Prodotti, contenuti e storie: intervista a Giorgio Soffiato

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giorgio soffiato

Oggi ho il piacere di intervistare Giorgio Soffiato, prima di tutto un amico, oltre che uno dei maggiori esperti di web marketing italiani. Giorgio, dopo una laurea in Marketing e Comunicazione, è stato ricercatore presso Venice International University e project manager per primarie agenzie digitali italiane collaborando con realtà come Beiersdorf, Ministero Del Lavoro ed American Express..

Dopo le esperienze di ricerca presso Venice International University e formazione presso master italiani (Cuoa – Vicenza, Stogea – Lucca) e seminari universitari, collabora con aziende di primaria importanza nell’ecosistema digitale italiano, tra queste H-Farm Ventures (per cui ricopre il ruolo di Digital Mentor) e Digital Accademia, come docente al Master MADEE.

 

Giorgio Soffiato è oggi formatore e temporary manager sulle tematiche legate al marketing digitale, e Managing Director della Digital Agency Marketing Arena Srl, società da lui fondata nel 2012, che oggi può contare su una quindicina di persone che coprono le principali aree del marketing digitale.

1) Giorgio, qual è la tua storia professionale?

La mia storia professionale è un pò “strana”. Mi laureo in marketing e comunicazione nel 2007 con una tesi sui motori di ricerca (dopo una più avanguardista sul marketing virale nel 2005 per la laurea triennale); appassionato di conoscenza a 360°, decido di rimanere in ambito universitario come ricercatore presso TEDIS, uno spazio di pensiero di Venice International University. Nel tempo comprendo che la via è la consulenza, quindi comincio a lavorare come project manager a gettone per agenzie come Intarget.net e H-Art, da cui ho davvero imparato tanto. L’ultima esperienza è come Training Manager pre Digital Accademia, prima di dedicarmi al 100% a Marketing Arena, da tre anni a questa parte. Marketing Arena è una storia bella: nasce come blog ai tempi dell’università (non capivo come le aziende distribuissero i prodotti sullo scaffale ed il marketing insegnato era molto concettuale per i miei gusti, mi annoiavo, anche se mi è poi tornato tutto utilissimo), per poi divenire nel tempo qualcosa di molto simile a uno studio associato, ed oggi vera e propria Digital Agency. Siamo ormai 15 persone oltre ad una seconda società – Ida Studio – che partecipiamo, che si occupa di design della comunicazione. Il tutto orgogliosamente a Rovigo. Sta andando tutto molto bene, incrociamo le dita!

2) Arriviamo subito al dunque: è veramente possibile guadagnare online o è una chimera? Qual è il tuo approccio verso il guadagno in internet?

La risposta è sicuramente si, ma non è un tema così banale. Per le aziende “on line” è un canale. Come vendi a scaffale puoi vendere in rete, o come noi sempre più spesso sperimentiamo, puoi generare lead (cioè opportunità commerciali) all’interno di un flusso di ricerca di prodotti e servizi e reperimento degli stessi che coinvolge la grande star dei nostri tempi: il cliente finale.

Possiamo poi parlare di un diverso tipo di guadagno, di certo molto caro ai vostri lettori, quello che potremmo definire “autoimprenditorialità digitale“. Vi faccio un esempio interessato, ma che non porta (ancora) revenue quindi in realtà molto puro. Un caro amico ha aperto il blog “Ideacalcio“, uno spazio verticale dedicato agli allenatori di calcio. I numeri sono incredibili, la sua opportunità ora è quella di guadagnare in vari modi, dalla vendita di e-book alla pubblicità più tradizionale.

Questo ultimo caso però mi insegna l’unica vera regola di questo mondo:

se vuoi guadagnare devi avere un prodotto, un contenuto o una storia da raccontare

3) Sondaggi online, blog, mystery client, app, Social Media, e-book, affiliation, e-commerce: sembrano esserci molte possibilità per guadagnare tramite internet. Qual è la posizione di uno che “vive il web” da sempre, di fronte a tutte queste alternative?

La mia esperienza mi ha insegnato che ci sono molti modi per guadagnare “poco da subito”, non vorrei però rischiassimo la sindrome del turco meccanico, il servizio di Amazon che permette di guadagnare centesimi per fare piccoli lavori totalmente “da automa”. La correlazione tra contenuto o competenza e guadagno è in realtà ben viva, mi spiego. Essere oggi uno sviluppatore web di alto livello permette di guadagnare molto bene, che poi il canale distributivo sia un portale in cui intercetti il lavoro o una chiacchierata vis-a-vis con un cliente, questa è altra storia.

Il mio consiglio è quello di non raschiare il fondo del barile lavorando tantissime ore su attività ripetitive, ha molto più senso alzare il taglio della propria offerta, o essere unici. Se ad esempio avete un sito dedicato al mondo del running, non fermatevi all’affiliation, pensate ad eventi per la vostra community, raccogliete dati più strutturati. Di certo oggi il dato è una moneta potentissima.

4) Un tema di grande attualità: il native advertising. Sembra essere una modalità di promozione in forte crescita. Può essere credibile per gli investitori? E’ realmente una chance di guadagno per blogger e affini?

Stiamo assistendo a una forte evoluzione dei formati, sempre più integrati e sempre meno comodi per l’utente finale. Proprio ieri riflettevo sul fatto che l’e-commerce “uccide” la varietà (ho un paio di scarpe da corsa, l’unico modo per non sbagliare è ricomprare lo stesso brand e lo stesso tipo di scarpa cercando il prezzo migliore) e poco dopo chiacchieravo con un amico che mi parlava del suo uso spasmodico di sistemi di blocco della pubblicità. Vedo il native advertising come un nuovo modo per il blogger per “raggranellare nel breve periodo qualche click in più” ma parliamo di impatti sui grandi numeri. Credo che nel processo di selezione cui la rete ci sta mettendo di fronte saranno i “big fish” a dominare questo mercato, siano essi grandi gruppi editoriali o agenzie di web marketing, quindi dovremo fuggire dal generalista per muovere verso le nicchie. Native advertising lato publisher e programmatic lato cliente media sono dei temi caldi, ma è ancora tutto da esplorare.

5) Cosa dovrebbe fare una persona che ha deciso di intraprendere un business online? Cosa consiglieresti e da dove cominciare?

Prima di tutto è fondamentale la consapevolezza che senza un prodotto forte, sarà durissima. Sia esso un prodotto digitale o fisico, non dominare una delle 4 vecchie care P di Kotler (prodotto, comunicazione, prezzo, distribuzione) sarà un problema. Non si può partire poi senza un buon benchmark dei competitor locali e globali (se qualcuno l’ha già fatto impara dai migliori e vedi se c’e spazio, se non l’ha ancora fatto nessuno chiediti: sono un genio o è una cavolata?) e una strategia di qualità.

I problemi che io incontro in chi vuole guadagnare on line sono spesso una forte propensione allo strumento (“voglio fare un’app…”) senza idee chiare su business model, team, prodotto e mercato. La strategia deve includere il previsionale del momento di pareggio dei costi e lo split tra le varie leve di marketing (seo, sem, social), oltre a scelte di make or buy (questa competenza la compro sul mercato, questa invece la tengo in casa). Mi ripeto, l’importante è comunque che qualcuno abbia fame del tuo prodotto o contenuto, e che tu riesca ad erogarlo meglio degli altri, prima degli altri, o con qualche forma di unicità.

6) In sintesi: guadagnare con internet è un’attività “per tutti” oppure no? Anche per chi un lavoro già ce l’ha?

La rete offre opportunità di guadagno a tutti. Ho imparato per esperienza che business “inesplorati” hanno tassi di guadagno più alti, avete mai visto progetti in startup sul tema delle onoranze funebri o dei tabaccai? Citerò, però, un caro amico che si occupa di finanza:

se vuoi raddoppiare il tuo capitale, vai al casinò.

Come in ogni cosa è il mix di talento, dedizione, studio, pazienza e visione che porta i risultati. Malcom Gladwell in un libro intitolato “Fuoriclasse” parla della famosa regola delle 10.000 ore: in breve, si è scoperto che tutti i fenomeni in un certo ambito hanno passato almeno 10.000 ore ad esercitarsi in quello. Pensiamo ad un blog che parla di aziende e incentivi. Dovremmo fare un buon sito, attivare un impianto SEO, costruire gli spazi pubblicitari, guadagnare la fiducia del pubblico, gestire i social, relazionarsi con i guest writer, sviluppare link building, creare grafiche di qualità, promuovere video.

Non guadagneremo con “3 post a settimana” ma con “4 ore al giorno”, e soprattutto a fare la differenza è la costanza. Una volta in una riunione ho sentito questa battuta rivolta ad una beauty video blogger: “come si raggiungono X migliaia di view ogni giorno?”

La sua risposta è stata: “tu prova ad inserire un video di un minuto ogni giorno per tre anni, Natale compreso, e avrai la risposta”.

Diceva De Andrè: “ho poco tempo e troppa fame”. E’ forse con questo spirito che dobbiamo cercare di guadagnare in rete. In bocca al lupo a tutti!

Grazie Giorgio, illuminante e diretto come sempre. Che ne pensate? Siete d’accordo con il punto di vista di Giorgio?

Commenti

  1. Ciao, ottime risposte e la cosa che condivido di più è la concentrazione iniziale sul prodotto.

    E' fondamentale capire se quello che abbiamo in mente è davvero l'idea forte che ci può far guadagnare e per capirlo ci vuole molto lavoro attorno ad essa, di ogni tipo. Solo quando si è veramente certi che il prodotto è potente (UNICO) allora possiamo lanciarci in tutto il resto.

    Grazie, un saluto e buon lavoro!