere su articoli editoriali di calcio (più o meno), grazie al fatto che sono proprietario di una delle pagine più seguite sul calcio in Italia, nel social network più famoso in Italia. :)

    Lo posso dire con assoluta certezza in quanto ho testato più e più volte il tutto. Mi sono chiesto tante volte quanto potrei riuscire a monetizzare. Il mio problema è capire se potrei viverci o no. Riuscissi a trovare qualcuno che pagasse almeno 6/7€ CPM magari un tentativo potrei farlo.. ma credo che questi prezzi siano pura utopia.
    A questo proposito mi sento di dare un altro consiglio (sono in vena di consigli non richiesti! ;))

    Da qualche anno è possibile rivalutare le partecipazioni in società di persone/capitali pagando un'imposta pari al 4%. Quest'anno era possibile farlo entro il 1° luglio ma sono parecchi anni che la cosa viene prorogata quindi probabilmente l'anno prossimo ci sarà di nuovo (vedete qui Rivalutazione terreni e partecipazioni in scadenza - PMI.it)

    In pratica funziona così: avete una quota nella vostra snc/sas o srl (anche unipersonale) e pensate che la vostra società possa valere 100k€ o 500k€? Oppure avete avuto un'offerta di acquisto? Per evitare di pagarci sopra il 50% di tasse come dice Indiana2 potete rivalutare la vostra quota: si fa fare una perizia di rivalutazione da un professionista (di solito un commercialista) che assegna il valore all'azienda. Voi ci pagate il 4% di tasse sulla plusvalenza (anche rateizzabili in 3 anni) e SE un domani doveste vendere quello che incassate è NETTO.

    Non serve che vi faccia notare la differenza tra pagare il 4% di tasse e il 50%...se vendete il vostro sito a 200K€ in un caso significa incassare 192K€ netti nell'altro poco più di 100K€.

    Certo può dare fastidio versare ancora delle tasse (come se non fossero già abbastanza quelle da pagare normalmente!) su una vendita che tra l'altro può essere ipotetica...però io un pensiero ce lo farei ;)
    anche io preferisco lavorare da solo, onestamente non mi metterei in società nemmeno con il mio migliore amico, poi ovvio che ci siano casi e casi ;)
    Dipende. In generale ti darei ragione, ma la mia esperienza, fortunatamente, è stata diversa.

    Il mio sito principale, no, quello l'ho fatto da solo. Ma ci sono dei siti meno importanti (e che comunque fatturano 50 - 60.000 euro l'anno) che gestisco con il mio miglior amico.

    Mai nessun problema di soldi o discussioni e sempre perfetta sintonia; senza contratti scritti, società e quant'altro, solo la fiducia e la parola. Beh, dipende anche da come ci si scelgono gli amici :-)
    Concordo in pieno!

    Concordo ancora sul discorso della vendita. E si parla anche di cifre più alte.. qualche ML di euro per un sito che ne fattura mettiamo 400k,500k all'anno e ha potenzialità di crescita per i prossimi anni.

    Si può pensare che un dominio premium (e di seguito il posizionamento naturale) copra la parte più grande della cifra. E forse è così, ma dipende da caso a caso.

    Ci sono siti che vanno "fatti funzionare" e questa attività potrebbe decretare successo o no del progetto. Per cui chi compra ci sta molto attento.

    Forse gli acquirenti migliori sono i tuoi diretti competitor, perché sanno bene qual è il valore del tuo sito, del tuo dominio e come funziona. O al massimo sanno già come cambiarlo per farlo funzionare come vogliono loro.

    E poi vanno considerate le tasse. Ragazzi non si scherza: se vendo il mio sito a 1ML di euro (una cifra alta tanto per far capire il concetto) ci pago in pratica 500k di tasse. Quindi il sito in realtà mi da la metà di quello che l'acquirente è disposto a pagare.

    Dovrei chiedere il doppio di quello che vale.

    Ecco perché se mai venderò, parlerò sempre di cifre *al netto di tasse*. ;-)
    Io mi occupo di turismo. Hai presente bed - and - breakfast . it ? Non è il mio sito, ma per darti un'idea, si tratta di una cosa simile a quella.
    Sarebbe bello sapere anche il tipo di lavoro svolto online, che ricordo non si riduce solo alle aff. Voi di cosa vi occupate?

    Io editoria online tramite blog e fra poco e-book, affiliazioni in generale, e-commerce di media e moda usati. Curo ancora qualche cliente lato editoriale. Disegno, stampo e vendo t-shirt (oppure stampo tramite terzisti).

    C'è chi sviluppa app, fa siti, consulenze, vende prodotti e altro in cui bastino un PC e una connessione?
    Mi sento di dare un consiglio per chi si mette in società: patti chiari, amicizia lunga!

    La società di persone è una gran bella cosa ma quando poi escono fuori i problemi (di solito legati ai soldi...) si rischia di distruggere tutto. Non mettetevi in società con parenti o amici! ;)

    Diverso il discorso di collaborazioni: ad esempio se non avessi una concessionaria che si occupa della vendita degli spazi pubblicitari del mio sito probabilmente avrei molto più lavoro da fare e impazzirei. Invece preferisco dividere i ricavi 50/50 (anche perchè il 50 che mi garantisce la concessionaria è di gran lunga maggiore di quello che potrei fare da solo).

    Questo è un CONTRO del lavoro online da non sottovalutare: nel mondo offline se uno crea un'attività dal nulla solitamente può rivenderla, perchè c'è sempre qualcuno in grado di farla funzionare. Se apri una panetteria, una salumeria, un negozio di abbigliamento, un bar...bene o male ha un valore ed è facilmente vendibile. Male che vada lo tramandi ai figli.

    Per un sito il discorso è completamente diverso: certi siti sono talmente complicati che come dice giustamente Indiana2 solo chi l'ha creato ha la visione globale e le capacità per farlo funzionare. Vendere e monetizzare un sito è veramente difficile: primo perchè c'è ben poca gente in Italia che sa come si gestisce (mentre bene o male per gestire un bar basta la licenza elementare). E poi perchè manca una vera e propria piattaforma che colleghi domanda e offerta: certo, ci sono siti come AlVerde però io vedo una gran quantità di domini/siti in vendita ma mi pare poche transazioni...perchè probabilmente non ci si fida delle visite (chissà da dove arrivano..), dei guadagni, dei dati dichiarati...

    E questo per cifre tutto sommato basse...pensate cosa vorrebbe dire vendere un sito magari a 100k€ o 500k€!
    Associare lavoro su Internet e voglia di rimanere in Italia è una buona cosa, e lo dice un altro che vorrebbe scappare.

    Però per ora ce la si fa, più o meno
    Sì, la risposta a "che lavori fai?" è uno dei miei crucci costanti :-) Di solito dico "Lavoro su Internet" ma è molto generico. Poi scopro che lo ridomandano ai miei amici: "Senti, ma che lavora fa? Perché mica ho capito... ma si guadagna?"

    La burocrazia, sì, è una cosa che mi sottrae tanto tempo. Per fortuna che posso usare le mie competenze di programmazione per automatizzare, nei limiti del possibile, anche quello; mi sono fatto uno script ad-hoc che solo premendo il tasto submit, mi genera le fatture, le registra in prima nota, le converte in PDF, le invia per email ai clienti e genera un unico file stampabile per me. Anche così, però, ci perdo una giornata al mese, ed in ogni caso poi faccio tenere la contabilità ad un'associazione, sia per un fatto di tempo, sia perché ho paura di sbagliare qualcosa. In caso di contestazioni dell'agenzia delle entrate, poi, è sempre meglio avere qualcuno a cui appoggiarsi per potersi "difendere".

    "Scappare" all'estero per il fisco; è una delle possibilità che il nostro lavoro ci consente e tanti lo fanno. Possiamo lavorare da ovunque ci sia una conessione ad Internet.

    Tuttavia, non so. In primo luogo perché in Italia ci sono nato e cresciuto, ci sono i pochi amici che ho, ci sono i miei ricordi, è dove si parla la mia lingua, ed è anche una bella nazione, ricca di arte e di natura e con una qualità della vita accettabile. Tutto sommato, anche al netto delle tasse, mi resta ancora più di quanto riesco a spendere. Più in là, chissà, non si può mai dire, ma ora come ora non lo farei.
    Molto spesso è difficile capire che lavorare al computer possa essere duro, perché non si pensa che questo tipo di attività impegni mente, competenze e fisico anche.

    Cioè, il lavoro è lavoro, sicuro o precario, duro o leggero, bello o brutto, ma da casa o fuori sempre lavoro è! Non capisco perché facciano distinzione. Mica siamo la Sisal, altro che vincere facile, qui non vinci spesso e se vinci, vinci un c....o

    @Indiana2

    Ah, non sapevo ti occupassi di ******!?!?!?! :D Scherzo ovviamente, chiaro, quello che spero che anche a livello legislativo si arrivi ad avere qualche tutela in più.

    PS: io purtroppo il commercialista ce l'ho, e non saprei come fare senza. Invidio chi sa fare tutto da solo nel comparto fiscale, bravi ;)

    @dasy

    regalare la competenza è forse la parte più grave, perché io così la definisco, della faccenda. Alla fine ti accorgi che stai sbagliando e stai male, pensi: "Ma perché non impiego per me le mie conoscenze?"