Proteggere il brand nel mondo dei domini

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Il nome a dominio del nostro business online è un importante veicolo di immagine e può diventare il nostro marchio di identificazione, di cui essere gelosi e attenti. Ma quando conviene registrare domini simili al nostro brand per proteggerci da eventuali concorrenti, da fenomeni di cybersquatting o typo?

La risposta, come spesso succede in questi casi, è “dipende”.

Iniziamo l’analisi considerando quali potrebbero essere i vantaggi nel registrare domini typo della nostra key o costituiti dalla nostra key con altra estensione:

per un typo:

1) si potrebbe reindirizzare il traffico (derivante da errori di digitazione) verso il nostro dominio principale

2) si eviterebbe che il traffico derivante da errori di digitazione, venga utilizzato per alimentare siti che non siano il nostro. Perché in questo caso non solo recuperiamo visite, ma evitiamo che siano usate da concorrenti

per domini costituiti dalla nostra key con altra estensione:

3) potremmo evitare che qualche concorrente possa attingere dalla fama del nostro sito per costruirne uno simile

4) per aziende internazionali, potrebbe convenire registrare i domini con estensioni relative a ogni singolo Stato per avere una copertura capillare del mercato globale.

Esistono anche motivazioni di minore importanza che non analizziamo per evitare di dilungarci con ulteriori considerazioni.

 

Ci sono quindi delle motivazioni pratiche alla base di queste operazioni di copertura.

Dai potenziali vantaggi si capisce che, solitamente, non sono tecniche che possano interessare a un piccolo sito web:

1) non abbiamo traffico sufficiente per pensare che ci siano volumi importanti di ricerca per errori di digitazione

2) per il secondo punto vale la stessa giustificazione del punto 1

3)  e 4) su questi punti non si può consigliare una regola generica, in quanto dipende da settore, concorrenza ed altri fattori.

 

Passiamo a qualche esempio pratico:

ebay.com ha una politica severa riguardo la protezione del proprio nome. Sappiamo infatti che detiene moltissimi “typo” relativi al proprio nome.

In questo caso stiamo parlando di un colosso mondiale che adotta questa strategia.

1) traffico elevato da errori di digitazione

2) è facile pensare che un sito di aste possa utilizzare un typo del celebre nome per avere traffico sul proprio sito

3) ovviamente è necessario per un colosso come quello preso in esempio avere domini relativi ad ogni Stato e anche domini con la propria key+estensioni internazionali varie

Nel caso di siti di piccole dimensioni bisogna valutare se investire delle somme annuali per adottare strategie simili o se sia conveniente non perseguire questa strada.

Ad esempio per il mio sito domainr.it non ho attuato nessuna pratica di protezione. E’ un sito di nicchia con un dominio particolare.

Avrei preso volentieri la versione .com per i seguenti motivi:

–     evitare che il dominio fosse preso da un concorrente italiano

–     valutare un’espansione della tematica sul mercato internazionale

Il dominio però era già registrato e sviluppato, ma questo non crea alcun problema di concorrenza: è un sito rivolto alla platea internazionale e non è un contenitore di news come il mio.

Non avrei attuato questa tecnica di protezione con le estensioni net, org, info (neanche se queste fossero state disponibili).

Secondo la mia opinione, per un dominio (e sito) come domainr.it è inutile prendere altre estensioni (se non il .com): sarebbero soltanto una spesa e non porterebbero protezione o vantaggi.

Inutile, nella maggior parte dei casi, acquistare estensioni secondarie, con lo scopo di “toglierle ad eventuali concorrenti”, per il semplice motivo che un concorrente potrebbe comunque registrare qualsiasi tipo di variazione per concorrere con il nostro sito (non essendo, comunque, il dominio con le key esatta un requisito fondamentale per Google).

 

Ipotizziamo che il proprietario del dominio di due parole comuni:

KEY1key2.it

voglia proteggere il proprio brand. Prima cosa che reputo importante è controllare se sia disponibile l’estensione .com

Se si riuscisse a prendere anche la versione .com avrebbe senso (per una questione anche solo di immagine) comprare net, org e info.

Trovo invece inutili acquisti come: KEY1-key2.net / KEY1-key2.eu / KEY1key2.eu

In questo caso infatti, chiaramente non potremmo avere benefici.

 

Queste strategie sono attuabili anche per i nomi a dominio: capita non di rado infatti di vedere rivenditori di domini che vendono pacchetti tematici di domini oppure sigle/brand con diverse estensioni internazionali e/o nazionali. Anche in questo caso, per chi investe in questi nomi come rivenditore, c’è sempre da considerare il prezzo dell’operazione, decisamente più onerosa di una semplice registrazione di un singolo nome, ma, magari, più remunerativa se si trova un acquirente interessato a un “pacchetto protetto” già pronto.

Paolo De Gregorio
paolinope29


Domainr.it

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