I nomi a dominio: come trasformare gli indirizzi web in un'opportunità di business

il | Guadagnare online | 33 commenti

Quando tre anni fa parlai su queste pagine di mercato di nomi a dominio, il mercato italiano stava appena nascendo. Da quel momento fino ad oggi il nostro paese ha fatto grandi passi. Nella vecchia posizione di country manager per l’Italia di Sedo, ho avuto il piacere di vedere questo mercato crescere e di gestire centinaia di trattative di acquisto, chiudendone alcune anche per importi a 6 cifre. Il mercato italiano, quindi, anche se in ritardo, si sta finalmente sviluppando e finalmente si può parlare a ragione di business dei nomi a dominio anche in Italia. Ma come può un indirizzo web diventare un’opportunità di business?

I nomi a dominio vengono ormai da tempo considerati, a ragione, gli “immobili della rete”. Il domino è infatti il “luogo” dove altri utenti possono venire a visitare te e la tua attività. Un nome a dominio premium è come un negozio in via dei Condotti a Roma: l’affluenza e la visibilità sono, attraverso di esso, assicurate.

Qualcuno di voi potrà contestare che una buona attività di marketing e grandi conoscenze nel settore SEO rendono superflua la qualità del nome a dominio. Direi che è piuttosto vero il contrario: un buon nome a dominio rende più facile la “notorietà”, sia tramite traffico diretto che tramite traffico dei motori di ricerca, permettendovi di ridurre gli investimenti in altri settori (pubblicità) a favore di un bene (il dominio), che rimarrà sempre il vostro, o almeno fino a quando ne pagherete il rinnovo.

Ancora non siete convinti? Come spiegare altrimenti i 13 milioni di dollari di Sex.com o, per rimanere in Italia, i quasi 200.000 EUR di prestiti.it, che ho avuto il piacere di vendere poco più di un anno fa?

Ma il mercato dei nomi a dominio non è fatto solo di nomi e di vendite eccellenti. I nomi a dominio sono sempre più “a buon mercato” e si possono fare, con un po’ di abilità e fortuna, ancora degli ottimi affari. Quanto vale per voi un dominio come ecommerce.it? A giugno 2007 JCode Srl lo ha acquistato per soli 8700 EUR. Ci credereste? Un vero affare.

Ok, abbiamo parlato abbastanza di come spendere soldi per acquistare nomi a dominio. Vediamo ora invece come si fa a guadagnare, non con progetti web o altre attività legate a Internet, ma con i semplici nomi a dominio.

Se dovessimo incastrare l’amplissima gamma dei generi di nomi a dominio in un numero ridotto di categorie, potremmo ridurle sicuramente a tre:

  • Domini per la rivendita
     
  • Domini ad alto traffico
     
  • Keyword domains

La prima categoria è quella in cui possiamo inserire i cosiddetti “nomi premium”. Questi nomi devono essere brevi, devono avere un’estensione di rilevo nel mercato a cui sono destinati (in Italia per es. .it e .com) e soprattutto devono avere una “forte valenza commerciale”. Cosa significa ciò? Che il nome a dominio deve coincidere con una categoria ben commercializzabile in rete. Un paio di esempi? Secondo voi tra pomodori.it e libri.it qual è quello di maggior valore? Ponetevi questa domanda: vi è mai capitato di acquistare libri da un negozio online? Probabile. E pomodori? Difficile.

La seconda categoria è quella dei domini ad alto traffico e, nella maggior parte dei casi, di “basso” valore. I domini di questa categoria più noti sono i cosiddetti “typo” o “misspelling”. Sono domini basati su errori potenzialmente comuni di nomi a dominio ad alto traffico. Un tipico esempio: l’equivalente .it di un portale web .com molto diffuso, o un errore comune relativo ad una parola generica. Ecco un paio di esempi: Abbruzzo.it o asicurazioni.it tra gli errori di battitura, o chatroulette.it tra gli errori di TLD. Una nota importante: state attenti a non registrare misspelling di marchi registrati! Verificate prima di registrare un dominio che non stiate infrangendo i diritti di qualcuno relativi a quel nome a dominio. Questi nomi a dominio, di qualità bassa, possono comunque portare un certo guadagno con sistemi di pagamento PPC, come per esempio il domain parking.

Infine ci sono i keyword domains. Sono tutti quei domini che hanno poco traffico e non hanno un grande valore commerciale, ma contengono keyword appetibili. Vi chiederete: come mai registrarli allora? Facile: in un mondo sempre più connesso, dove sempre di più si acquista, si vende e si interagisce tramite web, c’è sempre più richiesta di visibilità in rete. Poiché i domini di qualità sono ormai sostanzialmente occupati e cedibili solo dietro grandi somme, questi nomi saranno il trampolino di lancio di future attività online. Di conseguenza essi, anche se in alcuni casi ancora liberi, potranno essere in breve tempo appetibili. Anche qui bisogna avere intuito e fiutare i trend futuri del settore. Ricordate che alla fine del 2008 si è liberalizzato il mercato delle scommesse e del poker online? I domini premium, come scommesse.it, poker.it, bet.it, casino.it, erano chiaramente tutti registrati. Ma andate a vedere quanti nomi a dominio liberi fino a pochi mesi prima sono stati venduti poi per belle somme. Qualche esempio? Pensiamo pokerwin.it, registrato ad aprile 2008 per la prima volta e venduto un anno dopo a 5.000 EUR tramite Sedo, o a betclic.it, venduto dopo circa un anno dalla prima registrazione per 7.500 EUR. Ma anche se non si giungesse a vendite di questi importi, capita spesso di vendere domini .it per importi compresi tra i 500 e i 1.500 EUR, domini magari registrati per circa 10 EUR. Un’ottima resa, non vi pare? I keyword domains però generalmente più diffusi sono quelli che contengono due o più parole che specificano una categoria. Per esempio: registrare-domini.it, o cinturiniorologi.it. Sono domini su cui è difficile costruire un brand di impatto, ma che vi permettono di acquisire tanto traffico dai motori di ricerca. Possono essere quindi utilissimi accessori per il vostro business online.

Come cercare allora i domini? Ve ne parlerò nel prossimo articolo!

Commenti

  1. visto che siamo in tema, sul sito venditedomini.it potete vedere un report delle vendite di domini con keyword e/o cctld italiano
    Concordo con DNK. Un dominio "esatto", senza caratteri o keyword aggiuntivi (per esempio marketing.it), dà un senso di assoluta autorevolezza e di affidabilità in merito all'argomento trattato. Un dominio come marketing1.it ha due grossi svantaggi: quell' "1" (oltre a non avere senso) lascia intendere chiaramente che il dominio è stato registrato come ripiego e inoltre, come dice DNK, se passo con la macchina e vedo un cartellone con marketing1.it, difficilmente ricorderò l'1 e quindi, giunto a casa, probabilmente digiterò marketing.it
    morris80, su questo si potrebbe discutere all'infinito. Marketing1.it porterebbe qualche visita indiretta a Marketing.it a tutto vantaggio di quest'ultimo :) I domini alla fin fine sono anche uno strumento per la pubblicità e fanno bella vista non solo su Google, ma anche nei media piu' tradizionali. Avere un dominio con una keyword descrittiva del tuo prodotto è come dire al tuo potenziale cliente senza troppi giri di parole o spiegazioni noiose: "Guarda, su questo dominio potrai trovare questo prodotto, il nome non lascia nessun dubbio a riguardo", inoltre è più facile da tenere a mente per me che passo veloce davanti ad un cartellone pubblicitario che mi invita a visitare il proprio sito web.

    Per quanto riguarda l'accaparramento di nomi a dominio non sono d'accordo, esistono pratiche scorrette anche a livello seo e a livello pubblicitario in generale. Ognuno comunque è libero di pensarla diversamente, siamo ancora in democrazia... credo :D
    marketing1.it e hai risolto il problema. scherzi a parte, ultimamente vedo che la maggior parte dei progetti fatti con soldi non tiene molto conto del dominio. piuttosto che acquistare un correct si promuove un più economico icorrect, piuttosto che un "auto" un "autoscout" e così via. esempi in cui si sarebbero chiesti decine di migliaia di euro (ma poi con quale criterio) per aria fritta. quei soldi meglio investirli in seo e pubblicità. il pubblico moderno non ha bisogno di scrivere sull'url "car" per trovare un sito di auto. non siamo così semianalfafabeti del web, non più almeno. forse in qualche zona sperduta del deserto mostrando a un berbero un iphone c'è ancora chi ha desiderio di scrivere "cardotcom" .

    ma a parte questo è ovvio che è meglio acquistare un dominio con nome attinente al proprio sito e magari il più semplificato possibile. però condanno l'acquisto selvaggio di domini al solo scopo di lasciarli lì. se tutti facessero così il web sarebbe solo aria fritta e una misera pagina con una scritta for sale.
    Il fatto che ci siano persone/società che investono in migliaia di domini è uno dei motivi per cui registrare un dominio non costa più 90 dollari come accadeva agli inizi.

    Come in tutte le cose ci sono aspetti positivi e negativi. E comunque chi investe tanti soldi lo fa assumendosi dei rischi perchè non è affatto detto che a fine anno riescano ad arrivare anche solo al break even point.
    Ciao DNK.it,

    Questi numeri non dicono molto, se non dai un ordine di grandezza delle visite che ricevi ogni giorno e il settore. Arrivare in prima pagina di google dopo poco tempo o nelle prime posizioni è relativamente semplice per molte keyword, il problema è rimanerci per mesi o anni su keyword con alto traffico (parlo di keyword che generano almeno 10.000 visite al giorno e che hanno la possibilità di essere monetizzate).

    Infatti, io con un post precedente ricordavo che c'era stata anni fa una legge o una proposta di legge in tal senso. Probabilmente non è mai stata applicata.

    Grazie

    John24
    Il traffico type in è assolutamente marginale. Basta pensare che molti cercano facebook su google per arrivare al social network.....

    Avere un dominio con le keyword esatte è importante ma lo stesso Matt Cutts ha annunciato che in futuro lo sarà molto meno. Google's Matt Cutts Talks Down Keyword Domain Names | SEO Book.com

    Avendo a disposizione un capitale e dovendo scegliere dove investirlo non lo farei sicuramente sui nomi a dominio.
    Ho sviluppato un progetto su un dominio premium per il settore che rappresenta, ti dico soltanto che ricevo il 67.3 % di traffico diretto ( typein e bookmarks ) e il restante da google ( 16.9 % ) e altri siti ( 15.6 % ) inoltre sono riuscito a salire in prima posizione su google ( dopo nemmeno una settimana dalla messa online del sito ) per la keyword che rappresenta. Altri siti che trattano lo stesso argomento, ma molto piu' anziani del mio e con molto piu' contenuto non ci sono nemmeno in quella serp.

    Il dominio ha sicuramente la sua importanza e non solo su google anche per un fatto di memorabilità e di prestigio per gli utenti. Inoltre hai un boost incredibile nella crescita che ti aiuta non poco.

    Son d'accordo con te che per avere un sito di successo serve un buon mix di ingredienti, ma convverai che iniziare un progetto su marketing.it non è la stessa cosa che partire con QuestoèilMioNomeRicordatemiAncheSeNonMiAveteMaiSentitoPrima.it ... sul secondo bisognerà fare certamente molto piu' lavoro del primo sopratutto per farlo ricordare agli utenti e se a livello di progetto potrebbero essere equivalenti non lo sarebbero a livello di nome a dominio.

    L'accaparramento di domini è un discorso a parte e dato che siamo in un libero mercato ognuno fa quello che vuole con i propri soldi ( legge permettendo ), ovvio che chi ha molto da investire sarà più avvantaggiato... ma questo non succede un po' in tutti i settori di investimento? se poi vogliamo iniziare un discorso filosofico su cosa è giusto o sbagliato non credo che questo sia il forum adatto. Il marketing e il seo sono pratiche eticamente corrette? spesso non è cosi' :)
    Ciao xuncoder,

    sul discorso del dividere per 6, mi sembra un po' strano... e anche la differenza tra il punto it e il punto com a livello di utenti possibili, mi sembra una cosa un po' forzata.

    Posso fare un sito con dominio .com e scriverlo in italiano, non per questo avrò più visite dal resto del mondo.

    Qui invece secondo me ti contraddici, sono appunto le persone che fanno accaparramento di domini senza un progettto serio il problema, che bloccano nomi che magari (come hai detto all'inizio) sono il primo primo passo del marketing.

    Se blocco 100 nomi a dominio con il solo scopo di rivenderli, non penso di far un grosso servizio agli utenti di internet, ma soprattutto penso che anche tenere dei nomi in parking non aiuterà nel posizionamento futuro del dominio.

    Il discorso sul IPV6, credo che centri davvero poco. Anche solo a livello statistico sono molte più le combinazioni di lettere e numeri (domini) rispetto a quelle di soli numeri (indirizzi ip), ma soprattuttto dato un dominio posso creare infiniti domini di terzo livello (generalmente gratis) per cui sinceramente mi sembra solo un tentativo di "tirare acqua al proprio mulino" (questo tuo ragionamento sul IPV6.

    Il problema è che per avere un sito di successo servono tante cose:

    - un servizio interessante

    - competenza specifica

    - un sistema efficiente

    - capacità di diffondere il servizio (marketing + seo) e attirare utenti

    - capacità di monetizzazione del sistema

    molte volte basta che uno di questi parametri non sia sviluppato a sufficienza perché il progetto fallisca, prova a pensare ad un progetto senza una di queste 5 cose, vedrai che difficilmente potrà funzionare.

    Ciao

    John24
    Molti sottovalutano il marketing, e danno poca importanza al marketing, optando invece per le ottimizzazioni sui motori di ricerca.

    Fare marketing è nettamente superiore come rendimento, rispetto a perdere tempo appresso ai motori di ricerca ed ai loro capricci, e anche se Google ha dato una certa stabilità al settore, rimanendo il motore di ricerca più importante per anni, non è detto che il suo regno durerà in eterno. Nessun regno e nessun impero dura in eterno.

    Chi fa troppo affidamento su Google, si mette un cappio al collo con le proprie mani, in sostanza sto dicendo che ci sono diverse vedute sui domini, c'è chi preferisce un nome che ha senso per iniziare un business e chi preferisce un nome da fare crescere come brand, solitamente i secondi poi si affidano troppo a perdite di tempo come l'ottimizzazione per i motori di ricerca, che non dico che non è importante, ma dico che rispetto al marketing vero e proprio, è una perdita di tempo concreta.

    La scelta corretta del nome a dominio è la prima operazioni di marketing che si fa, per il business che si vuole iniziare, come è anche stato detto nell'articolo, un buon nome farà risparmiare in pubblicità, e non solo, renderà anche la pubblicità più funzionale.

    Un nome di dominio può decidere la platea di persone che si raggiungeranno con un messaggio e questo è importantissimo per fare marketing, perchè è importante raggiungere le persone interessate a quello che vogliamo offrire, quelli non interessati è meglio evitarli, ci faranno solo perdere tempo.

    I motori di ricerca spesso portano visite e traffico, ma non è sempre traffico buono, mentre il marketing porta sempre meno traffico, ma di qualità eccellente.

    Con questo voglio dire che ha senso spendere dei soldi per acquistare certi domini, naturalmente è una questione di prezzo, non si può contestare il fatto che certi domini valgano più di altri, mentre mi trovo d'accordo sul fatto che spesso alcuni prezzi sono un poco troppo gonfiati.

    Un altra cosa importante è che in questo periodo molti spingono sui domini .it, che sono certamente importanti, tuttavia, non bisogna dimenticarsi che i .com interessano 7 miliardi di persone, mentre i .it interessano ad 1 terzo della metà degli abitanti della penisola Italica.

    Infatti, bisogna dividere per 2, perchè c'è il Nord e il Meridione (Io sono Meridionale), poi il Nord bisogna dividerlo per 3, perchè ci sono gli anziani, gli adulti, e i ragazzi, quindi facendo 60 milioni diviso 6, alla fine i domini .IT interessano 10 milioni di persone e questa è la cattiva notizia rispetto ai .com, la buona è che se uno ci riflette sopra, attualmente ci sono solo 2 milioni di domini registrati, il che significa che 8 milioni di persone stanno ancora dormendo, ed è molto probabile che prima o poi scopriranno Internet e scopriranno che avere un dominio di un certo tipo è un vantaggio rispetto ad averne uno della lunghezza massima con vari trattini in mezzo e formato da parole sensa senso, sarà naturalmente a quel punto che chi sta investendo adesso nei domini .IT, ne trarrà reale beneficio, naturalmente è anche possibile che gli abitanti della penisola Italica non impareranno mai a trarre beneficio da Internet, in quel caso chi sta investendo sui .it, sta regalando soldi al nic e va visto come benefattore, perchè sono soldi che vanno alla ricerca.

    IL problema secondo me, e lo dico che sono di parte, siccome ho un servizio di recupero domini in cancellazione, specializzato sui .IT, non sono le persone che fanno accaparramento, il problema sono le persone poco serie, che iniziano un progetto senza avere le idee chiare o senza avere la costanza e la volontà di portarlo avanti nel tempo, ecco che poi fanno scadere domini anche di qualità, domini che potrebbero rinnovare per pochi euro o potrebbero cedere ad altri per un piccolo ricavo,

    magari al pacchetto di sigarette o alla birra questi utenti non rinunciano, ma al dominio che si paga 10 euro una volta l'anno, ci rinunciano subito. IL problema non è chi fa accaparramento, il problema è la massa di persone che in modo del tutto sconsiderato lasciano scadere il proprio dominio. Gli accaparratori a mio avviso, svolgono un ruolo sociale, il problema non sono loro, il problema è la superficialità di certi utenti, specialmente Italiani, utenti che spesso non esitano anche

    a spacciarsi per professionisti di Internet.

    Ci sono poi inoltre anche altre considerazioni da fare sul momento economico e sul futuro. Attualmente non è un buon momento per vedere, però è un ottimo momento per acquistare, dato infatti il momento economico negativo e che probabilmente peggiorerà nei prossimi mesi, i domini sono attualmente in un periodo di flessione, è facilmente notabile sui domini venduti su sedo, che i prezzi stanno crollando, è chiaramente un ottimo momento per fare acquisti in previsione futura, ovviamente per chi è in grado di programmare a lungo termine.

    L'utilità dei domini è fuori discussione, io in altri messaggi sui forum, ho parlato della possibilità di una esplosione nel momento in cui IPv6 prenderà piede, e questo perchè bisogna farsi una domanda fondamentale, a cosa mi serve un dominio? La risposta è per tradurre un indirizzo difficilmente ricordabile con un nome invece facilmente ricordabile. Ora IPv6 ha dei numeri molto più difficili di IPv4, ma il salto è nel fatto che IPv6 permette di assegnare praticamente una quantità quasi illimitata di indirizzi numerici, quindi è molto probabile che le future connessioni ad Internet come valore aggiunto, avranno pacchetti di IPv6 Statici allegati, per esempio:

    - Adsl 1000 MB/s - 16 IPv6 Statici/Pubblici

    - Fibra 1000 MB/s - 32 IPv6 Statici/Pubblici

    E' plausibile che entro 10 anni queste saranno offerte comuni ed è molto probabile che i telefoni attuali verranno sostituiti Telefoni Voip, raggiungibili attraverso nomi di dominio, invece di numeri, così come è probabile che nasceranno numerosi elettrodomestici controllabili da remoto o integrati e si potranno usare gli IP per assegnarli a questi elettrodomestici di nuova generazione, da controllare con il proprio cellulare, smartphone, tablet, potatile, mentre magari si viaggia dal lavoro a casa, per esempio per avviare il riscaldamento dell'acqua, avviare la cottura di cibi, registrare programmi tv, controllare l'inventario del frigo.

    I router attuali, diventeranno più complessi, integrando Telefono Voip, e spazio per ricevere videomessaggi, notifiche, messaggi vocali, files, e-mail...

    In pratica diventerà quasi indispensabile avere almeno qualche dominio, da utilizzare per gestire più facilmente la propria rete di elettrodomestici.

    Le stesse automobili potrebbero avere bisogno di un nome di dominio, quindi io non sottovaluterei facilmente l'importanza di un buon nome.

    Questo è un momento ottimo per acquistare, il fondo non credo che è stato raggiunto, l'economia può ancora peggiorare e probabilmente lo farà, però una volta toccato il fondo con chissà quali disastri (Default di intere Nazioni), poi inizierà ad andare bene, chi avrà visto lungo, ne trarrà benefici, chi invece pensa al giorno dopo, si mangerà le mani per l'occasione perduta.
    Forse ricorderò male io, forse non è mai entrata in vigore, ma ricordo che qualche anno fa il nic.it aveva stabilito che un dominio non poteva rimanere privo di contenuti per più di 6 mesi, altrimenti avrebbe ritirato il nome e l'avrebbe rimesso sul mercato.

    Questo per impedire le registrazioni multiple, come quelle che descrivi.

    Probabilmente questa cosa non è mai stata messa in pratica, ma penso che non fosse un'idea sbagliata, qualcuno se ne ricorda?

    ciao

    John24
    E' vero che navigando ogni giorno in rete ci imbattiamo almeno in un paio di nomi a dominio parcheggiati che elencano soltanto una lista (a volte neanche tanto contestuale) di link sponsorizzati. Ma anche se fa incaxxare credo che la vera piaga sia un'altra, parlo del business del backorder.

    La ri-registrazione di nomi a domini in scadenza è diventato anche in Italia un business a molti zero... e chi si spartisce questa mega torta sono davvero pochissime privilegiate società.

    Gli attori nel mercato dei backorder dei nomi a dominio .IT si contano sulle dita di una mano, 3 o 4 società riescono a registrare a loro nome migliaia di nomi a dominio, togliendoli di fatto definitivamente dal mercato.

    Ho fatto un'analisi molto dettagliata di questo fenomeno nel mio articolo: Dominiopoly: l’affare dei domini .IT in scadenza | Blog Tecnologo

    Vi riporto un solo esempio, di due società "X" e "Y" che fanno riferimento alla stessa persona... la quale ha registrato a suo nome qualcosa come 15,000 nomi a dominio per lo più parcheggiati e senza un reale contenuto, parliamo di nomi a dominio Premium, del calibro di Dove.it, Lavorare.it, Antico.it, Elegante.it, Intimo.it, Appartamenti.it, BeB.it, Golf.it, Erboristerie.it, Animazione.it, VillaggiTuristici.it, e tanti altri…

    Come scrivo nell'articolo, il mio non è un attacco alla società x o y dato che tral'altro si muovono all'interno del regolamento dei domini .it in modo del tutto legale, ma a mio parere è questa la vera piaga: consentire a poche società (che hanno i mezzi per farlo) di ri-registrare migliaia e migliaia di nomi a domini che non conterranno mai contenuti e che non sono disponibili a chi invece magari vorrebbe crearci contenuti di qualità.

    Chi ci perde?

    1. Gli utenti che ogni giorno cercano informazioni e invece si ritrovano davanti all'ennesimo sito parcheggiato

    2. Gli imprenditori o chiunque correbbe investire su un buon nome a dominio per creare un'attività online o semplicemente un buon sito di contenuti

    Chi ci guadagna?

    1. Sempre quelle 3,4 società rivendendo i nomi a dominio a prezzi stellari (quando e se riescono a trovare un compratore), nel frattempo i nomi a dominio rimangono inutilizzati.

    Non mi scandalizzo, alla fine si tratta di libero mercato ma una regolamentazione per evitare queste forme di monopolio sarebbe utile e a vantaggio di tutti gli utilizzatori di internet.
    Il nome a dominio è stato negli anni molto sopravvalutato. Un certo valore lo ha sicuramente, ma non tale da poterci nel lungo periodo creare un business.

    Basta guardare la classifica mondiale o anche italiana dei primi 100 siti... nessun premium.

    Il migliore e più visitato motore di ricerca non si chiama motorediricerca.it o searchengine.com, ma questo è solo un piccolo esempio.

    Nel mio settore di riferimento, il mondo del lavoro, i siti più forti e visitati in italia non sono certamente lavoro.it o lavoro.com... ma si chiamano monster.it, infojobs, etcc.... ma anche per non restare in Italia e guardare negli USA il discorso non cambia.

    Per rispondere alla domanda:

    “Ancora non siete convinti? Come spiegare altrimenti i 13 milioni di dollari di Sex.com o, per rimanere in Italia, i quasi 200.000 EUR di prestiti.it”

    Beh... io li spiego come cattivi investimenti... infatti sex.com sono anni e anni che passa di mano e poi va a perdere... chi veramente ha fatto i soldi nel settore adult ha registrato con pochi euro youporn.com ed ha investito nei server e nell'idea... ed ora fattura milioni e milioni di euro, altro che premium....

    Insomma: il nome a dominio non ha più il peso che si poteva dare un tempo, ormai è chiaro che è sopravvalutato, se c'è un buon nome bene, altrimenti meglio registrare a costo zero ed investire in contenuti, software, server e tecnologia!

Tags: