I nomi a dominio: come cercare domini adatti alla vendita

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Nel mio ultimo intervento ho avuto il piacere di parlare delle basi del “domaining”, del fare cioè business con i nomi a dominio. Ho illustrato le categorie principali dei nomi a dominio e ho spiegato perché esse sono importanti. Vorrei ora illustrare un paio di esempi su come cercare concretamente un nome a dominio per la vendita.

Per prima cosa dovete studiare le statistiche di diffusione di una determinata parola chiave. Vi consiglio lo strumento di base di qualsiasi domainer: il keyword tool di Google. Lì potrete studiare le statistiche, la diffusione e la concorrenza legate a una determinata parola chiave, che potrebbe essere poi da voi registrata.

Facciamo un esempio pratico: scegliamo una keyword piuttosto commerciale: “penna usb” e confrontiamola con il sinonimo “chiavetta usb”. Il nostro scopo è quello di capire in primo luogo quale dei due termini è migliore. Accediamo al tool di Google e, in alto a sinistra della pagina che appare, clicchiamo su “strumento stima traffico”. Digitiamo infine le due parole chiave. Avremo questo risultato:

Google Keyword Tool - Clicca per ingrandire
 
Gli elementi fondamentali da cogliere in questa tabella non sono solo i volumi di ricerca delle parole chiave, ma anche il livello di concorrenza degli inserzionisti che le usano.  Come vediamo, “chiavetta usb” è molto più appetibile di “penna usb”, in quanto ha un numero più che doppio di ricerche mensili e un CPC medio lievemente più alto. Ciò significa che è più ricercato su Google, chiaramente, e che le aziende che fanno pubblicità nel web per vendere questo prodotto sono disposte a pagare mediamente 5 centesimi in più a click per la seconda parola chiave rispetto alla prima. Il nostro scopo allora sarà quello di preferire un dominio che contenga “chiavetta usb”.

Riflettiamo però prima ancora un secondo su questi dati: le aziende del settore sono disposte a pagare 50 centesimi per ogni visitatore che giunge sul loro sito attraverso una ricerca che abbia come tema le penne o le chiavette usb. Un nome a dominio che permetterebbe a queste aziende di andare in prima pagina per migliaia di volte al mese sotto le ricerche di quelle determinate parole chiave ha sicuramente un valore oggettivo rilevante, non vi pare?

A questo punto non vi rimane che verificare se queste combinazioni di parole, con o senza trattino (pennausb, penneusb, penna-usb ecc) sono liberi nei vari TLD. Sicuramente i migliori tld sono il .it e il .com. Ma non illudetevi che sia tutto così facile… Noterete infatti che i nomi a dominio che cercate sono purtroppo, nella maggior parte dei casi, registrati.

Come creare allora un buon portafogli di domini senza spendere troppo? Ecco le due regole d’oro:

  1. Seguire i nuovi trend e cercare di essere i più rapidi nel registrare i nomi a dominio corrispondenti. E nuovi trend ne nascono in continuazione, in tutti i settori. Pensiamo alle macchine da caffè in cialde, che si stanno diffondendo da poco, agli ebook, agli smartphones, o al turismo enogastronomico e alle strade del vino. Tutti settori, e quindi parole chiave, di origine recente, e potenziali nomi a dominio di qualità.
  2. Cercare di accaparrarsi i nomi a dominio in scadenza: ogni giorno scadono infatti, solo in Italia, centinaia di domini, in alcuni casi di ottima qualità. Negli ultimi anni sono scaduti nomi premium come porno.it, sesso.it, dieta.it, e scadono quotidianamente nomi come rca.it, hotelmolise.it, aquileia.it.

La registrazione di domini in scadenza , detta anche “backorder” o “drop catching”, è una moda che si sta affermando professionalmente anche in Italia, tanto che sono nati servizi specifici, come Nidoma.com, attraverso il quale si possono visualizzare liste di domini in scadenza aggiornate quotidianamente e si possono ordinare domini a partire dai 45 EUR. Registrare un dominio a 45 EUR per venderlo a 450 EUR è già un buon affare, non vi pare?

Ma come fare per vendere questi domini? Il primo passo è metterli in vendita su Sedo.com. Sedo offre la maggior piattaforma di compravendita al mondo e ha un database di più di 16 milioni di domini. Fare in modo che i vostri domini siano in quel database è un primo passo assolutamente obbligato per la vendita. Il passo successivo è stabilire un giusto prezzo di vendita. Un acquirente si sente spesso “sperduto” di fronte alla richiesta di avanzare un’offerta. Cercate quindi di stabilire il prezzo voi. Ma state attenti: richiedere un prezzo molto più alto delle vostre aspettative reali per verificare il reale budget economico dell’acquirente può, nell’immediato, “bruciare” la trattativa, e nel lungo periodo, frenare lo sviluppo del mercato.

Commenti

  1. non penso sai... quando faccio ricerche scopro sempre che quelli che hanno parole chiavi nel dominio hanno la precedenza...forse non sempre ma la stragrande maggioranza delle volte si. Spero che Google cambi il suo algoritmo facendo evidenti blog e siti più interessanti e non perché abbiano qualche keyword qua e la. Statisticamente un sito che abbia tante parole chiave nei testi il 70% non è quello che l'utente cerca realmente.:closedeyes::(
    Molto molto in breve:

    in base alle parole chiave del tuo dominio ci sono modi per ricercare i proprietari di siti internet basati su domini attinenti ma di qualità inferiore (es. inventato tu hai accessoriauto.com e trovi accessoriperlatuaauto.com come sito sviluppato).

    Ti compili una lista con gli indirizzi email di tutti i proprietari e mandi email per proporre il tuo dominio. Solo per ottimizzare la scrittura dell'email su NP ci saranno 40 pagine di discussione...
    Quando dico cercare i clienti non mi riferisco ai forum ma agli enduser, gli utenti finali che possono essere interessati ai tuoi domini da contattare per proporre la vendita.

    Ci sono diverse tecniche su questo argomento all'interno dei forum americani e in particolare Namepros.com
    I nomi dei domini non me li ricordo più perché è passato tanto tempo, però ne avevo registrati quasi un centinaio e molti erano ottimi. Tutti .com e con 2 keyword appetibili. Molti in inglese e qualcuno in italiano. Però è vero, mi sono limitato a parcheggiarli e a metterli su sedo. Ricevetti una sola offerta dopo parecchio tempo, quando ormai mi occupavo di altro.

    Cercare i potenziali clienti? Non l'ho mai fatto perché non mi fidavo dei forum e dei mercatini. Lo scopo di sedo infatti è proprio quello di evitare truffe avvalendosi di un'organizzazione esterna e imparziale. Però con il senno di poi, magari dovevo andare per forum. :D
    Vivere con il business dei domini è qualcosa di estremamente difficile se si comincia oggi.

    Il problema principale del 90% dei "domainer" è che leggono qualche articolo su vendite milionarie, presi da entusiasmo registrano qualche dominio senza alcun valore convinti di diventare ricchi in breve tempo.

    Dopo qualche mese va già bene se non hanno speso qualche ulteriore soldo vittime di qualche appraisal scam.

    Nel migliore dei casi, una volta accortisi che i loro domini non sono vendibili nemmeno a 5$ su qualche forum, lasciano scadere tutto e tornano a fare altro.

    Detto questo anche avendo dei domini con un qualche valore non basta di certo metterli su Sedo e aspettare che qualcuno faccia un'offerta. Gli enduser bisogna cercarli ed è un processo che porta via tempo (tanto) e fatica.
    Meno male che c'è qualcuno che si è accorto che tra quello che dice Matt Cutts e la realtà ci sono differenze abissali. La cosa del resto è logica, lo scopo di qualsiasi motore di ricerca è evitare "trucchi". Quindi i fattori di ranking devono restare il più possibile segreti. Ovvio quindi che Matt Cutts non dica volutamente le cose come stanno. Le keyword nei domini contano eccome. Anzi hanno un peso notevole.

    Il discorso della speculazione dei domini non lo condivido troppo, perché è vero, sottraggono nomi utili a chi deve fare business reali. Inoltre li sottraggono inutilmente, perché soprattutto in Italia, campare con la rivendita di domini la vedo dura. Mettere un dominio in vendita su SEDO non è molto proficuo in base alla mia esperienza, perché sei totalmente invisibile tra migliaia di domini. Svariati anni fa registrai parecchi domini abbastanza appetibili, tutti .com. Ne avessi venduto uno. Ricevetti una richiesta solo su un dominio, anni dopo, quando ormai avevo abbandonato l'idea del domaining. Qualcuno ha esperienze diverse? Qualcuno ci guadagna sul serio con i domini al punto da farmi ricredere? :confused:
    Hai detto benissimo, il caro matt dice... le serp dicono tutt'altro. Proprio l'altro giorno leggevo un post con una serp del .com meravigliosa, in prima pagina 5 siti contenenti nel dominio la key ricercata. E questo non è l'unico caso, anche nel .it si ripetono frequentemente casi del genere
    Questi articoli riguardanti la speculazione sui domini stanno progressivamente "abbassando" la mia opinione del blog di alVerde.

    Quasi quasi lo tolgo dai segnalibri live di Firefox...
    In merito a quanto scritto, cito:

    è un dettaglio nell'insieme, in realtà non è che "sono disposte" ma Google chiede di più.

    Chiede di più perché o c'è più concorrenza o la qualità dei siti di arrivo è più bassa.

    L'asta sulle keywords infatti prevede sia un discorso di offerta sia un discorso di qualità.

    Come google misuri la qualità non è dato sapere, ma è probabile che usi un meccanismo simile a quelle delle "serp naturali", per cui, il numero di click ricevuti + un qualcosa che definisce quanto tempo l'utente rimane sul sito.

    Tutto questo per dire che non è automaticamente detto che un'azienda sia disposta a spendere di più per una keywords rispetto ad un'altra, lo scopo dell'azienda è quello di ottenere il massimo beneficio dalla pubblicità online, quindi si verifica il risultato economico tra il ritorno e la spesa (che tenderà ad essere il minimo possibile).

    In questo caso il problema è che Google impone un prezzo minimo a click, sotto il quale non si può scendere, pena la non visualizzazione dei propri annunci che vengono sospesi.

    Non è quindi quello un parametro che indica che l'azienda è disposta a spendere di più, ma che all'azienda è richiesto di spendere di più.

    Sembra un dettaglio, ma questo significa che non è assolutamente detto che nell'eventuale vendita di spazi su un sito ben posizionato per quella keyword o un dominio sempre ben posizionato, si possano ottenere risultati economici analoghi.

    In altre parole non è detto che siano disposti a spendere quello che ora spendono per gli stessi click con Google.

    Ciao

    John24
    dalle ultime dicchiarazioni di matt cutts, i domini con keyword valgono sempre meno per Google.

    Poi, la serp dice tutta un altra cosa.

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