Google: in quale direzione andare per trovare visibilità online?

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Chi l’ha detto che per portarvi in alto nelle pagine dei risultati di ricerca su Google servano solo citazioni con link da altri siti web? Al di là del fatto che sono tanti i fattori che determinano la vostra visibilità sui motori (ne abbiamo parlato anche qui), emergono con prepotenza concetti come co-occorrenze e co-citazioni, che abbiamo affrontato pochissimo tempo fa, ma non solo.
Cyrus Shepard di Moz a fine marzo twittava questo:


Che significa? Brevissimamente: le citazioni senza link vengono comunque “registrate”, in qualche maniera, da Google.
Nel tweet menzionato si parla di “implied link”, ovvero link implicito, che può essere così definito:
Un collegamento implicito è un riferimento a una risorsa online, un nome, un brand, senza la presenza di un link diretto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=PfLaC325S6M

Un mese fa, sul canale YouTube di Google Webmasters, Matt Cutts parlava proprio della differenza tra popolarità e reale autorevolezza di una fonte online. In sostanza, il page rank determina l’autorevolezza di un sito; la popolarità dipende da altri fattori, dalla frequenza delle visite e dalle ricerche ad esse correlate.
Lo sforzo di Google va proprio nella direzione di individuare e discernere questa autorevolezza, che passa – anche – dal numero di citazioni, comprese le citazioni implicite, presenti nel web.

Non scendo oltre nella questione, non essendo così esperto di SEO e affini. Però tutto ciò dà ulteriori conferme di quanto sia assolutamente importante costruire contenuti per i lettori, pro-utente, e non per i motori, proprio perché Google stesso (per sua stessa ammissione) sta indirizzando i propri sforzi per affinare le proprie capacità di analisi semantica e individuare chi realmente è meritevole di essere considerato autorevole su un determinato argomento.
Dato che interpretare le prossime mosse di Google è sempre un argomento caldo, che può spostare drammaticamente l’andamento di tanti business, si può con buona probabilità ipotizzare che:

  • i link follow verranno sempre più riconsiderati o, per lo meno, c’è la sensazione che il loro valore possa scendere nella scala dei fattori di posizionamento;
  • link impliciti, le menzioni, avranno (e hanno) un ruolo importante nella definizione dell’autorevolezza di un certo brand;
  • la costruzione di contenuti diventa sempre più determinante: contenuti che dovranno essere sempre più informativi ed emozionali per poter suscitare l’interesse del lettore e di altri utenti della rete (copywriter, blogger, clienti, potenziali clienti, etc..)

Siate contenti, quindi, quando verrete menzionati o citati qua e là in rete, anche senza link follow: con buona probabilità state procedendo nella giusta direzione.

Commenti

  1. È sempre il solito gioco, più o meno bilanciato, tra varie feature: da un lato il link è una metrica diretta ed efficace ma troppo grezza se presa da sola, per cui è corretto che vengano considerate anche le citazioni del brand, ad esempio, pur se non legate ad un hyperlink. Diventerà sempre più difficile misurare questi aspetti, questo è sicuro secondo me.
    Può anche andare verso l'authorship e le citazioni. Ma quanti sono i profili fake esistenti ? Tanti. Quindi....
    Alla fine sono tutti fattori facilmente manovrabili, nel senso che se questa teoria viene confermata in qualche modo a breve si venderanno anche le citazioni, avrei sempre voluto fare un test in merito dato che da molto ho l'impressione che Google guardi anche le citazioni, sicuramente in futuro voglio scoprire quest'aspetto.
    Ottimo articolo! L'ennesima conferma che il SEO sta andando sempre più verso l'attribuzione di una valore agli autori, ai marchi e alle informazioni, piuttosto che verso un link ipertestuale!