Social Media e Content Marketing: una scelta irrinunciabile?

il | Articoli, Promuovere online | 1 commento

social media obbligatori

Torniamo su un argomento “basic”, ma che permea il marketing e la comunicazione di qualunque attività online: parlo di Social Network, ma più in generale di Content Marketing, seppur declinato sui Social Media.

C’è chi presidia i Social “tanto per” pubblicare qualcosa, chi ci crede molto e ragiona “strategicamente” e chi, invece, li relega a puro giochino o li ignora completamente o quasi.

Recentemente hanno fatto un certo scalpore le decisioni di grandi brand di abbandonare i Social Network: ad esempio Lush, che ha deciso di chiudere i propri account per “la difficoltà a dialogare con gli utenti, dovendo fronteggiare algoritmi e pagando per le sponsorizzazioni”, o come anche Unicredit.

Che sarebbe come dire “smetto di fare marketing perché è difficile e la pubblicità costa soldi”. Sembra vigere sempre un fraintendimento, relativo al fatto che i Social Network in realtà sono un canale di comunicazione frequentati costantemente da utenti e, pertanto, meritevoli di essere calati in una realtà strategica.

La difficoltà di comunicazione con gli utenti, forse, potrebbe sottintendere a un problema legato all’attrattività dei contenuti o, ancora peggio, del prodotto stesso. Eppure, ancora una volta, i numeri darebbero ragione a chi sui Social ci crede.

Social Network si o no? Ripartiamo dai numeri

  • Il tempo speso da un utente sui Social è all’incirca di 116 minuti al giorno (quasi 2 ore a testa)
  • Facebook guida la truppa Social, con 1 miliardo e mezzo di utenti attivi su base giornaliera ( (2.3 miliardi su base mensile)
  • Il 91% degli utenti accede ai Social, oggi, da dispositivi mobile
  • I video generano uno share del 1200% rispetto a contenuti testuali o di immagini
  • I Social servono solo a brand B2C? No: i brand B2B beneficiano alla grande del Social Media Marketing, con una percentuale di traffico Social generata principalmente da Facebook, Twitter, LinkedIn.
  • Ormai 7 utenti su 10 si attendono di poter avere assistenza da un marchio tramite i social network (customer care via Social).
  • Oltre 8 adolescenti su 10 ritengono che i Social Network abbiano un impatto positivo sulle loro vite.
  • Su Instagram vengono pubblicate oltre 46 mila foto al minuto (hai capito perché ottieni pochi like?)
  • Instagram registra attualmente quasi 600 milioni di dollari di ricavi da pubblicità (via mobile, tramite la sua App).

Fonti principali: Pew Research Center – ricerche di fine 2018 e https://www.wordstream.com/blog/ws/2017/01/05/social-media-marketing-statistics (articolo aggiornato costantemente)


Numeri da capogiro, se poi osserviamo cosa accade in soli 60 secondi in internet (fonte: https://twitter.com/lorilewis) e quanto i Social Media abbiano pervaso il concetto stesso di internet, oggi, capiamo che si tratta di un aspetto di comunicazione totalmente pervasivo, mainstream e, nonostante ciò, viene spesso ignorato e sottovalutato dalla classe dirigente meno avvezza ad internet.

internet in un minuto

Confrontando questi dati con la corrispondente “ruota” del 2018, vediamo solamente numeri in aumento, eccezion fatta per Snapchat, che stenta da un po’, a discapito di altri Social Network.

Tali numeri non lasciano molto scampo a interpretazioni: gli attori più grossi continuano a guadagnare spazio e ricavi, con scarsissima concorrenza. Si affacciano timidamente nuovi canali, che però devono faticare non poco per ottenere un minimo di visibilità, schiacciati dai colossi della comunicazione.

Infine, una quantità sempre maggiore di contenuti corre online: la scelta rimane tra chi decide di non partecipare alla “battaglia” e chi invece decide di “giocare”, ma necessariamente con professionalità e qualità nei contenuti e con investimenti sempre maggiori

Commenti

  1. La conclusione dell'articolo racchiude il succo del problema: "la scelta rimane tra chi decide di non partecipare alla “battaglia” e chi invece decide di “giocare”, ma necessariamente con professionalità e qualità nei contenuti e con investimenti sempre maggiori…".

    Tra le varie possibilità di questo scenario, credo che la peggiore possa essere che 'i piccoli' moriranno perché non potranno competere con chi ha un budget 10 volte maggiore di loro.

    Solo il futuro ci darà una risposta definitiva.

Tags: