Reinventare il lavoro del nonno con i Social Media: intervista a Marco e Alessandro di Idrowash

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Due fratelli di Verona, hanno messo sui social un’impresa di pulizie dal cuore verde. E per mettere a nuovo capannoni, case e piazze hanno deciso di adottare tecniche a basso impatto ambientale. Alessandro e Marco Florio, di 32 e 30 anni, stanno facendo il giro del mondo con iDROwash.it. Ciò che mi colpisce – e che è il motivo di questa intervista – è il sapiente uso dei Social Media per attirare clienti in un settore apparentemente poco Social

«Abbiamo scelto di andare controcorrente, utilizzando i social media: oggi il 90% dei nostri clienti proviene da Facebook»

Così racconta Alessandro. Lavoro artigiano e uso dei social come canale di vendita e pubblicità. «Siamo gli artigiani digitali del pulito». (Fonte: intervista per metronews.it). La loro storia è la storia di molti studenti che hanno vissuto in prima persona lo scollamento tra studio e mondo del lavoro…

Innovare e reinventare il lavoro del nonno con i Social Media: intervista a Marco e Alessandro di Idrowash

Una domanda-premessa: appena usciti dall’Università, quali difficoltà professionali avete trovato? Come vi è venuto in mente di re-interpretare l’attività di vostro nonno?

Ciao Luca grazie per il tempo e l’attenzione che ci stai dedicando! Siamo due programmatori e abbiamo lavorato, con contratti a tempo indeterminato, per grandi aziende. Qui però le nostre competenze non erano valorizzate, né vi era possibilità di carriera.

Da tempo pensavamo di avviare un nostro progetto nel settore dell’informatica. In particolare pensavamo di aiutare le piccole e medie imprese a sviluppare una strategia digitale. Ci sembrava un’idea buona ma il mercato non rispondeva, purtroppo (e per certi versi per fortuna): il digitale è ancora visto solo come un costo e non come un investimento o meglio una strategia.

Difficoltà e problemi che ci hanno spinto nella giusta direzione, se queste aziende non capivano il digitale dovevamo sfruttarlo noi. È anche così che nasce il progetto iDROwash, re-interpretando il lavoro di nostro nonno.

 

1) In linea generale, cosa serve attivare per rendere efficace e visibile un progetto online che parte da zero? Cosa ci deve essere per forza? Nel vostro caso, quali obiettivi vi ponete pubblicando online?

Il digitale non è il fine ma un mezzo per vendere bisogna analizzare il proprio mercato (clienti e anche concorrenti). Poi si deve capire come adattare questi strumenti al proprio settore. È fondamentale avere una strategia, pianificare le attività e misurare i risultati. Insomma alla base di un progetto non può mancare un buon modello di business.

 

2) Se hai un sito online, devi per forza fare qualcosa per farlo vedere a più persone (a target) possibili: quali sono i passi indispensabili per scalare i motori di ricerca?

Quando abbiamo scelto il nome iDROwash cercando su Google e sui principali social network non compariva nessun risultato, neanche simile. Sicuramente abbiamo avuto un pizzico di fortuna nel trovare ancora libero il domino “giusto”, ma qualora non lo fosse è comunque molto importante scegliere bene perché poi cambiare significa ripartire da capo, generare confusione e buttare tanti soldi già spesi.

Poi bisogna che il sito sia visitato dai potenziali clienti, ore, giorni e mesi su internet, anche di notte. Non vi nascondiamo la preoccupazione di nostra mamma che ci domandava perché perdessimo così tanto tempo a “giocare” con il computer.

“Giocavamo” e “giochiamo” sui social alla ricerca di clienti a cui vendere i nostri servizi. Un lavoro complesso, incomprensibile ai non addetti ai lavori e forse anche inspiegabile, ma quello che conta è che funziona.

Genera traffico verso il sito web, contribuisce al posizionamento sui motori di ricerca e cosa più importante i clienti chiamano e acquistano i nostri servizi.

 

3) Non esiste però solo Google, dato che sempre più visite arrivano dai Social Network. Qual è la ricetta giusta per prendersi visibilità e utenti anche dai Social, secondo voi?

Nel mondo dei social network NON ci sono esperti, ne siamo convinti. È un fenomeno ancora troppo giovane e per di più in costante mutamento. La verità è che stiamo tutti sperimentando (o al massimo imitando altri) alla ricerca della ricetta “giusta”.

Anche noi stiamo sperimentando, ma la ricerca della visibilità (ancora una volta) non dev’essere il fine, ma un mezzo per vendere. Poi non è importante che vadano sul sito ma che i clienti ti contattino e i social facilitano molto il lavoro.

 

4) Quali sono gli strumenti (tool online, software, ecc.) di cui non si può fare a meno per un progetto di web marketing serio?

iDROwash è una azienda artigiana che ha deciso di usare anche il digitale come canale di vendita, quindi non siamo un sito di ecommerce, né una multinazionale. Il primo passo è proprio capire chi siamo, quali siano le nostre esigenze, qual è il budget di spesa e il tempo che possiamo dedicare.

Fondamentale è avere sempre a portata di smartphone i dati, che applicazioni come Analytics di Google o Insights di Facebook ci possono fornire. Informazioni preziose che poi vanno interpretate e analizzate per capire dove migliorare e quali errori non ripetere.

Un occhio poi anche alla concorrenza non guasta, e qui i social network ancora una volta sono uno strumento utilissimo.

 

5) Visto che parliamo di visibilità online, sia sui Social che sui motori di ricerca, quali sono le vostre fonti di informazioni preferite? Avete qualche sito o qualche libro da consigliare ai lettori di alVerde?

Non abbiamo un libro da consigliarvi, né una fonte preferenziale di informazioni. Ancora una volta sono i social che ci permettono di restare informati. Ad esempio Facebook consente di selezionare le preferenze di notifica di pagine e profili che ci interessa seguire o monitorare ed ancora i gruppi di Facebook o Pulse di Linkedin sono fonti importanti.

 

6) Infine, torniamo su iDROwash: quali sono stati i passi fondamentali nella riuscita del progetto?

Quando cercavamo di vendere consulenza e servizi informatici, ci siamo imbattuti in ogni tipologia di impresa. Avevamo capito che ci sono interi settori dell’economia tradizionale (spesso considerati maturi, saturi e destinati a sicuro declino) che vivono un profondo (e forse incolmabile) rapporto di contrasto con il digitale. Ma forse, oggi più che mai, si aprono grandi opportunità soprattutto per chi sarà in grado di pensare fuori dagli schemi. Per chi saprà sperimentare con il digitale, il marketing, i social e con nuovi modelli di business. Siamo convinti che questo sia stato un passo fondamentale.

 

7) Cosa avete intenzione di fare per continuare ad alimentare l’interesse dei lettori e la vostra visibilità?

Non sei fregato veramente, finché hai una buona storia e qualcuno a cui raccontarla!” è una delle frasi più famose del film “La Leggenda del Pianista sull’Oceano” ed è quello che vogliamo continuare a fare anche noi per alimentare l’interesse e la visibilità.

 

8) Progetti futuri?

Per il futuro infine, ci piacerebbe continuare a sperimentare tra digitale e analogico sempre in settori “tradizionali”. E ci piacerebbe continuare a raccontare agli altri imprenditori la nostra esperienza concreta, di come l’economia digitale funziona anche per un settore tradizionale.

Grazie Alessandro, grazie Marco!

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