I buoni contenuti e la credibilità dell'affiliato

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Perché alcuni affiliati guadagnano poco o nulla mentre altri ottengono buoni risultati? Secondo me dipende molto dai contenuti che l’affiliato propone ai propri utenti e dal modo in cui li presenta. Su questo argomento ho fatto una presentazione alla GT Conference e ora mi piacerebbe riprendere l’argomento qui sul blog.

Provo a spiegare la mia opinione tramite una metafora. Dimentica per un attimo il web e supponi di essere il titolare di un ristorante. Uno di quelli a cui piace girare per i tavoli, parlare con i clienti, dargli consigli, cioè creare con loro un rapporto che non si limita al prendere le ordinazioni. Come potresti convincerli a venire nel tuo ristorante e a ritornare più volte?

Devi proporre piatti gustosi e un servizio impeccabile. Inoltre, per ottenere il massimo risultato possibile, a queste 2 cose devi aggiungere personalità e creare un rapporto di fiducia tra te e ogni cliente. Quale sarà il risultato?

  • I clienti saranno soddisfatti e ritorneranno più volte.
  • Parleranno bene del tuo ristorante ad altre persone procurandoti così altri clienti (che saranno già ben predisposti nei confronti del tuo locale perché gli è stato consigliato da persone di cui si fidano).
  • Aumenterà la notorietà del locale.
  • Aumenterà la tua notorietà/credibilità nel campo della ristorazione (e i cienti si fideranno sempre più dei tuoi consigli).
  • Il ristorante potrebbe venir nominato nelle guide che segnalano i migliori ristoranti (ed otterai così altri clienti).

Noti l’analogia con il web?

  • Il ristorante non è altro che il tuo sito web / il tuo blog / la tua mailing list.
  • I piatti gustosi sono i contenuti e i consigli che offri ai tuoi utenti.
  • Gli utenti ritornano più volte sul tuo sito e leggeranno sempre le tue email, ma solo se gli proponi buoni contenuti.
  • Il servizio è il modo in cui presenti i contenuti.
  • Il rapporto di fiducia e la credibilità che crei offline equivale a quella che crei online comunicando con chi "consuma" i tuoi contenuti.
  • Il passaparola offline equivale alle citazioni e ai backlink che ottiene il tuo sito/blog nel web.
  • Le guide di qualità corrispondono sul web a Google. I siti con i contenuti migliori che ottengono citazioni da altri siti vengono posizionati ai primi posti nei risultati.

Spiego meglio l’importanza dei contenuti, per ottenere credibilità e guadagni, con degli esempi:

Per quanto tempo resti iscritto ad una newsletter che ti invia solo pubblicità? E ad una newsletter che ti invia spesso informazioni utili che non trovi altrove?

Quanto ti fidi dei consigli di un blog che recensisce ogni ebook come "una risorsa che ti cambierà la vita"? E di uno che recensisce anche gli ebook privi di un programma di affiliazione?

Che probabilità ci sono che ti venga voglia di acquistare online un cellulare se ti viene proposto da un blogger che normalmente pubblica ricette di cucina? E se invece avessi letto la recensione di quel cellulare su un sito che ne ha già recensiti 50 evidenziandone i difetti?

Capisco benissimo la difficoltà nell’essere credibili nei confronti degli utenti quando si propone loro un prodotto/servizio sfruttando un programma di affiliazione per guadagnare. Quindi il primo passo è quello di conquistare credibilità e autorevolezza in un settore specifico tramite i contenuti di qualità e una comunicazione efficace. Raggiunto questo primo risultato, potrai toglierti un sacco di soddisfazioni proponendo, nel modo giusto, ai tuoi utenti buoni prodotti/servizi da acquistare online.

P.S. Purtroppo il web è pieno di esempi negativi che rendono, nell’immaginario comune, il settore delle affiliazioni "meno etico" rispetto alle altre forme di advertisting. Concordi?

Commenti

  1. Giusto paolo.moro, ma non à detto che lo sponsor sia daccordo.

    Nell'esempio di billabollara il blogger che ha provato ad innescare un'abbozzo di discussione sul prodotto si è trovato incastrato fra il committente ed i lettori.

    Ci ha rimesso sicuramente il blogger, anche perché tutto quello che ha è la sua reputazione ed il suo pubblico.

    Per lo sponsor è solo una iniziativa commerciale che non ha dato i frutti sperati.

    Forse la miglior cosa da fare per chi è un vero esperto in qualche settore di nicchia, è scrivere in totale autonomia recensioni accurate di ciò che gli piace e di ciò che non gli piace, con il supporto dei propri lettori. Se le recensioni sono ben fatte attirano pubblico ed a ruota arrivano anche gli sponsor, che però dovrebbero essere confinati in un apposito spazio pubblicitario dove possano dichiarare il loro messaggio promozionale, o magari scrivere loro un bell'articolo informativo.

    Al limite un modello di business potrebbe essere scriverlo per loro e venderglielo. Verrebbe presentato con la firma dell'azienda e la reputazione del blogger verrebbe salvaguardata.
    Io penso che chi vende un prodotto debba accettare anche i pareri negativi (se motivati) e che il blogger non debba aver paura di chiedere agli utenti i difetti del prodotto che sta recensendo. Se a me piace un ebook (ad esempio), non è detto che debba piacere a tutti, anzi è quasi impossibile che piaccia a tutti. Questo però non vuole dire che la mia opinione sia "sbagliata" o "di parte".
    Io sono appunto rimasta schifata da un blog che seguivo e dal prodotto che proponeva. Infatti il blogger ha scritto un post su un prodotto (lo chiamerò così) di cui è affiliato, e alla fine ha avuto la infausta idea di terminarlo con le domande

    tu cosa usi?,hai provato questo prodotto? che pregi e difetti hai trovato?

    Io ho risposto dicendo che l'avevo provato (prova gratuita) e non mi era piaciuto e uno dei difetti che avevo riscontrato, ero passata ad un altro prodotto motivando perché.

    Il blogger mi ringrazia e dice che proverà il prodotto

    Tuoni e fulmini passa subito un tizio, che non si è manco presentato e poi cercando su internet ho scoperto che era quello che lo vendeva. Insomma immaginate da soli per giunta col blogger che non osava contraddirlo...

    il tizio voleva solo fare un flame a scopo pubblicitario, pensava che screditando me avrebbe fatto fare bella figura al prodotto, ma alla fine ha ottenuto l'elenco dei difetti dettagliati scritto sul blog.

    Il blog e soprattutto quel blogger hanno perso crediblità ai miei occhi oltre che un lettore PER SEMPRE e io sono stata molto contenta di non aver acquistato il prodotto da gente come quella.

    Quindi io direi che se uno deve scrivere un post "apposta" si assicuri che il committente non gli faccia fare pessima figura oppure non termini invitando i lettori a parlare dei pregi e difetti e soprattutto non chiedere mai che prodotto usi.

    Per quanto mi riguarda, io ho avuto proposte di scrivere articoli sponsorizzati, ho detto no, proprio no. Una cosa è un bannerino un'altra predicare a comando.

    La mia decisione è stata che lo valuterò e SE lo troverò buono lo recensirò gratis altrimenti ciccia e se poi il tizio fosse contento della recensione e delle visite/vendite portate si può discutere di mettere qualche bannerino o altra forma di pubblicità meno invasiva.

    Secondo me così vi salvate la reputazione e se il prodotto lo ritenete davvero buono fate pure contento il tizio avendogli fatto una recensione gratis.

    IMHO
    In questi giorni i post a pagamento sono protagonisti di una accesa discussione su un altro blog, a seguito di una intervista con BuzzParadise. Il principio è lo stesso: pagare un blogger, meglio se con buona reputazione, per recensire un prodotto e così contribuire alla sua popolarità, o impopolarità. Infatti nell’intervista si asseriva che l’accordo con i blogger era che ne parlassero, non importa se bene o male; ovviamente nessuno ci crede più di tanto che una azienda paghi per sentire parlare male dei propri prodotti o servizi! Usando le parole del Community Manager di BuzzParadise, la loro missione è quella di “mettere in contatto i brand, le aziende, con i blogger”. Questo genere di accordi commerciali si consumano appunto fra aziende, agenzie pubblicitarie e blogger. Il cliente non compare nell’equazione ed è difficile far credere che una recensione a pagamento sia obiettiva e persegua la tutela del consumatore. Non dico che l’autore di un blog non abbia il sacrosanto diritto di guadagnarsi i soldi come meglio crede, dico solo che l’accordo fa guadagnare l’agenzia pubblicitaria, ma alla lunga ci rimettono il blogger, che logora rapidamente la sua reputazione, i suoi lettori più affezionati e nei casi in cui le promesse non corrispondano a verità, anche il brand che ha pagato tutto quanto. In conclusione vorrei solo dire ai blogger: usiamo la massima prudenza e mettiamo in chiaro con i nostri lettori cosa stiamo facendo, perché le conseguenze peggiori le pagheremo noi.
    Ciao Mr. AlVerde, complimenti per la semplicità efficace con cui hai descritto l'argomento.

    Mi trovo molto d'accordo con te su tutto, e ritengo che la cosa più difficile sia proprio creare un rapporto di fiducia pur mantenendo un "piglio" commerciale che definirei necessario per poter proporre (e vendere) un prodotto tramite affiliazione...

    Secondo te esiste una sorta di regola per stabilire il giusto mix fra credibilità e vendibilità, mantenendo alto il livello di etica?
    La credibilità è tutto. E' difficile ottenerla e basta un piccolo errore per perderla irrimediabilmente.

    Concordo in pieno quel che hai scritto ed è molto azzeccata l'analogia con il ristorante!

    A proposito del P.S. vorrei segnalarti cosa mi è capitato di leggere in un colorito commento a un mio articolo: ==> Ebook Guadagnare Online? Sono Utili? | Adsense

    Ho inserito il link, perché credo che la discussione sia un'integrazione a ciò che hai scritto nel P.S....non voglio certo spammare...

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