Non usare i banner per fare soldi con le affiliazioni pay per action

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"50.000 impression e neanche una vendita!" è un tipico messaggio che si può leggere sul forum di alVerde o su altri siti che si occupano di guadagno online. Il mio consiglio è sempre lo stesso: non usare i banner per cercare di fare soldi con le affiliazioni pay per action. I banner, tranne alcune eccezioni, non sono adatti a questo scopo.

Faccio un esempio numerico.

Supponiamo che il CTR (rapporto tra numero di click e numero di esposizioni) di un banner inserito nel template del tuo blog sia lo 0,5%. Supponiamo, inoltre, che il tasso di conversione CR (rapporto tra il numero di vendite e il numero di click) sia lo 0,2%.  Con questi dati per fare un click ci vogliono 200 esposizioni del banner; per fare una vendita ci vogliono 500 click; quindi per fare una vendita sono necessarie 100.000 esposizioni del banner. :D Quando guadagni con una vendita? Da un paio di euro a qualche decina di euro in base al valore dei prodotti che stai promuovendo. Lo stesso banner venduto direttamente ad un’inserzionista, ad esempio a 2/4 euro CPM (Costo per mille esposizioni), ti avrebbe fatto guadagnare alcune centinaia di euro e l’inserzionista avrebbe giustamente pagato per la visibilità ottenuta sul tuo blog. I dati che ho supposto sono ottimistici. Questi sono i dati reali di un sito importante del settore hi-tech: 1.564.216 esposizioni, CTR: 0,04%, CR: 0,17%. Quindi, per generare una vendita, sono state necessarie più di un milione di impression. Fortunatamente, guadagna bene tramite i normali link testuali. ;)

Perché i banner non portano guadagno? I problemi sono due:

  • Cecità ai banner
    Gli utenti riconoscono inconsciamente la forma del banner e spostano la loro attenzione verso il contenuto testuale delle pagine Web, il messaggio pubblicitario contenuto nell’immagine rischia di non essere neanche preso in considerazione. Questo fenomeno è ancora più rilevante se consideriamo gli utenti abituali di un sito web: tendono inconsciamente ad ignorare la parte della pagina che sanno per esperienza contenere messaggi promozionali. Alcuni siti web tentano di risolvere questo problema proponendo creatività grafiche sempre più invasive e fastidiose. Ormai siamo giunti al punto di impedire la navigazione del sito all’utente per favorire la visualizzazione dello spot.
     
  • Basso tasso di conversione
    Gli utenti prima di effettuare un acquisto cercano informazioni, opinioni ed eventualmente offerte. Un banner non contiene nè informazioni, nè opinioni e a volte neanche offerte. Alcuni banner non sono proprio adatti a generare vendite. Un esempio concreto è il classico banner istituzionale con il logo dell’inserzionista, il suo slogan e un link alla home page del sito. Metti un banner di quel tipo in tutte le pagine del tuo blog e stai sicuro che non guadagnerai nulla tramite un programma di affiliazione.

    Il tuo obiettivo non è quello di far conoscere il sito dell’inserzionista ai tuoi utenti, ma quello di fargli acquistare un determinato prodotto entro pochi minuti/giorni dal click sul banner. Quindi devi utilizzare solo i banner adatti allo scopo.

    Ad esempio, c’è un banner di eDreams che visualizza questo messaggio "Volo+Hotel = Vacanze su misura. Risparmio garantito". Che effetto può avere sull’utente che lo vede? Se sei fortunato l’utente sta cercando una vacanza da prenotare, clicca, cerca la vacanza e pronota. Più verosimilmente, l’utente non è interessato ad acquistare subito una vacanza, visita per un po’ il sito di eDreams e non prenota nulla. Il giorno in cui sarà effetivamente interessato alla vacanza (magari dopo alcuni mesi dal click), ritornerà su eDreams senza passare tramite il tuo sito, farà l’acquisto e tu non guadagnerai nulla.
    Un banner decisamente migliore propone questo messaggio: "Vola negli Stati Uniti per € 499. Scade il 31 Maggio". Se un utente lo clicca significa che è realmente interessato all’offerta e sarà anche motivato a prenotare subito, altrimenti non avrebbe cliccato e sarebbe rimasto sul tuo sito.

Il problema della cecità ai banner può essere parzialmente ridotto variando periodicamente la posizione degli elementi grafici all’interno delle pagine web. L’alternativa, che sconsiglio, è quella di usare creatività impossibili da ignorare e per questo molto fastidiose. Pensi che un utente sarebbe propenso ad acquistare un prodotto che per 20 secondi gli ha impedito di leggere la pagina web a cui era interessato? :D

Il tasso di conversione può essere migliorato in questi modi:

  • Usa dei banner che promuovono prodotti specifici e in offerta. L’utente deve percepire un’immediata convenienza e sentirsi subito motivato all’acquisto. E’ inutile e sconveniente far uscire dal tuo sito gli utenti che non sono interessati ad acquistare il prodotto pubblicizzato tramite i banner.
     
  • Contestualizza i banner all’interno del sito. Difficilmente lo stesso banner andrà bene su tutte le pagine del tuo blog. Puoi mettere banner diversi per ogni post, per ogni tag o per ogni categoria. Il banner giusto nel posto giusto può avere risultati inaspettati in termini di CTR e CR.
     
  • Presta attenzione alla pagina di destinazione del link incluso nel banner: deve descrivere esattemente l’offerta proposta nel banner e non essere una pagina web generica (come l’home page).

In sintesi, la pubblicità funziona se non è invasiva e se aiuta l’utente a trovare qualche cosa che gli interessa davvero. In effetti, ho appena descritto i link testuali. :D

Commenti

  1. Il discorso di questa discussione ormai si ripete ciclicamente. Condivido pienamente quanto detto da indiana2 (sempre che non mi sia sfuggito qualcosa di quanto abbia detto) e vorrei solo riassumere brevemente la realtà dei fatti, con la mia attuale strategia che penso (e spero) se adottata da molti potrebbe avere dei risvolti positivi per i publisher.

    Assodato che la pubblicità online è iniqua nei confronti dei publisher, cosa si può fare affinchè le cose cambino? Adottare ed ottimizzare in primis gli spazi pay per click e pay per impression. Poichè bisogna anche diversificare per aumentare le entrate, bisogna adottare anche il pay per lead, per sale, ecc.

    Visto però che in linea di massima queste sono solo furbate dei merchant che in tal modo ottengono click, visibilità, utenza, trustrank e via dicendo a costo zero, cosa posso fare io publisher per evitare di fare pubblicità gratuita?

    Ecco ciò che sto cominciando a fare io.

    1) Via i banner che non pagano a click o impression, che come ben sappiamo convertono poco o nulla.

    2)in questi casi uso esclusivo di link testuali (nofollow) al posto dei banner.

    3)eliminazione dei merchant che non hanno delle buone pagine di atterraggio o che danno dei mrgini di guadagno bassi.

    In questo modo non consolideranno il proprio brand a spese nostre, non riceveranno backlink, avranno meno visibilità e come molti altri hanno riscontrato, le conversioni coi link sono maggiori anche se comunque svantaggiose.

    Purtroppo devo dire a malincuore che il publisher ormai non è piu tale ma sta diventando una sorta di agente di vendita, visto che in molti casi si viene pagati solo a provvigione sulle registrazioni, sul venduto, ecc.

    Qualcuno ha scritto il significato della parola pubblicità: forse molti merchant non usano il vocabolario. Il publisher dovrebbe solo portare gli utenti sul sito, mica convincere l'utente a iscriversi, a comprare, a registrarsi, a scaricare qualcosa, ecc.

    Qui mi pare che consapevolmente o meno il publisher sta passando dall'essere webmaster, webdesigner, programmatore, esperto SEO, sviluppatore di contenuti, ecc (che è già un gran lavoro), a dover fare anche le pubbliche relazioni, il persuasore, il venditore, il promoter, il marchettaro, ecc per conto dei merchant.

    Per quanto mi riguarda mi sto adoperando che ciò non avvenga.
    è un po vecchietta questa discussione...ma l'ho riesumata...mi piacerebbe sapere come stanno andando le cose a Figoso innanzitutto! :D bella discussione ma Indiana fondamentalmente ha ragione...

    Comunque nel post si è parlato anche di vendita per impression che nel caso di siti di contenuti ma non blog è conveniente...e si parlava di 2/4 euro...sono valori di mercato ancora attuali? a me non sembra però vorrei delle conferme e soprattutto se trovate a vendere a questi prezzi....mi spiegate come fate con i centri media di mezzo?

    grazie per l'aiuto che vorrete darmi :)

    Riccardo
    non l'hanno ancora aggiunto nel vocabolario;) cmq qualunque sistema di affiliazione degno di questo nome non potrà mai cambiare il significato di pubblicità o fare pubblicità;)
    pubblicizzare

    - Promuovere la vendita di un prodotto o di un servizio per mezzo della pubblicità

    pubblicità

    - Insieme di attività e di mezzi attraverso cui si richiama l'attenzione del pubblico su prodotti commerciali, servizi, prestazioni di vario tipo

    - il complesso dei sistemi e dei mezzi con cui si fa conoscere al pubblico un prodotto commerciale
    Secondo me si perde il punto di vista basilare: si parla di essere vetrina, non venditore. Si parla quindi di gente che vuole comprare qualcosa e la trova sul tuo sito. Sono d'accordo sul non spingersi a dover convincere la gente a comprare cose inutili o paccottiglia. Ma se offri un servizio, ad esempio, di comparazione prezzi, poi è l'utente che sceglie cosa, dove e se comprare. E mi sembra che non ci sia nulla di male a presentare le proposte dei merchant (quelli che si ritengono affidabili) al pubblico. Cosa che fanno le tv, i giornali e gli altri media. Sono pagati diversamente ma la storia è la medesima: se il merchant non vede, o cambia prodotto o cambia media.

    Per la questione morale io la vedo così: l'editore ppc lavora sul suo sito per far cliccare gli utenti su link che portano via da esso. Qualsiasi sia la landing su cui approderanno il click va sempre bene---> nesuna responsabilità postuma, anche perché l'utente che clicca torna utile per il medesimo merchant solo dopo che ha cambiato IP o che è passato del tempo. L'utente è "usa e getta".

    L'editor pps presenta un prodotto affinché l'utente lo compri (sempre cliccando). La sottile (ma poi non tanto) differenza è che l'acquisto può (o non può) avvenire dopo il click per cui la fidelizzazione dell'utente è basilare. Col pps non posso scrivere falsità e devo assumermi qualche responsabilità in più.

    Perché a scrivere cacchiate può andare bene 2 volte, ma poi ho chiuso su tutta la linea.

    Quindi, a metterla sulla morale, non so chi ne viene fuori più pulito tra l'editor ppc e pps.

    Ad ogni modo sembra difficile trovere un editore che parla bene del payxsale (escluso me ;-). Però mi sembra strano che io sia una mosca bianca. Davvero non c'è nessuno che a conti fatti fattura di più col pps che col ppc?
    Quoto.

    Non ho mai usato il pay per sale e mai lo userò.

    Il pay per click è già una via di mezzo fra il webmaster che tiene impegnati i propri spazi pubblicitari (potenzialmente a guadagno 0 se nessuno trova interesse nell'annuncio/banner) e le aziende che vogliono vendere.

    Oltre non mi spingo di certo. Come dici giustamente non intendo diventare il venditore porta a porta, per di più di prodotti e servizi spesso scarsi e malamente presentati.

    Lavorare col pay per sale con la grande maggioranza delle aziende significherebbe diventare soci di imprenditori incapaci ed idioti che offrono paccottiglia invendibile.

    Basta dare una rapida scorsa agli annunci adsense. Quanti prodotti/servizi per inutilità, caro prezzo, mala presentazione, concorrenza smodata, sono quasi invendibili se non a navigatori inesperti, ignoranti ed avventati? La stragrande maggioranza!

    E io dovrei diventare il venditore porta a porta di questo schifo? Ma non fatemi ridere. Io sono una persona seria e il mio lavoro lo faccio seriamente.
    ho letto il documento e a confermo di quello che ho sempre ritenuto riporto quello che sta scritto nel documento che hai riportato:

    CPA

    A chi conviene?

    Agli editori con una utenza molto propensa all’acquisto online.

    Agli inserzionisti che vogliono limitare gli investimenti pubblicitari quasi a zero (nel caso del CPA, è infatti l’editore a farsi carico di tutto il rischio: l’inserzionista lo pagherà solo ed esclusivamente quando l’utente compirà una “azione” ben definita dopo aver cliccato sul banner).

    attuale crisi potrebbe rafforzare questa situazione portando gli inserzionisti non solo ad aumentare la quota investita nel CPC a scapito del CPM ma spostandoli pure verso il CPA.

    Per quanto mi riguarda se un giorno ci sarà solo il CPA sarà il giorno che o vado a vendere i banner direttamente alle aziende alle condizioni che dico io, oppure che cambio mestiere;) di farmi carico del rischio dell'inserzionista e fare il venditore porta a porta non ne ho proprio interesse.

    Ma alla fine credo che i medio/grandi editori troveranno sempre qualcuno che li remunera come dicono loro, con un certo traffico si ha anche un certo potere contrattuale, la fregatura cadrà tutta verso i webmaster piccoli o esordienti e comunque non mi sembra un concetto affatto corretto, anche perchè cosi si blocca la possibilità alle nuove idee di potersi sviluppare ed emergere e non mi sembra una bella notizia.
    Ora che hai spiegato la tua situazione, comprendo maggiormente la tua posizione rispetto al pps e al ppc. Però c'è una cosa che non è chiara: tu parli di banner, inserire banner, cambiare banner, ecc... Considerando che i banner sono il 10% (in riduzione) dei sistemi di guadagno, mi verrebbe da consigliarti di provare con altri sistemi. Tra l'altro, in questo modo, non dovresti rinunciare agli spazi che rendono bene con adsense. Ad esempio, hai mai provato a creare una campagna pps tramite link interstitial o sfruttando i contenuti del sito? Nel caso di un blog o di un forum, ad esempio, provare a lanciare un servizio/prodotto (che ti piace, che sai che è valido e utile) tramite un post, descrivendolo e proponendolo con una mini recensione e un link tracciante alla fine. Non è contro morale se lo fai in modo obiettivo. Questo è un modo ottimo per procurare conversioni, anche perché se hai tante visite sicuramente significa che il sito è apprezzato. Naturalmente dipende dalle tematiche che tratti, ma qualcosa si troverà nel tuo settore.

    Per quelli che non hanno viste, hai detto bene tu in precedenza: devono lavorare sul traffico, sui contenuti e sulla crescita. E anche fare sacrifici perché al contrario di quello che uno potrebbe pensare, internet non è "facile guadagno". Come dicevo, se le poche visite sono di qualità si può fare anche molto col pps, ma non sempre. Io, come tutti immagino, ho inziato per hobby mentre studiavo e solo dopo anni ho deciso di trasformarlo in lavoro, aprendo una p.iva e rischiano anche del mio perché credevo nel mio lavoro. Non tutti i siti sono adatti a guadagnare e non tutti i webmaster sono capaci di farlo... però si può sempre migliorare.

    Ritengo sia ingiusto conferire al merchant la totale responsabilità dei pochi guadagni ppc di chi ha poche visite. Sarebbe come dire che non è giusto che un negozio in centro a Roma guadagni di più di uno in un paesino di periferia. Come è ovvio che il fornitore di prodotti darà più benefit al negozio in centro (perché gli porta più clienti, gli fa più brand e gli fa guadagnare di più) rispetto a quello in periferia (che magari gli costa anche in benzina e trasporto dei prodotti). Ma la cosa bella sul web è che tutti potenzialmente possono arrivare ad essere il negozio in centro.
    Se vogliamo ridurre la discussione al mio caso, posso dire che anchio attualmente faccio solo questo di mestiere e una buona parte di entrate la ottengo con adsense poi ho altri spazi banner che posso destinare ad altri sistemi, affiliazione, vendita diretta, e quant'altro.

    Il problema è semplice con adsense faccio regolarmente ogni giorno certe entrate, e da ormai piu di un anno, il che significa che il sito converte bene, altrimenti adsense avrebbe dovuto abbassare il rate del mio sito e quindi abbassarmi le percentuali, invece le percentuali sono aumentate e restate costanti!!

    A questo punto ho iniziato a cercare altri banner da affiancare ad adsense, e cercando in giro e contattandoli, mi sono accorto che il 90% di questi praticava il ppl o pps, praticamente o quello o niente. Allora visto che non lo avevo mai fatto ho iniziato a provarne qualcuno di questi, anche dei piu famosi, e visto che ho un buon numero di visite, mi basta poco per capire se un banner può funzionare o non può funzionare! basta che mette un banner un giorno è evidente che se il banner genera impression e click e rende 0 quando per lo meno dovrebbe rendere 20-30 euro se facessi quel numero di click e impression con adsense, mi sembra evidente che cè qualcosa che non va.

    A questo punto non ho nessuna voglia di mettermi a provare tutte le campagne possibili immaginabili per vedere quale ha qualche minima potenzialità di convertire o meno, e quindi dopo pochi giorni di test ho tolto questi banner e sicuramente non gli concederò piu neanche mezza impression e click.

    Sto cercando altre soluzioni, che per fortuna visto il numero elevato di visite, penso di riuscire a trovare abbastanza facilmente, ma la mia preoccupazione è per esempio per tutti coloro che non hanno un numero elevato di visite, magari sono alle prime armi e quindi fanno poche visite (visto che ci siamo passati tutti), ed hanno come unica possibilità di poter guadagnare qualcosa adsense, che anche se poco può garantirgli qualcosa!! perchè se vanno ad affidarsi a questi ****** di programmi che fanno pps/ppl praticamente non avrebbero la minima possibilità di guadagnare qualcosa...e quindi di poter crescere in questa attività che hanno deciso di intraprendere...

    Siccome io non la penso in maniera egoistica, ma ripeto non mi piace per niente questo principio, ma se cè 1 su 100 a cui piace, chiaramente non si può mai essere tutti d'accordo.
    Scusami, ma sei uscito dal seminato.

    Non si parla di ideali e di morale. Stiamo parlando di lavoro e di quali siano i vantaggi e svantaggi in un sitema piuttosto che un altro.

    Nel gestire siti ci può (deve) essere passione, impegno, soddisfazione morale, ecc... ma ci deve essere anche un ritorno economico, *se* lo fai per lavoro. Da come parli sembra che non ci campi facendo il webmaster, oppure hai altri tipi di entrate oltre al ppc perché altrimenti non mi spiego il tuo modo di ragionare.

    Io campo quasi esclusivamente con i miei siti e sono dell'opinione che un servizio ottimo possa portare un ritorno economico ottimo. Le due cose per me devono andare a braccetto. Questo non vuol dire che faccio siti col solo scopo di appioppare i prodotti (tra l'altro ragionando come se l'utente sia scemo e compri qualsiasi cosa). Occorre prima essere sicuri della qualità di un prodotto o di un merchant, poi presentarlo per quello che è, senza balle o giri di parole, senza mettere link in posizioni tattiche per il click. Solo così secondo me si fa branding sulla propria utenza, si guadagna in credibilità e autorevolezza nel settore in cui si opera. E ci si impiega anche anni. E poi naturalmente si spera che quando un utente avrà bisogno di comprare qualcosa, lo faccia seguendo i tuoi pareri e magari cliccando su un tuo link. E, se vogliamo dirla tutta, sono convinto che sia il ppc a spingere i webmaster a far cliccare il più possibil l'utente, rispetto al pps, che richiede u nutente disposto a comprare, oltre che a cliccare.

    Per quanto riguara siti e contenuti, io mi ritengo un fedele del "buon contenuto" (per questo non mi piacciono i blog che a mio avviso al 99% sono estemporanei, mia opinione). Secondo me un sito deve per prima cosa avere contenuti ed essere interessante. Poi si trova il modo di guadagnarci, modo che *io* devo capire e sperimentare, *io* e non altri, che manco sanno quanto sudore ho messo nel sito. Alcuni siti si prestano al ppc, altri al pps, altri ancora alla vendita di abbonamenti o alla vendita diretta degli spazi. Impensabile pensare di unificare tutto con un unico sistema, a meno che non ci si accontenti. Ogni sito ha una sua logica strutturale, sia sui contenuti che sul ritorno economico. Con 300/400 unici al giorni puoi avere un sito che procura vendite per oltre 1.000.000 di euro all'anno, mentre puoi averne uno da 2000 unici che se arriva a 300$/mese di adsense è tanto (ps: sono due esempi reali, non sono cifre a caso). E puoi avere un sito che è primo su google per molteplici key di settore, un'utenza fedele e in continuo aumento (probabimente sei il migliore della tua categoria) e non guadagnarci nulla perché ti va così, perché non vuoi intaccare la tua creatura o perché non sai ancora come farlo in modo giusto ed onesto.

    Il bello di questo mestiere è che si lavora su più livelli: io sono editor, sono tecnico e mi occupo del marketing dei miei siti che include, ma non solo, le affiliazioni e la vendita degli spazi. Non so se lo faccio bene o male, ma lo faccio io. Tu puoi farlo fare a qualcun'altro (ci sono professionisti che lavorano a performance per esempio) ma certo non puoi esimerti dal farlo o, perlomeno, dall'esserne responsabile. Altimenti, ripeto, accontentati di quanto ti danno... il tempo che guadagni a non dover ottimizzare lo puoi impiegare in altri lavori, no?

    Perdonami la franchezza ma ridurre tutto il marketing al copia&incolla due linee di codice per un banner ppc è davvero deprimente (oltre che sprecone) amio avviso. E il brutto è proprio lo spreco. Immagino (ma ovviamente è solo una mia impressione) che potenzialmente i tuoi siti siano validi ed è un peccato pensare che non siano sfruttati a dovere.
    Non credo che se discutiamo del mio o del tuo caso la discussione diventa più interessante. Ogni caso chiaramente ha una storia a se. La cosa interessante è il principio generale del pps senza considerare click e impression che io considero decisamente penalizzante per i webmaster.

    Io ritengo che il mio compito lavoro di webmaster/publisher/editore sia quello di creare un sito/blog/portale più interessante possibile per fare in modo che generi un numero di visitatori e di conseguenza di impression sempre maggiore e in crescita! già questo credo che sia un compito arduo complesso e difficile.. invece che tu limiti il lavoro di webmaster/publisher/editore ad un lavoro che è quello di creare dei siti in base a quelli che ti pagano meglio....e quindi creare un sito con certi contenuti e temi non perchè ti interessano realmente questi contenuti o perchè tu abbia qualcosa di interessante da proporre che può anche interessare gli altri...ma solo ed esclusivamente per cercare di vendere il piu possibile prodotti di merchant che ti pagano proprio perchè gli hai costruito un sito su misura....mi sembra molto limitativa questa visione comunque ognuno ha la visione che meglio crede!!

    Io cerco di creare siti prima di tutto interessanti per fare in modo che la gente ci venga non solo per sbaglio ma perchè ci torni anche volutamente perchè è di suo gradimento, quindi cercando di rendere il sito sempre piu utile e interessante possibile per gli utenti cercando cosi di aumentare sempre di piu il pubblico di utenti!! Poi chiaramente guadagnando con le pubblicità cerco di posizionare i banner il meglio possibile con campagne in target!! ma basta cosi!! non credo che mi compete altro...anche perchè già sono molto impegnato in fare questo e non ho certo tempo da perdere nel fare il venditore gratuito per i merchat!!

    Poi so benissimo che ci sono webmaster che si occupano esclusivamente di creare siti/blog vedtrina o poco piu, con l'unico scopo che è quello di mettere i banner che pagano meglio, a tutto discapito dell'interesse reale del sito/blog.

    Mi sembra che questi però sono progetti di breve respiro, in quanto terminate le campagne che pagano tanto, il sito può anche chiudere, visto che non ha una reale progetto di fondo ed era stato creato solo per monetizzare con certe campagne specifiche.

    Mentre un progetto editoriale di ampio respiro, che non basa la sua nascita sulle campagne di merchant o di un altro, ma che ha come scopo principale la creazione di servizi funzioni e contenuti per ottenere la soddisfazione di un numero maggiore possibile di utenti, allora questo è un progetto duraturo e che anche se non genererà molti pps secondo me merita di essere considerato anche per i click e impression che genera.

    Altrimenti facciamo diventare internet un calderone di pagine vetrina e di contenuti che ci impogno i merchant che ci pagano meglio e chiudiamo il discorso...ma non è certo il mio scopo!
    Scusami figoso,

    non è che puoi postare qualche dato inerente al sito di cui parli? Dati generici relativi a target, traffico profili, tematiche, se è un blog, un portale, un servizio, un forum, ecc.. e magari che strumenti ed affiliazioni e merchant hai usato. Perché magari stiamo parlando di aria fritta. Se sappiamo che tipo di sito hai forse riusciamo a capire il tuo astio verso il pps.
    Secondo me non hai letto bene. Io non ho mai detto che se è così allora è giusto. Ho detto che se è così c'è un motivo (o mille motivi), giusto o sbagliato che sia. Per fare un esempio: non pensi che la concorrenza di ragazzini webmaster senza p.iva che si "prostituiscono" ai programmi ppc per pochi cent (sono migliaia) incida sulla tua capacità di contrattazione con i merchant?

    Inoltre, puoi chiedere ai programmi di affiliazione, il fatturato maggiore lo procura il pps per cui è ovvio che puntano su quello. E non sono solo io che ci guadagno "nel mio piccolo", ma molti molti, molti più di quanto pensi. Aggiungo che la fortuna conta, come in tutte le cose, ma ti garantisco che contano anche ore e ore passate a progettare, strutturare e promuovere siti e market plan. E non 5 minuti a inserire il codice si un payxclick.

    Okkio che adsense non un benefattore dei webmaster, non lui che ti paga, prende una bella percentuale (che può variare quando e come vuole e che tu non saprai mai) di ciò che il merchant paga. E' il merchant che ha comprato lo spot per cui... se non gli generi vendite prima o poi ti esclude.

    In più io non punterei al 100% su adsense (che ripeto, considero ottimo sistema) perché tra un po' anche lui partirà con l'affiliation program, e col payxaction se ne vedranno delle belle. Facile che la maggior parte dei merchant che ora pagano ppc passeranno al pps e quindi c'è il rischio che ci troveremo guadagni ppc molto, ma molto diminuiti.

    Allora posso dirti una cosa: cambia genere di sito o di tematica, o fonti di traffico. Perché se la gente non compra il prodotto significa che hai traffico di scarsa qualità (occhio: non parlo dei tuoi contenuti che posson oessere ottimi, ma di traffico... insomma i tuoi utenti non sono utili ai merchant, no nsono utili al ciclo economico). E' ovvio che non hai attrattiva nè per il ppc nè per il pps per il merchant.

    ok, ti capisco ma mettiti dalla parte di chi ti dovrebbe pagare. Gli porti traffico coi click, ma inutile perché non comprano. Quanto vale questo traffico ppc? QUanto pagheresti tu per avere traffico in entrata che ti ruba banda e non porta soldi?

    Non tieni conto di un fattore importantissimo. La % degli spot che finiscono sulla rete contenuti di adsense è decisamente inferiore di quella che finisce sul motore di ricerca google. E' lì che al 90% dei casi il merchant vuole farsi vedere, mica sul tuo o sul mio sito (tra l'altro è il guadagno maggiore di google perché quei soldi se li tiene). Credi che Adsense e Adwords funzionerebberò così bene se non ci fossero gli ads sulle serp di google? ;-)

    Generalmente si fanno pagare come pagano l'affiliato + una quota fissa mensile. Rari i casi diversi, per lo più hanno grossi contratti, ma sempre a performance. Il programma di affiliazione può decidere di usare una parte del budget per ppc su affiliati che possono portare guadagno.
    Il pay per sale è una vergogna.

    Non usatelo e nessuno di questi sistemi vi prenderà click senza darvi un soldo.
    Ragazzi, ma quanto scrivete? :D ho perso mezzora per leggere tutto.

    Io comunque sono pienamente daccordo con Figoso, in quanto click e impression dovrebbero essere pagati sempre.

    Un esempio: con un dei miei siti a dicembre ho visualizzato per 2000000 di volte i banner di vari merchant, vi posso garantire che il guadagno è stato pessimo, il merchant invece ne ha guadagnato in popolarità.

    Secondo me è proprio tutto il sistema che non funziona, non voglio fare il rompic...ioni, ma noi webmaster non siamo tutelati per niente.

    Concludo dicendo, quando un merchant vuole farsi pubblicità in televisione, su un giornale o addirittura su un cartellone pubblicitario non paga a vendita o a iscrizione, ma paga subito e in contanti.

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