Siete pronti a sfruttare il nuovo algoritmo di Twitter? 3 soli consigli

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Notizia fresca fresca di pochi giorni fa: anche Twitter – similmente a Facebook – sarebbe pronto a mostrare i tweet sulla base della pertinenza rispetto ai gusti di ogni utente.

Grande scalpore da parte di molti amanti e professionisti del web: dopo Facebook e Google, “anche Twitter deciderà per noi cosa leggere”. Osservando qua e là le reazioni del popolo del web, noto principalmente pareri contrari, per non dire arrabbiati, di gente che non ha alcuna intenzione di leggere tweet di persone che non ha deciso di seguire.

Non sono ancora chiari i criteri con cui verranno mostrati questi tweet “stranieri”, forse verranno presi in considerazione retweet, risposte e interazioni in generale; hashtag, numero di follower, appartenenza a liste… chissà.

In ogni caso, Twitter sta testando questo nuovo approccio che ha tutta l’aria di divenire presto realtà. Personalmente non sono così contrariato da questa faccenda, anzi, mi sembra un’opportunità per farsi conoscere da utenti sconosciuti e avere “una possibilità in più” nel trovare quel minimo di visibilità che su Twitter sembra negata a chi non appartiene al gotha dei ricchi-di-follower.

Probabilmente – a sensazione – il nuovo andamento coinvolgerà i due elementi centrali di Twitter: hashtag e retweet. Di consigli se ne trovano online tantissimi, fin troppi. Mi limito quindi a 3 sole azioni che, chissà, vi aiuteranno a girare a vostro favore questo possibile cambio di algoritmo… (ma vi aiuteranno molto già ora).

1. L’hashtag al centro di tutto

Probabilmente la pertinenza dei tweet si baserà sull’elemento principe di Twitter, cioè l’#hashtag. Fatevi, dunque, questa domanda: su quali argomenti voglio essere riconosciuto e apprezzato? Individuati 2/3 argomenti specifici (ma non troppo), cercate su Twubs, su TweetBinder e su TweetReach tali parole. Vi compariranno i tweet generati con tali hashtag: ecco un bel po’ di persone con cui interagire – usando ovviamente l’hashtag – cercando di stimolare questo nuovo algoritmo di Twitter e inserendo tali utenti in liste. Attenzione, però, poiché con questi tre strumenti avrete la possibilità di sapere TUTTO di quegli hashtag:

  • avrete la portata dell’hashtag, quali utenti sono più influenti sul tema e quanto è diffuso (TweetReach);
  • avrete statistiche su reach, link, follower e diffusione nel tempo dell’hashtag (TweetBinder)

Ipotesi: e se Twitter seguisse l’esempio di Google nel classificare i contenuti “autorevoli” di un certo argomento, dando peso anche alla ricchezza semantica dei testi? Ecco che per un hashtag principale si possono sviluppare molte altre parole chiave correlate, magari considerate in futuro da questo misterioso algoritmo. Per arricchire il proprio vocabolario, oltre alla fantasia e all’osservazione di altri utenti con gli strumenti suggeriti poco fa, si potrebbe usare Twazzup, che tra le varie cose vi mostra le parole correlate ad un hashtag. Intrigante.

2. Siate presenti

Altra cosa importante, e credo, non sempre facile: siate presenti. Cosa intendo? 3 cose:

  • Twittate molto
  • Interagite con gli altri utenti
  • Metteteci la faccia (mostrando la vostra personalità)

Il flusso di tweet nel mondo è costante e impetuoso: per farvi notare (dagli altri utenti e dall’algoritmo) dovrete twittare davvero molto, tante volte al giorno. Dmep riprende uno studio di Adobe secondo cui sarebbe 4 il numero ideale di tweet al giorno per acchiappare tanti RT, anche se temo ne servano molto di più. Un buon benchmark? E’ sicuramente Skande.  Per instaurare un dialogo, però, dovrete interagire tanto, in maniera naturale, sviluppando relazioni: cosa impossibile se non siete comunicativi, costanti e presenti con la vostra personalità, non in maniera asettica dunque.

3. Immagini

Il terzo consiglio è semplice. Quale contenuto funziona maggiormente su Twitter? Come sempre sono le immagini. Se dovete stimolare interazioni verso il vostro profilo, ha senso sfruttare tutte le armi a vostra disposizione.

Stats Buffer

 

BufferApp lo dice chiaramente: l’uso delle immagini è uno stimolo forte nell’attirare l’attenzione di altri utenti. Aumento delle impression sul vostro tweet = aumento degli utenti che vi noteranno = aumento delle possibilità che qualche utente apprezzi ciò che avete detto e vi conceda il RT. Limpido e cristallino.

Qualche altro consiglio sparso

Non è il caso di spammare i vostri tweet di hashtag: 2 sembrerebbe il numero perfetto, non di più. Troppi hashtag rendono la lettura noiosa per gli altri utenti, non favorendo il dialogo e dando un’impressione di contenuto spammoso ai vostri contenuti.

Avete budget? Forse ha senso provare a spingere il vostro canale con la recente piattaforma di Twitter Ads aperta a tutti quelli che vogliono sperimentare pagando…

Se il vostro profilo non vi gusta e la foto panoramica delle ultime vacanze non è poi così eccitante, ecco che il sito http://www.twitrcovers.com/ potrebbe aiutarvi nel trovare la giusta foto di sfondo, in linea perfino con i contenuti dei quali amate parlare.

Comunicazione integrata significa anche questo. Siete pronti a sfruttare il nuovo algoritmo di Twitter?

Commenti

  1. Beh sbazaars... Dal punto di vista utente puoi avere ragione (ma non esisterebbe FB - Twitter - Google+ ecc).Dal punto di vista lato pubblicità - azienda...Beh...Se devo investire investo in utenti mirati e che mi guardano. Altreimenti in cosa investo? In utenti casuali e inutili? A questo punto diventa un social inutile fatto gratuitamente per garantire milioni di utenti pagando server a caro prezzo e senza nessun profitto...
    Ma io dico...Che senso ha copiare gli altri? Twitter secondo me aveva la forza nella sua diversità, più passa il tempo e più si conforma ad altri social con funzioni simili. Non ha senso, per me è una mossa sbagliata. Spero che almeno la gestione delle liste non cambi, così uno può scegliere chi seguire senza problemi.
    Pensavo di puntare l investimento per la Spagna per un progetto web con Twitter. Ho investito in Facebook per la Spagna e mi ha dato risultati molto scadenti in confronto all'Italia. Quindi ben venga!

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