Sai qual è il dominio più costoso venduto nel 2008?

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Sedo ha pubblicato la sua analisi annuale del mercato secondario dei nomi a dominio. Il mercato dei domini fiorisce: il volume delle transazioni ha raggiunto i 53 milioni di Euro. Il mercato dei domini .it si affaccia sul panorama mondiale.

Anche il 2008 è stato per il mercato di domini un anno florido registrando una crescita significativa, come segnala Sedo, la più grande piattaforma mondiale di compravendita di nomi a dominio. Il numero di domini venduti è cresciuto del 35% mentre il volume totale delle transazioni, nonostante la crisi internazionale, è aumentato dell’8% raggiungendo i 53.135.710 Euro (contro i 49.136.552 Euro del 2007).

L’analisi del 2008 si basa sui dati di vendita di Sedo. Grafici e statistiche dettagliate sono disponibili al link www.sedo.it/analisidelmercato2008.pdf (184 kb)

Risultati principali del 2008:

  • Parallelamente al volume delle transazioni, è aumentato anche il numero di vendite. Mentre nel 2007 sono stati venduti 27.270 domini, nel 2008 le vendita hanno raggiunto il numero di 36.884, con una crescita del 35%.
  • Il prezzo medio di vendita per dominio è stato di 1.440 Euro, con una diminuzione del 21% rispetto al 2007, che aveva invece registrato un aumento del 5% rispetto al 2006.
  • Contrariamente alla media generale, i domini nazionali .it e .fr hanno registrato il maggior aumento del prezzo medio: i .fr sono i domini mediamente più cari (2.846 Euro, con un aumento del 64%) seguiti dai gli italiani .it che hanno raggiunto il prezzo medio di 2.490 Euro, (+45% rispetto al 2007).
  • Per i Top Level Domains generici (.com, .net, .org, .biz e .info) c’è stato invece un consolidamento del mercato. I prezzi medi sono generalmente diminuiti e la stessa “estensione regina”, il .com, ha dimezzato il proprio valore medio (attestandosi a 1.700 Euro).
  • Il dominio più caro del 2008, venduto attraverso Sedo a un prezzo di 1,17 milioni di dollari americani, è stato Kredit.de (“credito” in tedesco). E’ la prima volta che in vetta alla classifica dei domini più cari se ne trova uno con un’estensione nazionale (.de).

Sull’Italia:

  • Il dominio più caro italiano, per il quale è stato concesso il diritto di pubblicazione, è stato Investimento.it, ceduto per 12.900 Euro. Il dato non tiene in conto la prima asta italiana dedicata al settore degli skillgames, le cui operazioni di trasferimento sono concluse nel mese di gennaio 2009 (seguirà una pubblicazione specifica).
  • Il numero di domini .it venduti è stato di 65, con una sensibile crescita rispetto al 2007 (+150%). Il .it è entrato così tra i 10 TLD nazionali più venduti attraverso Sedo.
  • Il 58% delle transazioni di .it ha coinvolto almeno uno straniero (acquirente o venditore), indicando l’interesse internazionale suscitato dal .it.
  • I clienti italiani hanno venduto 375 domini (+169% rispetto al 2007) generando un volume di 520.397 Euro (+140% rispetto al 2007). Nel 2008 gli italiani hanno inoltre scelto di acquistare attraverso Sedo 744 domini (+75% rispetto al 2007) generando un volume di 1.165.216 Euro (+51% rispetto al 2007).

Cresce la fiducia nelle estensioni nazionali

“Il mercato dei domini si è affermato molto bene”, afferma Tim Schumacher, amministratore delegato di Sedo.com. “Se in alcuni settori ci sono stati sviluppi negativi dei prezzi medi, essi sono stati causati soprattutto da forti attività di compravendita in segmenti di prezzo più bassi. In altre parole, anche nomi a dominio meno attrattivi si iniziano a vendere piuttosto bene, anche se ciò influisce negativamente sul prezzo di vendita medio. E’ significativo inoltre lo sviluppo dei domini con estensioni nazionali”, aggiunge Schumacher, “Ci aspettiamo anche in questo settore un notevole sviluppo nei prossimi anni: aumentano percettibilmente infatti il riconoscimento e la fiducia degli
investitori”. “Per quanto il mercato italiano sia ancora di ridotte dimensioni” segue Simone Ferracuti, Country manager per l’Italia di Sedo, “la grande crescita di quest’anno, il superamento della soglia del milione di euro nel volume delle transazioni e il grandissimo interesse di investitori stranieri nel .it sono stati segnali molto incoraggianti per il raggiungimento di uno stato di maturità.”

Fonte: comunicato stampa di Sedo GmbH • Im Mediapark 6 • 50670 Colonia (Germania)

Commenti

  1. Questa é una problematica vecchia e il Registro italiano ha tutti i torti di questo mondo, ma il valore dei .it dipende da vari fattori e non solo quello della liquidità del mercato secondario che comunque é sia effetto che causa della loro valorizzazione. Altri fattori importanti sono : la diffusione di internet in Italia, la presa di coscienza del valore della pubblicità on line e quindi anche dei domini da parte degli imprenditori italiani, la diffusione (scarsa) della lingua italiana all'estero. Il Registro dovrebbe far partire il sistema sincrono in questi mesi, ma se da una parte risolverà dei problemi potrebbe farne sorgere altri.
    Hai ragione, ma te lo immagini uno straniero che deve capire le procedure per il trasferimento dei domini .it e mettersi a mandare fax in Italia per registrare un dominio? :(
    Le commissioni di Sedo determinate indirettamente dai procedimenti complicati del Registro italiano, fanno da sbarramento per moltissime transazioni più piccole, quelle sotto i 500 euro per esempio. I domini .it venduti realmente in modo privato in Italia sono sicuramente molti di più. Probabilmente diversi di noi singolarmente hanno fatto transazioni per più di 65 domini .it durante l'anno 2008, quindi... :)
    Credo che molto dipende dalla sua "georeferenzazione" a differenza dei .com,.net,etc..etc..

    E poi il NIC ci mette del suo a farti passare la fantasia di cederli...

    Quel ".de" è comunque una sorpresa :)

    E poi vedo che vendi un ".eu" :D ;)
    Solo 65 domini IT venduti in un anno? E' sconfortante. A che serve fare statistiche su cifre cosi marginali? Però vorrei far notare il numero di stranieri intervenuti nelle transazioni con gli IT. Il mercato attualmente non esiste, l'unica possibilità è utilizzare una piattaforma di registrazione meno medievale da quella attuale anche per far intervenire gli stranieri.

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