Tutto quello che avresti voluto chiedere a Tradedoubler

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L’Italia ha un triste primato in Europa: ha il più alto tasso di cancellazione delle conversioni tracciate da uno dei principali network di affiliazione. E’ quanto emerge dall’intervista rilasciata ad alVerde da Vittorio Lorenzoni, country manager di Tradedoubler Italia. E’ un’anomalia italiana? Quali sono le strategie per mettere un freno a questo problema? Guarda subito i seguenti video che costituiscono però solo la prima parte dell’intera intervista, domani pubblicherò la seconda parte in cui si parlerà, tra l’altro, di un altro problema molto sentito: il ritardo nei pagamenti. Ti anticipo già che anche in merito a questo problema, l’Italia costituisce un caso molto particolare.

Quali sono i vostri 3 punti di forza per i quali un editore dovrebbe preferire il vostro network di affiliazione a quelli dei vostri competitor?

httpv://www.youtube.com/watch?v=hI-1M9EXzJw

Credo che la principale ragione per cui i publisher dovrebbero scegliere di lavorare preferenzialmente in esclusiva con Tradedoubler sia sostanzialmente legata al numero dei nostri clienti. Abbiamo un numero molto elevato di clienti di primissimo livello; alcuni lavorano in esclusiva con noi e credo che questa sia la principale ragione di scelta del network di Tradedoubler.

La seconda ragione per cui io consiglio ai publisher di lavorare con noi è legata all’affidabilità della nostra piattaforma. Sappiamo benissimo che esistono molte piattaforme di affiliazione sul mercato alcune però sono, come le chiamo io, “bucabili” o non sono completamente trasparenti. La nostra piattaforma è molto solida ed è molto difficile che i furbi ne approfittino; inoltre è assolutamente trasparente nel senso che è impossibile che le nostre commissioni vengano cancellate se non per esplicite richieste a fronte di frodi o quant’altro da parte del cliente. Per cui se sono stati generati ad esempio 1000 euro di commissioni noi pagheremo i 1000 euro; magari in tempi lunghi perché sono purtroppo legati ai tempi lunghissimi di pagamento dei clienti, però la nostra piattaforma è estremamente affidabile. In sostanza non facciamo i furbi.

Credo che questi siano i due principali e più validi motivi per cui i publisher dovrebbero scegliere di lavorare con noi.

Quali strategie applicate per attirare, mantenere e far crescere i vostri editori?

httpv://www.youtube.com/watch?v=RkMLeE2BdUY

Credo che anche la risposta a questa domanda sia abbastanza semplice, molto legata a quanto abbiamo detto prima. Credo che per un editore sia molto importante avere a che fare con un partner affidabile, che mantiene gli impegni, che mette a disposizione tecnologie estremamente sofisticate, che ha un customer set interessante e ricco di clienti molto appetibili. Credo siano queste le motivazioni grazie alle quali riusciamo ad attirare nuovi editori. Diciamo che la nostra forza sta anche nel ricevere una costante richiesta da parte di nuovi editori di entrare a far parte del nostro network per cui ci possiamo permettere anche di poter lavorare con quelli che riteniamo migliori. Dunque la situazione di leadership di Tradedoubler in Europa ci pone in una condizione particolarmente tranquilla e serena.

In generale gli editori lamentano una scarsa assistenza da parte dei network di affiliazione; voi quali strumenti adottate per riuscire a fornire un servizio di assistenza adeguato a tutti i vostri affiliati?

httpv://www.youtube.com/watch?v=2tfaY-LGZAg

La domanda è abbastanza insidiosa e dobbiamo a volte anche chiedere scusa perché certamente il nostro desiderio sarebbe quello di offrire un servizio molto più affidabile con un’assistenza molto più vicina. E’ vero altresì che è sempre necessario bilanciare tra quello che è possibile fare e quello che sarebbe nostro desiderio fare. Purtroppo le risorse che abbiamo a disposizione sono limitate, non lavoriamo a risorse infinite ma credo che sostanzialmente, in particolare gli editori di primissima fascia, possano trovare in Tradedoubler un servizio costante ed affidabile.

E’ evidente che la numerosità dei nostri publisher talvolta può creare qualche disallineamento. Chiedo scusa per quello che può succedere, ma sono convinto che con una telefonata o una email a noi ci sia la possibilità di chiarire tutti i dubbi e i punti di incertezza.

E’ ovvio che lavorando con oltre 10.000 publisher in Italia qualche episodio negativo si verifichi, ma d’altro canto c’è la nostra volontà a porre rimedio ed intervenire laddove si presenti qualche evidente sfasatura.

Avete mai preso in considerazione l’ipotesi di organizzare dei webinar (seminari online) per spiegare ai vostri affiliati come sfruttare al meglio gli strumenti che mettete a loro disposizione? Potreste prevedere insegnamenti specifici relativi all’uso dei vostri strumenti proprietari e consigli generici finalizzati ad aumentare le loro conversioni; un’attività di questo tipo, già intrapresa ad esempio dal team di Google AdSense, porterebbe benefici tanto a voi, quanto agli affiliati. Concorda?

httpv://www.youtube.com/watch?v=n6wk6uhzEhw

Concordo assolutamente! Questa rappresenta un’iniziativa estremamente importante. Ci abbiamo pensato più volte ma purtroppo la scarsità di risorse in Italia ci ha sempre impedito di fare questo, anche perché se lo si fa è necessario farlo molto bene. Ci stiamo pensando anche a livello europeo con la “casa madre”, pensando di inserire qualcosa nel nostro sito; quindi spero che riusciremo a dare questo tipo di supporto a breve.

Comunque è una cosa che su specifica richiesta in alcuni casi abbiamo già fatto in maniera selettiva, cioè non aperta a tutti.

Credo, e questa è una critica che faccio principalmente a me stesso, che se riuscissimo ad organizzare degli eventi a cadenza costante, una volta ogni quarter, questo potrebbe contribuire enormemente alla diffusione delle informazioni e alla crescita tecnica di molti dei nostri affiliati, quindi prendo questo come stimolo per riuscire a farlo magari a partire dal 2011.

Quali accorgimenti e controlli adottate per tracciare le conversioni nella maniera più efficace possibile evitando errori e/o frodi sia da parte degli affiliati, sia da parte degli inserzionisti?

httpv://www.youtube.com/watch?v=E4woXFaVkIg

Questo è un argomento estremamente delicato. Come abbiamo già detto, la prima risposta che offriamo agli affiliati ed anche agli inserzionisti è legata alla piattaforma: una piattaforma solida, trasparente, che permette di identificare tutte le attività che avvengono in rete.

In realtà noi abbiamo inserito, anche per andare oltre, una piccola clausola nei nostri nuovi contratti (a partire dall’anno scorso) per cui ci riserviamo il diritto di fare un audit sul server del cliente. Questo perché purtroppo l’Italia ha un triste primato in Europa ed è quello del più alto grado di cancellazione.

Ora, pur concordando sul fatto che ci possano essere più furbi in Italia con l’intento di frodare e di approfittarsi degli inserzionisti, sono peraltro convinto che tassi di cancellazione al di sopra del 30-40% siano ingiustificabili. Tanto per fare un esempio, a livello europeo viene considerato tollerabile il 5% di cancellazioni, arrivando ad un 10% massimo. Avendo noi molti clienti che sono al di sopra del 20-30-40% i commenti li lascio fare a voi. Ma con questa nuova clausola cerchiamo e cercheremo di limitare questo tipo di cancellazioni anche per fare non solo gli interessi di Tradedoubler ma principalmente gli interessi dei publisher. Il nostro bene più prezioso non sono i clienti ma i publisher; non mi stancherò mai di dirlo: dobbiamo difendere in prima persona i loro interessi.

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E’ online anche la seconda parte di questa intervista.

P.S. Per non perdere le prossime interviste iscriviti al canale Youtube di alVerde.net

Commenti

  1. Sì anche, però in quel caso l'affiliato entra in un discorso dove non ha controllo e comunque non ha modo di gestire la cosa.

    Ti porto il cliente al primo acquisto, ma poi è abilità del merchant, ad esempio con email, promozioni, incentivi ecc. a spingere il cliente a fare un secondo ordine, l'affiliato a quel punto non ha alcun ruolo.

    Per questo, per quanto mi riguarda, preferisco un discorso di "costo acquisizione cliente", peraltro anche facilmente calcolabile dal merchant: calcola la media degli acquisti in un anno per i suoi clienti e determina la commissione che può pagare.

    Oppure può calcolare quanto gli costano i nuovi clienti che arrivano tramite altre fonti, ad esempio adwords: quanto ha speso in un anno e quanti clienti nuovi gli ha portato adwords, e calcola quindi il costo medio di acquisizione per adwords.

    In questo caso ci sarebbe da sottolineare una cosa importante: con adwords posso calcolare un costo MEDIO di acquisizione, mentre se applico lo stesso discorso all'affiliazione quello che pago è il costo EFFETTIVO di acquisizione per ogni cliente.

    Tramite adwords infatti non ho la certezza che il costo di acquisizione rimanga costante nel tempo, dipende dal numero e dal costo dei click necessari a portarmi un cliente.

    Sia il numero sia il costo, variano nel tempo e questo introduce un elemento di variabilità, che invece nell'affiliazione non c'è: decido di pagare 10 euro per ogni cliente nuovo, il costo di acquisizione "medio" sarà sempre 10 euro, non potrà aumentare o scendere.

    Con adwords invece, sicuramente varia nel tempo, e secondo me e l'esperienza che ho avuto, tende ad aumentare.

    Tende ad aumentare per due motivi:

    1. Concorrenza: più concorrenti ci sono più il costo del click aumenta

    2. Numero dei click: a differenza di alcuni anni fa l'utente medio di internet è più informato, ha acquisito abilità, quindi prima di fare un acquisto tende a confrontare più siti, più prezzi e più condizioni di vendita (spese di spedizione, tempi ecc.), quindi compone più carrelli che poi abbandona. Tutta questa attività si traduce in un aumento del numero di click necessari a portare una vendita, l'acquisto non è più "di impulso" come era tempo fa, ma ora è più meditato (sarà anche il periodo di crisi, ma non credo sia solo quello), le persone si informano di più prima di acquistare.

    Questi due parametri come detto, a mio parere, tenderanno ad aumentare nel tempo, e quindi ad aumentare il costo di acquisizione di un cliente per tutti i metodi a differenza dell'affiliazione, credo cha alla fine sia questo il valore aggiunto dell'affiliazione rispetto a tutti gli altri sistemi di pubblicità.

    Ciao

    John24
    Oppure non mi paghi un fisso, ma per un anno mi paghi la % su tutti gli acquisti del cliente. Non solo il primo (che poi magari mi cancelli a torto o a ragione).
    Infatti è quello che ho fatto, senza nemmeno preavviso :D:D:D

    Per il resto del discorso concordo in pieno, stessa esperienza positiva con aziende estere, anzi direi di più: quello che mi ha stupito è il discoso che molte fanno a livello di CPA, quando non si parla di percentuale sulla vendita, ma (come sarebbe giusto) di Costo Per Acquisizione (di un cliente).

    Spesso cioé non vieni trattato come un agente pagato in percentuale sulla specifica vendita che hai portato.

    Ma vieni pagato una quota fissa per ogni cliente che hai portato e fa un acquisto, indipendentemente dal valore effettivo dell'acquisto.

    Spesso (anzi quasi sempre direi) la commissione riconosciuta è stata maggiore dell'importo dell'ordine del cliente.

    Il cliente acquista per 10 euro, la commissione era 70 euro, ad esempio.

    Ovvio per loro quel cliente in un anno magari porta 700 euro di margine.

    Ma questo a mio avviso è come dovrebbero funzionare le affiliazioni: ti porto un cliente non un ordine, pagami il valore di acquisizione di un cliente, non una percentuale sull'ordine che ti ho portato.

    Quel cliente ora è tuo, ci puoi fare direct marketing, sta a te farlo fruttare, il mio lavoro è finito.

    Ciao

    John24
    Semplice: tolgo tutto!

    Anche a me non sempre è andata bene, ho preso anch'io delle fregature ma se posso dare una regola (non assoluta ma con me è successo così) le peggiori esperienze le ho avute con i merchant italiani...

    Affiliazioni dirette con merchant stranieri che (ovviamente) operano anche in Italia e hanno siti tradotti in italiano: simply the best!

    Ottime performance, buon tasso di conversione, EPC alti, pagamenti puntuali e rapidi...ma che vuoi di più dalla vita??

    E' ovvio che se però vuoi usare 100 merchant non puoi fare 100 affiliazioni dirette ma devi appoggiarti ad un network: così però deleghi a loro il controllo MA appurato che il network non svolge bene il suo lavoro (ormai è un dato di fatto!) perchè ostinarsi??

    Quando il Country Manager di TD Italia dice che la loro vera risorsa sono i publisher dice una grande verità ma non nel senso che TD tuteli soprattutto i publisher a discapito dei merchant (non ci crede nessuno a sta favola) ma perchè senza publisher TD chiude domani...

    Quindi l'unico modo per cambiare il sistema è...farlo crollare!

    TD, Clickpoint e zanox nel 2007 portavano il 40% dei miei ricavi...l'anno scorso il 10%!

    Think about it...
    @Phate: data la attuale situazione dei network il tuo discorso è sicuramente valido. Però ovviamente comporta del lavoro in più, contatti, verifiche ecc.

    Inoltre tu vedi come vanno le cose sui siti che gestisci direttamente, non hai una visione di insieme; se come è successo a me, un'affiliazione diretta per 3 mesi di fila ha fatto 15-16 sales e poi per 15 giorni non ha assegnato un sales, che fai?

    Io ho contattato il mio contatto diretto, gli ho chiesto se era tutto ok e come spiegava la cosa, risposta: "tutto ok, vedo che agli altri siti non è cambiato nulla", a quel punto ho lasciato passare ancora qualche giorno poi ho levato i banner, tanto non convertivano. Chi ti dà una garanzia sul funzionamento del sistema? il merchant stesso che ha tutto l'interesse a che non tracci proprio tutto?

    Nel discorso ad affiliazione tramite network è il network stesso a dover verificare con il cliente la situazione, che il sistema di tracciamento funzioni, e in teoria dovrebbe essere suo interesse che il sistema converta (sottolino "dovrebbe").

    Questo ti permette di concentrarti sui contenuti del sito e quindi non perdere tempo sulle affiliazioni.

    Il problema è appunto che queste attività dovrebbero essere fatte dal network ma la dimostrazione è che non sempre viene fatto (vedi caso Bow).

    Ciao

    John24
    Secondo me per trovare le soluzioni bisogna innanzitutto dividere gli editori/publisher in 2 categorie: chi basa la sua attività online esclusivamente o soprattutto sulle affiliazioni e chi invece usa le affiliazioni come parte di un mix di ricavi (che includono anche Google, display adv, DEM, ecc...).

    Nel primo caso è ovvio che i problemi relativi a deny rate, pagamenti in ritardo, ecc. sono di fondamentale importanza perchè se dipendi al 100% dalle affiliazioni i ritardi nei pagamenti o le cancellazioni delle vendite rischiano di crearti grossi problemi. E io per questi editori purtroppo non ho soluzioni al momento.

    Anche perchè egoisticamente faccio parte della seconda categoria: le affiliazioni incidono per un 30% sui miei ricavi. Non è poco ma è comunque una percentuale che mi permette di fare certe scelte per limitare i problemi che stiamo segnalando in questo post.

    La prima soluzione secondo me è l'affiliazione diretta: il 70% dei ricavi delle mie affiliazioni è generato da affiliazioni dirette, solo il 30% deriva da programmi presenti su TD, zanox, Clickpoint, Sprintrade e compagnia. E le affiliazioni dirette sono senz'altro migliori: hanno deny rate più bassi e pagamenti generalmente più rapidi (bisogna ovviamente scegliere bene i propri partners). C'è un contatto diretto e privilegiato con il merchant. Si discute dei problemi e di come risolverli (e quindi aumentare le performance). E' ovvio che chi utilizza 200 merchants non potrà mai gestire 200 affiliazioni dirette...però nel mio caso con 5/10 affiliazioni dirette ottengo ottimi risultati.

    Se poi ho problemi con le piattaforme posso anche sorvolare su pagamenti in ritardo (tanto rappresentano il 30% del 30%...quindi il 9% dei miei ricavi totali!!) e cancellazioni: su quest'ultime più che sorvolare io personalmente sono molto drastico; se un programma mi cancella vendite senza motivo lo banno per sempre. Le alternative ci sono (ripeto: questo è un discorso che vale per publisher che usano marginalmente le affiliazioni!).

    Io per esempio un programma come BOW dopo il gesto che ha fatto a fine novembre non lo utilizzerò MAI! Tanto le alternative ci sono eccome...

    Quindi per i publisher che usano parzialmente le affiliazioni il mio consiglio è: affiliazione diretta e nessuna pietà con i merchant che fanno i furbi!
    Tutti possono avere problemi, giustificati e dimostrati. Ma deve essere un'eccezione. Qui sta diventando la regola. "Ho finito il budget dell'anno"... A NOVEMBRE??? SUL PPS ?? CAZZATE Significa che l'hai programmato apposta o che non vuoi pagare le commissioni a Natale!

    Spendono fior di migliaia di euro per reparti marketing con laureati che fanno stime e calcoli e poi mi finisci il budget a Novmebre? E si parla di grosssissime catene che fanno pubblicità in TV tutto l'anno. Cazzate... è questo che vogliamo evitare!

    I classici 30 gg a contratto sono una cosa più che ovvia, ci sono dappertutto: contratti di lavoro, affitti, servizi, ecc... l'imprevisto ci può stare (giustificato a noi e all'affiliazione) ma la norma deve essere un preavviso!!

    Così ci perde anche l'affiliato e l'affiliazione. Se io ho puntato su un brand mi servono almeno 30 gg per cambiarlo e ridirezionare le conversioni. Così resta poco e poi, cosa importante, ho ancora 30 gg di validità dei miei cookies su quel merchant. Perché tendiamo a dimenticarci che interrompere un merchant significa SOPRATUTTTO spazzare via i cookies. E' ovvio che uno chiude perché da quel giorno in poi non vuole pagare più nulla. Se uno chiude al massimo non paga più i cookie piazzati da quel momento, ma non quelli piazzati prima!! Ma scherziamo???
    A che importo? per quale motivo dovrebbero farlo?

    E' un po' come il discorso del preavviso, mi sembra difficile applicare la cosa da contrattto, ipotizza il caso di un merchant che ha problemi con un produttore o che ha problemi con il sito, difficile che possa avvisare prima di interrompere la campagna.

    Secondo me l'approccio deve essere quello di rendere sconveniente questo tipo di modalità.

    Io lo affronterei così: vuoi interrompere il programma? puoi farlo quando vuoi, ma non lo puoi riattivare prima di 3 mesi dall'interruzione.

    Penso sia la soluzione migliore.

    Ciao

    John24
    Non è detto, possono restare a sales, ma seriamente. Quindi gli si deve imporre serietà, costanza e soprattuto il loro marketing deve cambiare ottica. Non contare i lead ma il roi delle sale.
    Su questo hai perfettamente ragione, questa è la logica che sta dietro a tantissimi e-commerce.

    Quindi secondo te tutti programmi "a la Yoox" andrebbero convertiti in programmi a lead e non a sales?
    Secondo me sono vere entrambe le cose.

    Ci sono merchant che hanno programmi a lead ma lo sfruttano come un programma a sales e, viceversa, programmi che hanno programmi a sales che vogliono spremere come lead generator.

    Partendo dal presupposto che la sales (cioè la conversione in denaro) è l'obiettivo più o meno di tutti, ogni merchant applica la politica che preferisce. Il problema sta quando per raggiungere un obiettivo si sfruttano canali e modalità di un altro, con un "inganno" di fondo per affiliazioni e affiliati.

    Emblematico è il caso di Yoox (che conosco per esperienza ma che è talmente ufficiale che loro stessi lo ammettono): Yoox vuole lead, iscritti, clienti, ne vuole tanti sempre freschi e non vuole pagarli (tanto). Per ottenere questo obiettivo usa un programma esclusivamente a commissione sulle vendite.

    Uno potrebbe pensare che sia stupido, invece no per vari motivi:

    1 - Un lead di Yoox dovrebbe essere pagato molto, non vale certo 1 o 2 €

    2 - In genere il traffico portato da promozione sulle sales (vedi comparatori di prezzo et similia) genera lead "gratuiti" anche se magari converte poco in sales. Il solito concetto della visibilità gratis e dell'acquisizione di un nuovo cliente.

    3 - Possono aprire e chiudere campagne e affiliati quando e come vogliono, senza che nessuno li fermi (la risposta di tradedoubler è stata "si sa che Yoox fa così..." )

    4 - Cancella quanto vuole senza dare spiegazioni (le ho chieste 100 volte a TD ma mai una risposta) anche ordini in cui viene restituito 1 capo magari di 10 ordinati.

    Quindi il concetto è: accedi all'affiliazione, dai le tue risorse, ti fai succhiare il database dei clienti validi, e converti qualcosa. E poi dopo 1 mese o due , rapporto terminato col merchant (con tutti i cookies che hai sparso in giro col tuo lavoro). Quando a parità di nuoovi lead portati, quello che ti pagano in sales non è più per loro conveniente.

    Secondo me Yoox lavora sostanzialmente in perdita su alcuni prodotti "per allodole" mentre ha buon imargini su stock di roba vecchia, di collezioni passate. Per cui acquisisce un cliente in perdita inizialmente, lo "strappa" da affiliato e affiliazione, e se lo porta avanti facendolo poi convertire in positivo. *POI*, quando i tuoi cookie o i tuoi link sono fuori dai giochi.

    Una logica che funziona, visto che le affiliazioni e noi affiliati glielo facciamo fare.
    Ti assicuro che invece spesso sono proprio i publisher a spingere per avere il lead e non i sales. Parlo per esperienza personale visto che sono stato su entrambi i lati della barricata.

    E' molto diverso. Google paga il publisher a prescindere dal fatto che il cliente paghi o meno Google. Il ciclo di pagamenti e fatturazione è diversissimo.

    Che poi Google accetti bonifico solo anticipato non è vero. L'azienda per cui lavoro paga regolarmente Google con bonifico a consuntivo, non anticipato.
    Ciao Pelpa,

    Preciserei: a mio avviso non "spingono" e non potrebbero farlo, siccome si pensa che sia più semplice monetizzare una campagna a lead, generalmente le campagne a lead ricevono più publisher di quelle a sales, ma siccome questo è noto ai merchant e ai network sono in realtà loro che spingono su questa strada, mettendo poi i paletti sul minimo del rendimento, mascherando quindi campagne PPS con campagne PPL.

    Guarda il gioco è relativamente semplice, ipottizo una percentuale di conversione del 10% da lead a sales, e una commissione sul sales di 10 euro, quando posso pagare per un lead chiedendo una percentuale minima del 30% di conversioni?

    Banalmente: 100 lead --> 10% --> 10 sales --> 10 sales x 10 euro = 100 euro (di commissioni) --> divido per i 100 lead e ottento un lead a 1 euro.

    Ma non è finita... ho imposto un MINIMO di conversione al 10%, per cui se il mio sito portasse lead che convertono di più? io ci avrei perso, perché sarebbe stato meglio per me un discorso a sales?

    Ma sopratuttto se i lead che porto si traducono in una percentuale di conversione inferiore al 10%? nemmeno quelli che hanno convertito mi verranno pagati...

    Chi ci guadagna?

    Siamo sicuri che sia davvero conveniente una campagna in PPL fatta così per i publisher?

    -.-.-.-.-.-.-.-.-

    Sul discorso dei controlli non penso e voglio sperare che non tutti i merchant abbiano tassi di cancellazione elevati.

    Quelli da controllare sarebbero solo quelli che superano la media del settore.

    Per cui basterebbe controllarne molti meno.

    TradeDoubler ha poco più di 200 programmi attivi (alcuni si riferiscono allo stesso cliente), Zanox poco più di 300 (parlo relativamente ai programmi italiani).

    Sui ritardi del cliente, penso che le cose si velocizzerebbero se:

    1. Venisse comunque chiesta documentazione per ogni cancellazione

    2. Durante la fase di verifica la campagna venisse sospesa

    -.-.-.-.-.-.-.-.-

    Beh questo non è esatto, anche google è un tramite tra il cliente e il e il publisher.

    La differenza in google è che accetta per i pagamenti solo:

    Carta di credito: sia anticipato che posticipato (ma comunque anche per il posticipato occorre caricare prima e validare la carta di credito)

    Bonifico bancario: SOLO anticipato

    Addebito diretto sul conto: posticipato (si tratta di una rid) pre-autorizzata.

    Per "pagamenti posticipati" si intende comunque fine mese, il debito maturato a gennaio viene addebitato all'inizio di febbraio sia sul conto (con rid) sia sulla carta di credito.

    Non certo aspettano 150 giorni...

    Se google fa così, e lo fa anche in Italia, perché le affiliazioni non lo possono fare?

    Ciao

    John24
    Sì su questo concordo anche se entro i limiti. Ci sono tantissime casistiche che spesso non si possono ridurre a solo dei numeri.

    Tu vai controcorrente; spesso i publisher spingono per avere il lead perchè più facile da realizzare e quindi più remunerativo.

    Hai ragione, ma capisce che fare 10 controlli per (ipotizziamo) 20 affilati sono già 200. Moltiplicalo per 10 programmi e sono 2000. Poi il network deve chiedere i controlli al cliente che spesso allunga ulteriormente i tempi. Un lavoro di questo tipo non è sostenibile, a meno di non assumere una o più persone che facciano solo quello.

    Non intendevo quello. Il senso è che, diversamente da AdSense, dove è Google a pagare, per i network di affiliazione è il cliente a pagare. Il network è solo un tramite.
    Ciao Pelpa,

    sul primo punto la cosa mi è stata spiegata da uno degli affiliate manager di uno dei due network principali, se come dici tu si impone un discorso di percentuale minima, che capisco ovviamente, ma significa comunque mascherare un PPL con un PPS, perché la percentuale minima viene calcolata in base alle sales e sul costo dei lead, no?

    A me starebbe bene questo, ma allora leghiamo il costo dei lead alla percentuale di conversione, se io ho una percentuale maggiore allora devo avere un costo lead più alto, non sarebbe corretto?

    Il discorso a mio avviso va affrontato diversamente: i lead vanno applicati SOLO quando non è possibile fare un sales, ad esempio: pubblicizzo un sito che fa traslochi, ogni trasloco ha bisogno di un preventivo e di un soppralluogo, per cui non può essere acquistato online direttamente.

    In questo caso applico un discorso a lead, però, d'accordo con il merchant definisco un numero massimo di lead al giorno, superato il quale il sistema non ne accetta più (è così anche in google adsense, se impongo un importo massimo di spesa).

    Perché impogno il massimo? perché il merchant deve essere in grado di chiamare e concordare con il "lead" l'eventuale incontro, capendo quindi se è un fake o no, e segnalare in breve tempo la cosa.

    Nell'esempio portato, se rispondo ad un preventivo di trasloco dopo 2 mesi, il cliente se ne è già preso un altro... se però do la possibilità di farlo dopo 2 mesi, ovviamente il merchant mi segnalerà che quelli che non hanno accettato il preventivo sono tutti fake, ma non sarebbe corretto perché a quel punto si tratterebbe di una campagna a sales, no?

    Per questo i tempi e le "capacità" sui lead devono essere limitati.

    Ovviamente di conseguenza va applicato un limite anche ai publisher, in modo che uno non possa saturare la capacità con lead fake, e quindi danneggiare il cliente e gli altri publisher.

    Ma questo con la gestione attuale dei network è impossibile e forse non nel loro interesse.

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    Discorso cancellazioni: basta un approccio statistico: mi hai cancellato 100 sales in un mese? ok, prendiamone 10 e verifichiamo puntualmente quelle e spiegami, documentando la cosa perché le hai cancellate.

    Se si scopre che di queste 5 sono state cancellate "erroneamente", allora ne ripristiniamo 50 tra le 100 cancellate (come? l'unica possibilità è casualmente o in percentuale analoga per ogni publisher).

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    Sul discorso delle chiusure è la risposta che mi aspettavo:

    quindi è esattamente quello che sostenevo, certe situazioni si trascinano perché è anche interesse del network.

    Non credo sia attinente, però considera ad esempio campagne PPS con un commissione in percentuale stabilita a priori. In questo caso la cosa vale al 100%?

    Siamo sicuri che i publisher non investano nulla in termini di soldi e tempo per pubblicizzare un merchant?

    Ciao e grazie!

    John24
    Personalmente non ho mai avuto esperienze di questo tipo. So di programmi che per un X numero di lead solitamente richiedono un X% di sales, altrmienti puzzerebbero di frode.

    Il problema è che spesso i merchant non hanno infrastrutture tecnicamente adeguate per mettere in piedi un sistema di cancellazione davvero efficace.

    Quindi eventuali controlli del caso andrebbero fatti tutti uno per uno, il che diventa impossibile nella maggior parte dei casi.

    Quindi ci sia affida ad alcuni strumenti e si rimane aderenti ad essi e di quelli bisogna fidarsi per forza.

    La risposta che do io è "ni". Un network ha interesse a chiudere nella misura in cui il cliente diventa più un costo (parlo di costo in termini più estesi rispetto al denaro) che un vantaggio.

    Alla fine ricordiamoci che, sì, il network ci guadagna se l'affiliato ci guadagna. Però quello che caccia i soldi ad affiliati e network è il cliente.

    Poi ci sono anche i casi in cui ci si mettono le agenzie di mezzo... e le cose si complicano ancora di più.
    @indiana2 e Pelpa,

    in realtà anche off-line si può ottenere lo stesso tracciamento, ad esempio dando dei buoni sconto e avendo "agenti" pagati solo a commissione, ma effettivamente quasi nessuno lavora così.

    Sul discorso delle cancellazioni, sui Pay Per Lead, penso che il problema sia anche come vengono realizzate le campagne: spesso sono PPS mascherati da PPL.

    Il merchant riceve i lead, ha tempo 2-3 mesi per vedere se il lead poi diventa un cliente, se non lo diventa lo cancella, in pratica paga un Lead invece di un Sales.

    Come risolvere?

    Sul pay per sales, il problema è che le cancellazioni andrebbero documentate molto dettagliatamente e verificate, cosa che non viene fatta.

    Inoltre andrebbe definito un livello di controllo minimo, oltre il quale il programma viene sospeso e il network fa una verifica precisa su quello che sta succedendo e come risolvere la cosa.

    Ma come diceva indiana siamo sicuri che sia interesse del network?

    Per come sono costruiti i network oggi, ho forti dubbi che sia nel loro interesse chiudere con un cliente.

    Ciao

    John24
    Il punto è che offline non possono materialmente pagarti a performance perché non esiste nessun tracciamento preciso. Altrimenti ci sarebbero le stesse problematiche.

    Da questo punto di vista la rete è un canale più evoluto che consente maggiore controllo e ovviamente le cancellazioni sono una delle conseguenze (spiacevole).

    Al di sopra di tutto ciò secondo me si è ormai instaurata una situazione in cui la diffidenza regna sovrana. Il merchant pensa che il publisher lo stia truffando generando azioni false; il publisher pensa che il merchant lo stia truffando cancellando a caso.

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