I domini premium

il | Guadagnare online | 0 commenti

Mike Mann (domainer internazionale) è stato uno dei primi ad utilizzare questa espressione.

Ma cos’è un dominio premium?

“If a domain names sells for greater than the registration cost, it is premium.

If people attempt to sell it for greater than the registration cost then they are saying its premium, but it isn’t if it doesn’t sell.”

Ossia:

“Se un nome di dominio si vende ad un prezzo maggiore [o meglio, molto maggiore] del costo di registrazione, è un premium.

Se qualcuno cerca di vendere un nome ad un prezzo molto maggiore del costo di registrazione definendo il proprio dominio un “premium”, ma che effettivamente premium non è, allora non ci riuscirà.”

Questa definizione è un po’ semplicistica, ma utile come spunto di partenza.

Un dominio premium conferisce ad un progetto un valore e dei vantaggi aggiuntivi.

Che differenza c’è tra aprire un bar nella periferia di Mestre, rispetto a uno in Piazza San Marco a Venezia? Un parallelo piuttosto forzato, ma di sicuro effetto per spiegare a un profano del domaining quanto vantaggio può dare fare la scelta giusta nel campo dei nomi a dominio.

Per un’agenzia immobiliare, un dominio premium come casa.com (rispetto a un dominio composto come xyzimmobiliare.com) equivale a una posizione di prestigio per un bar in una delle migliori zone turistiche d’Italia.

Nella pratica i domini premium possono avere diversi “plus” rispetto a un nome qualsiasi:

  • costituiscono di per sé un brand forte
  • sono memorizzabili
  • generano un’impressione positiva e autorevole nel cliente
  • nel 99% dei casi hanno già un’ottima anzianità (essendo domini registrati anche più di 15 anni fa)
  • generano traffico diretto targettizato (traffico da digitazione, per domini internazionali anche di migliaia di unici al giorno!)

 

I difetti sono evidenti:

  • sono pochi
  • sono registrati da anni

Ho tralasciato, tra i vantaggi, l’ipotesi che una “exact key” possa dare una marcia in più in termini di SEO. A quanto pare è ormai limitato l’impatto di questa variabile sui motori di ricerca; resta comunque evidente che un dominio con anni di anzianità e backlink “raccolti” durante la propria lunga storia, rappresenta un vantaggio per gli algoritmi di Google.

Restano ora due grandi quesiti:

1) Vale la pena spendere per un dominio premium? Quando si parla di consigli su come spendere, la risposta è sempre la stessa: “dipende”!

Bisogna valutare le dimensioni del progetto. E’ chiaro che non basta comprare un premium (o un super premium) per vedere la propria idea spiccare il volo. Prevalentemente è una questione di budget.  Con questa considerazione cerco di rispondere anche a una delle più frequenti obiezioni sulla questione: “Piuttosto che spendere 10k per un dominio premium, li spendo in lavori di SEO”.

Chiaramente l’acquisto di un dominio premium (ipotizziamo un prezzo di 10k) è consigliabile e sensato per chi inizia un progetto con una cifra totale d’investimento ben maggiore. Se si hanno 11k da spendere converrà senza dubbio ripartire il budget su tutti gli ambiti da coprire nello sviluppo di un progetto serio sul web.

 

2) Quali sono i domini premium? Questa è la domanda da un milione di dollari. Partirei dal presupposto che un dominio “premium” è oggettivamente tale. Non si parla di bellezza o altre considerazioni che possono essere soggettive. Un premium è un dominio che rispetta determinate caratteristiche. Proviamo a vedere quali.

Parliamo del mercato italiano (quello internazionale per un premium arriva a pagare milioni di dollari, cifre che qui non esistono per il domaining).

Credo sia più facile partire da un discorso inverso: quali sono i domini che NON sono premium?

Alle seguenti risposte vanno ovviamente applicate le dovute (pochissime) eccezioni, ma in linea di massima escluderei dalla categoria premium:

  • domini composti da più di una parola (con eccezioni, “ContoCorrente.com”, ad esempio)
  • domini con parola italiana ed estensione che non sia it o com
  • la quasi totalità, quindi, di domini .net, .org, .info, .biz (con pochissime eccezioni, come “calcio.info”, ad esempio). Stessa considerazione per i nuovi gTld
  • domini con trattino
  • domini con scarsa rilevanza commerciale (una sola parola di nicchia o poco usata nella lingua italiana non è premium). Per chiarire il concetto: casa.com è un dominio premium, così come mobili, pasta, soldi. Domini che non rappresentano un bene commerciale, anche se composti da parole uniche, potrebbero non essere premium.
  • parole come avverbi, preposizioni
  • domini IDN (con caratteri accentati)
  • domini coperti da TM (con marchio registrato, poco monetizzabili e potenzialmente fonte di problemi legali)

 

Soprattutto sui forum, spesso si abusa del termine premium. Si può parlare di key premium, ma se l’estensione è secondaria, il dominio non è premium.

Un termine, quindi, da usare con le pinze, per non rischiare di far storcere il naso al pubblico a cui ci si rivolge, soprattutto su forum specializzati.

Paolo De Gregorio
paolinope29


Domainr.it

Tags: