I giovani, il dominio, la partita iva, investitori e startup

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In un crescendo di difficoltà ecco quali sono alcuni dei "problemi" (essenzialmente economici) che incontrano i giovani che vogliono "guadagnare" con il web: non ho le risorse economiche per acquistare un nome a dominio e uno spazio web su un hosting "serio", non ho il denaro per aprire la partita IVA e mantenerla, non trovo un investitore disposto a finanziare i costi di avvio per la mia startup. Ho scritto "guadagnare" tra virgolette proprio perchè persone diverse hanno aspettative diverse: guadagnare, quanto? Guadagnare, come?

Lo spunto per questo post mi è venuto leggendo, prima il guest post di Stefano Passatordi pubblicato sul Tagliablog, poi la discussione sul forum creata dall’utente Baak e di cui riporto il primo messaggio:

Ciao a tutti, apro questa discussione, essendo io un ragazzo di quasi 20 anni e vedendo che nel forum ci sono molti adolescenti, per poter parlare della situazione di noi giovani che vogliamo intraprendere qualsiasi attività sia online che offline. Tentando di non dilungarmi troppo vorrei andare subito al punto della questione, ho notato non solo qui sul forum ma anche nell’ambiente universitario che molti ragazzi elaborano progetti molto interessanti e innovativi, ma se gli chiedi perchè non l’hai mai realizzata la risposta è: e i soldi me li dai tu? me le paghi tu le tasse? stessa cosa vale per le attività online, molti rinunciano ai propri progetti e ai propri sogni perchè, per esempio, devono aprire una p.iva e questo diventa un ostacolo insormontabile. Secondo voi sono io a voler vivere nel mondo delle fiabe o si potrebbe fare qualcosa a riguardo?

All’inizio del post ho citato anche il "costo del dominio": si parla di pochi euro e a tanti potrà sembrare strano il fatto che questo sia un fattore limitante, ma per molti giovanissimi anche questo è un piccolo problema. Vorrei però spostare l’attenzione su limiti di budget un po’ più elevati andando a toccare un problema a mio avviso ben più gravoso: quanti interessanti progetti "low cost" non verranno mai sviluppati solo a causa della pressione fiscale del nostro Paese? Alzando ancora di più il tiro: è davvero utile, come suggerisce Stefano Passatordi, cercare investitori oltreoceano per progetti che richiedono investimenti corposi?

Spero di non aver mal mescolato "cose grandi" con "cose piccole". Secondo te, qual è la prima strada che deve tentare chi ha un’idea valida per un progetto da sviluppare sul web?

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