I 4 passi del Content Marketing per fare visite e nuovi clienti

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Content marketing

Fino a poco tempo fa, tutto ciò che rientrava in “marketing dei contenuti” era visto come un’attività di serie B da dare allo stagista: inizialmente a livello di testi per brochure e sito aziendale statico, poi come piani editoriali per i Social Media, newsletter e blog aziendali.

Man mano si fa strada, però, una maggiore consapevolezza della centralità dei contenuti da utilizzare nei presidi online (principalmente, ma non solo), perché dalla qualità degli stessi dipendono la quantità e la qualità delle visite ottenute da potenziali clienti, oltre all’immagine e alla visibilità stessa del brand.

Il “Content Marketing” è cresciuto in numeri ed importanza. Non ci credete?

27 milioni di contenuti condivisi ogni giorno in tutto il mondo

9 organizzazioni su 10 oggi investono parte del budget in content marketing
A proposito: questa “parte” del budget investito corrisponde in media al 25% dell’intero budget di marketing

Il 77% delle aziende coinvolte dalla ricerca sostiene che nei prossimi anni aumenterà la spesa in contenuti

Scenario: USA – 2015 (fonte: Hubspot – Express Writers)

Ah ma noi produciamo rondelle, non ci interessa il content marketing…
Sbagliato! Se la vostra azienda produce rondelle o qualunque altra “parte” che non costituisce un prodotto finito, se vende servizi per le aziende, se vende materie prime… non siete scusati affatto se non fate marketing di contenuto, per il semplice motivo che il lavoro da fare su un brand B2B può regalare grandi soddisfazioni in termini di lead generation (generazione di contatti di potenziali clienti) e conseguentemente di lead nurturing (ossia il dialogo continuo nel tempo con il potenziale cliente, finché non è pronto ad acquistare): non è un caso, dunque, che addirittura il 91% dei marketers americani di aziende B2B spende budget in content marketing (contro il 70% delle aziende B2C).

Perché incrementare il content marketing?

Banalmente, la risposta sta nella correlazione diretta tra quantità di contenuti (di qualità) e numero di visite dei propri siti web, grazie al progressivo riempimento delle pagine dei risultati di ricerca con i propri contenuti, a discapito di quelli della concorrenza. Si sa, lato SEO, la content creation è una tra le migliori buone pratiche che possiate mettere in campo.

Ma oltre a questo motivo evidente a tutti, ormai, dalla ricerca condotta da Express Writers e Hubspot si ricavano risultati inaspettati:

  1. il 61% dei consumatori si dichiara più propenso ad acquistare da un marchio “che parla online”, producendo contenuti propri sul settore (ad esempio, sull’uso corretto e sulla manutenzione dei prodotti, su trucchi e consigli generali, su curiosità, etc…)
  2. Un direttore marketing su tre, individuati nei top 500 di Fortune, sostiene che – fin dall’anno scorso – la creazione di una moltitudine di nuovi contenuti di comunicazione vincenti (rispetto a quelli della concorrenza) è una delle maggiori sfide dei loro dipartimenti marketing.
  3. Circa il 70% delle aziende B2B ha osservato un aumento dei contatti con potenziali clienti addirittura del 67% nei periodi di maggiore produzione di contenuti.

Se la continua produzione di nuovi contenuti non è al centro della vostra strategia di Marketing, allora forse conviene cominciare a pensarci, quanto meno perché state perdendo terreno rispetto ai vostri concorrenti maggiormente “SEO-intraprendenti”.

I 4 passi per iniziare un’efficace strategia di Content Marketing

  1. Analizzate i vostri presidi online (e Social Media): il sito è efficace, dinamico e comunicativo? State producendo contenuti che i vostri utenti vorrebbero leggere? (tradotto: state soddisfando i bisogni informativi del vostro target?). Traducete le risposte in una Strategia che identifichi obiettivi, target utente, strumenti e budget disponibile, dopo aver fatto un minimo di benchmark rispetto a ciò che fanno i vostri concorrenti. Solo a questo punto potete scrivere un piano editoriale per sapere cosa scrivere.
  2. Ingaggiate “gli scrittori”: c’è qualcuno all’interno dell’organizzazione che sappia veramente scrivere efficacemente per il web? Niente compromessi, o ce l’avete o lo ingaggiate esternamente. Ci sono valide agenzie e liberi professionisti pronti a darvi una mano; potete anche rivolgervi a servizi innovativi come Scribox, con cui ingaggerete rapidamente scrittori freelance pagandoli con costi molto competitivi e buoni livelli qualitativi. In USA, il 62% delle aziende si fa supportare da copywriter esterni.
    L’area strategica dei vostri siti da utilizzare per produrre nuovi contenuti è chiaramente l’area News (o il Blog). I Blog possono produrre incrementi spaventosi in termini di pagine indicizzate sui motori di ricerca (fino a +430%).
  3. Alimentate fantasia e varietà: content marketing non significa, in realtà, solo “testi scritti”. Significa qualunque genere di contenuto che possa soddisfare i bisogni degli utenti, perciò anche contenuti multimediali come podcast, video, infografiche, infovideo.
  4. Misurate: con una costante osservazione di Google Analytics + Google Search Console dovete osservare il ritorno dell’investimento nella produzione di contenuti. Quanti contatti o vendite arrivano dai contenuti che avete prodotto? Quali argomenti sono maggiormente apprezzati? Impostando gli obiettivi su Google Analytics riuscite a calcolare senza difficoltà il vostro ROI (Return On Investment).

Come avete impostato la vostra strategia relativa ai contenuti? Quali budget destinate a questa particolare attività di marketing? State riscontrando un buon ritorno dell’investimento, rispetto agli obiettivi che vi siete dati?

Fonti Principali:
http://blog.hubspot.com/marketing/content-budgets-infographic
https://support.google.com/analytics/answer/1032415?hl=it
http://www.webhouseit.com/google-analytics-impostare-gli-obiettivi-sui-links-del-tuo-sito-web/
www.marketingarena.it
http://blog.tagliaerbe.com/
http://www.diennea.com/lead-nurturing-alimentare-nutrire-i-contatti/

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