Mantenere i vecchi contenuti che generano visite da Google - un caso di studio

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Quanta soddisfazione provi quando un contenuto che hai scritto online ottiene visibilità sui motori di ricerca per le parole chiave che ti interessano, vero? Quando finalmente la tua pagina si posiziona e comincia a convertire in termini di vendite, richieste di contatto, affiliazioni, preventivi.

Magari ci hai speso tempo e risorse, ma alla fine lo sforzo ha pagato.

Il problema, però, è che si tratta di un risultato instabile nel tempo: la concorrenza non manca e cercherà di “tirarti giù dal trono di Google”, oltre al fatto che quel contenuto potrebbe – nel tempo – diventare obsoleto, con informazioni superate e non più valide, con conseguente abbassamento delle conversioni.

A tal proposito, oggi riporto una bellissima (e probabilmente comune) case history raccontata da G-Squared Interactive.

La perdita di posizioni Google su una Landing Page “storica” – un caso di studio

In sostanza, da Analytics notano un abbassamento delle visite organiche. Approfondendo la situazione, notano che uno degli articoli che portava molte visite “organiche” (da Google) ha perso posizionamenti su diverse parole chiave.

In particolare, le posizioni perse riguardavano le parole chiave più generiche, mentre le parole chiave “di long tail” (maggiormente specifiche) preservavano il posizionamento. Strano. Decidono di vederci chiaro…

Ad un’analisi del post e dei suoi contenuti, G-Squared notava che la maggior parte dei contenuti chiave dell’articolo come gli screenshot pubblicati e il titolo erano stati superati da alcuni aggiornamenti sul tema. Non a caso, le parole chiave che si riferivano ai sotto-argomenti ormai “superati”, continuavano a generare visite, mentre le parole chiave afferenti ai termini generali non portavano più molto traffico.

Riassuntino visuale:

update-content-queries-dropped

A questo punto, si è deciso di aggiornare l’articolo lungo alcuni assi principali quali:

  • Titolo, meta tag
  • I vari step centrali dell’articolo (era un classico articolo “Come fare per…”)
  • I link di riferimento
  • Gli screenshot a descrizione dei vari step
  • Aggiunta di una porzione di testo / fascetta dichiarante la nuova data di aggiornamento
  • Richiesta di scansione di una Url su Google Search Console (per maggiori informazioni: https://support.google.com/webmasters/answer/6065812?hl=it)

Tempo speso: poche ore di lavoro.

Risultato: in pochissimo tempo (ma non è specificato quanto, effettivamente), il ranking perso è stato totalmente recuperato.

La cosa divertente è che solitamente si pensa che colossi come Google non comunicano, non ti avvertono: fanno accadere le cose e basta. In realtà la comunicazione Google la fa tramite la perdita di visite organiche, semplicemente è una comunicazione che “va interpretata”.

L’algoritmo Google Panda, in parole spicce, verifica che il tuo contenuto stia rispondendo ai bisogni degli utenti espressi tramite ricerca testuale sul motore di ricerca. Qualora il contenuto non sia rispondente a tali bisogni, Google cambia / assesta le pagine dei risultati (è una semplificazione estrema, ma può essere riassunta così).

Come tenere d’occhio i risultati organici e le parole chiave che ti portano visite

Per avere sempre sott’occhio queste preziose informazioni sulle visite che ricevi da Google, basta aprire Google Search Console (se non ce l’hai, puoi aprire un account e collegarlo al tuo sito con delle procedure guidate molto semplici).

Vai su Traffico di Ricerca – Analisi delle ricerche: scegli se vedere clic, impressioni, ctr e posizione e applichi filtri e confronto di date. Grafici e lista di parole che appariranno come per magia, ti apriranno un modo di conoscenza sul tuo sito e su come gli utenti arrivano al tuo sito.

google search console

Da questo caso di studio, a mio avviso, si imparano 2 cose importanti e molto operative:

  1. I contenuti che pubblichi online sono dinamici, sono fluidi. Sono tanto più fluidi quanto più facilmente muta l’argomento oggetto della pagina pubblicata. In quanto “fluidi”, ogni tanto bisogna mescolare… :)
  2. Parole chiave, screenshot, titoli, sottotitoli, meta tags: sono tutti elementi centrali che devono necessariamente variare ed essere aggiornati nel tempo.

 

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