Cos'è la Content Curation? Perché è utile?

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La Content Curation (cura di contenuti web: testi, foto, video e audio)  impegna numerosi professionisti di internet, che si occupano di selezionare, organizzare e gestire contenuti multimediali inerenti un tema definito, offrendo agli utenti online informazioni utili, ricercate e valide e facendo risparmiare loro diversi minuti (se non proprio ore) nella ricerca di contenuti e notizie interessanti

I motori di ricerca, infatti, benché sempre più caratterizzati da algoritmi capaci di rendere quanto più logico possibile il risultato di una query di ricerca, non sono attualmente in grado di sostituire la capacità dell’intelletto umano di selezionare e organizzare i contenuti web secondo una logica prettamente umana e non informatica.

 

Come nasce la Content Curation?

La Content Curation è un fenomeno abbastanza nuovo, seppur derivante da approcci e tecniche in passato applicati per la selezione e l’organizzazione dei contenuti sul web.

Alcuni anni fa, con la crescita esponenziale di blog e siti web dinamici, si rese necessaria una riflessione sul modo in cui le persone potessero fruire, seguire e reperire informazioni solo e soltanto dai siti di proprio interesse, senza dover per forza visitarli quotidianamente – visto l’elevato numero – e scegliendo quali notizie approfondire.

Ciò fu possibile anche grazie alla nascita dei feed RSS e all’implementazione di aggregatori (piattaforme che raccolgono – automaticamente – le notizie provenienti da altri siti e blog) che ogni giorno fornivano informazioni sempre più numerose, generando – spesso e volentieri – un sovraccarico informativo noto come information overload.

 

Il Content Curator

Con l’avvento dei social network, questo fenomeno ha assunto dimensioni esagerate e si è cercato, quindi, di comprendere in che modo attenuare questa sovraesposizione ai contenuti web da parte degli utenti, costretti sempre più a spendere tempo (e a volte anche denaro) per reperire informazioni che siano davvero utili alla loro causa.

È chiaro come, in considerazione di quanto detto, la cura dei contenuti da parte di una persona sia divenuta fondamentale, soprattutto considerando la crescita esponenziale e continua di siti e blog di nicchia.

Nello specifico, la persona che si occupa della cura dei contenuti (Content Curator) presenta le seguenti qualità:

  • conosce il web;
  • sa riconoscere contenuti di qualità;
  • si occupa dell’editing di tali contenuti;
  • fornisce notizie pertinenti alle richieste e ai bisogni degli utenti.

 

Il Content Curator – Un po’ pr digitale, un po’ editore

La content curation trasforma la persona/l’azienda che cura i contenuti per altri utenti in una sorta di community manager la cui autorevolezza e conoscenza degli argomenti trattati viene costantemente riconosciuta da chi fruisce le informazioni offerte. Ciò rende, altresì, possibile la nascita di nuove professioni legate al web, come appunto il Content Curator: una persona in grado di curare, gestire, organizzare, rieditare e condividere i contenuti.

 

Content Curation per le aziende

Non è casuale, infatti, la nascita – negli ultimi mesi – di piattaforme online che offrono la possibilità di creare canali tematici per la content curation di informazioni inerenti argomenti specifici (Searcheeze, Scoop.it e Pinterest, tanto per citarne alcune) né ci si meravigli se sono già numerose le aziende che, attraverso la cura e la pubblicazione di contenuti inerenti i propri campi di azione, stanno aumentando visibilità e autorevolezza, ricercando e selezionando i migliori contenuti che il web offre e organizzandoli in modo da essere condivisi con gli utenti (amici, followers ecc. ecc.) della rete.

 

Perchè è utile?

Svolgere in modo adeguato l’attività di Content Curation può aumentare la tua autorevolezza su uno specifico argomento. Inoltre, diventando una valida risorsa di notizie per tutte le persone che ti seguono sul web, puoi ottenere diversi vantaggi: più clienti, più guadagni, più visitatori sul sito. Parliamone! Lascia un commento per condividere le tue idee sui possibili effetti positivi di questa attività.

 

Conclusioni

Questa guida alla Content Curation – composta da due articoli – è utile per comprendere l’importanza che i contenuti, assieme al lavoro di selezione ed editing alla base della loro creazione, rivestono e rivestiranno nel web attuale e in quello futuro, sempre più popolato e sociale. Nel prossimo articolo dedicato alla Content Curation vedremo case history di successo inerenti alcune piattaforme online dedicate alla cura dei contenuti.

Commenti

  1. La moda è vedere tanti ragazzini che spendono soldi per fare corsi che spiegano come guadagnare con la content curation ;)
    @ragdoll

    Io credo che la "content curation" possa avere un'utilità, ma che non l'ha inventanta né Robin Good né nessuno in tempi recenti. E' sempre esistita, anche se magari non gli si dava questo nome.

    Un qualsiasi quotidiano online fa "content curation", selezionando tra le molte notizie che riceve dalle agenzie quelle meritevoli di pubblicazione.

    Pure Google News, che è automatico ma fino ad un certo punto, poiché seleziona le fonti meritevoli di inclusione.

    Anche prima di Internet, era una forma di content curation la "selezione del Reader's digest".

    NOn è una moda, nel senso che è una cosa sempre esistita, in varie forme, ma sempre con l'obiettivo di estrarre i contenuti più interessanti da una moltitudine di sorgenti. Quel che è diventato modo è il "GUADAGNARE CON la content curation". E io quando sento qualcuno che mi vuole spiegare "come guadagnare con ... " sono sempre molto diffidente.

    Mettiamoci dalla parte dell'utente. Si parla dell'overload informativo. Posso accettare che qualcuno selezioni le informazioni più importanti ma solo se ho un'altissima fiducia nel selezionatore. Però, quando si parla di "GUADAGNARE CON la content curation" generalmente il webmaster medio capisce tutto il contrario; ossia che anche senza essere nessuno, basta cercare e ripubblicare le informazioni delle persone autorevoli.
    Dire che la content curation è un'industria è davvero eccessivo.

    Ribadisco che per me è una moda o, al massimo, un'attività utile in certe nicchie se fatta da professionisti che effettivamente ricercano informazioni.
    Secondo me qui si sta discutendo senza considerare qual è la vera content curation, quella che in Italia viene "promossa" da Robin Good, ma che è discussa anche in tutto il mondo.

    La content curation innanzitutto è motivata dall'eccesso di informazioni oggi presente e dalla necessità di filtrarle per ottimizzare i tempi e l'efficacia del consumo di informazioni.

    Il curatore di contenuti fa proprio questo lavoro, prende i contenuti da innumerevoli fonti, li seleziona, li riorganizza, eventualmente li correda con le proprie note e li ripubblica in una forma che per esempio può essere quella di scoop.it.

    Gli aggregatori completamente automatizzati fanno solo una parte della content curation, ovvero appunto aggregano le fonti, ma la parte di revisione e selezione non c'è.

    Sono content curation anche i post su molti blog che raccolgono periodicamente i migliori post su un argomento, ad esempio. Per avere un'idea degli strumenti che servono per la content curation andate qui: Content Curation Tools: The Newsmaster Toolkit by... - MindMeister Mind Map.

    La content curation, intesa nella sua vera definizione, non è una moda, ma quasi una nuova industria.

    Affiancata ad un sito esistente, può essere usata per far affermare il proprio brand, ma c'è chi ne sta facendo anche il proprio modello di business.
    si ma credo che monetizzarla sia appunto molto arduo. sono gli utenti "ignoranti" che portano soldi, i webmaster non credo. quest'ultimi al massimo possono copiarti l'idea, ma non monetizzano quasi nulla.
    Per questo, se leggi, dico che la content curation è una moda. Se ci possiamo fare dei soldi, ben venga, ma non la ritengo una cosa utile per gli utenti.
    non lo conoscevo, ma mi pare un sito ne più ne meno sulla falsa riga di digg, delicious, squidoo, stumbleupon e altri mille simili. questi siti sono frequentati da webmaster, e letti praticamente solo da loro. quindi il lettore normale difficilmente li frequenta e google ne ha martoriati diversi per questo. tempo fa lessi di gente che si lamentava su digg perchè le notizie postate erano soltanto "promozionali" al proprio blog. mi chiedo chi mai andrebbe a postare una notizia imparziale su un sito come digg. posso capire su facebook con una discreta adunanza di amici veri. da allora digg ha avuto un crollo di traffico, e come lui molti altri di questi solcialbookmarks.
    Come Liquida o suite101.com ?

    CFR: Google Trends for Websites: suite101.com

    ADDED: voglio dire: qualsiasi cosa che attrae traffico dai motori di ricerca, in un modo o nell'altra può essere monetizza NELL'IMMEDIATO. Affinché il traffico continui, però, occorre che il servizio venga ritenuto effettivamente utile dagli utenti, altrimenti è destinato a perire, o perché evitato dagli utenti, o comunque perché penalizzato dai motori di ricerca il cui lavoro è di cercare e proporre ai propri utenti risorse che hanno utilità in relazione alla ricerca effettuata.

    Se cerchi in rete, forse trovi ancora il manuale per i Search Quality Raters di Google. Se riesci a trovarlo, noterai che ai QR viene chiesto quanto il contenuto di una pagina è di utilità per chi ha digitato una certa ricerca. Gli algoritmi di Google, sofisticati anche se ovviamente non perfetti, sempre più sono tarati in modo da ricercare il contenuto che è utile per gli utenti, e testati anche sulle risultanze dei QR.
    @macantoni: se esce nelle serp di google lo cliccheranno gli utenti che stanno cercando qualcosa, magari proprio gli sprovveduti.

    La content curation è diventata una moda in Italia da quando ne ha iniziato a parlare Robin Good, se andate sul suo sito trovate una marea di informazioni. Secondo Robin Good dovrebbe far guadagnare un sacco di soldi. Ho i miei dubbi.
    Non conosco molto bene scoop.it

    Google trends lo da sui 100.000 unici giornalieri: mica tantissimi, ma in forte crescita.

    Chiedo: a chi e a cosa serve?

    Lasciamo perdere che se uno ci mette i banner e le pagine si posizionano bene, serve al webmaster per guadagnarci.

    Intendo dire, a parte che al webmaster. E' importantissimo sapere la risposta, perché se serve solo ai webmaster, i banner poi se li clickeranno tra di sé solo i webmaster, mentre se ha una utilità anche per l'utente qualunque, la crescita è destinata a continuare e può valer la pena dedicarci del tempo.
    Parlandoci chiaro scoop si posiziona molto bene perché ha trust alto, aggregare contenuti in tema e poi mettere banner di affiliazione può essere una buona idea.
    @Gilgaled

    quale sarebbe l'utilità di fare ciò?

    Se crei un aggregatore tanto per fare, non serve a nessuno: non è solo contenuto duplicato ma soprattutto SOMMAMENTE INUTILE. Se poi hai dei siti con contenuto non tanto utile, e li aggreghi in un aggregatore inutile, è probabile che il risultato sui motori di ricerca non sia eccezionale...
    Fatto sta che se create un minisito con scoop it e aggregate i vostri contenuti potete veder sparire i vostri siti dalle serp...
    @macantoni

    Sono perfettamente d'accordo, e aggiungerei che preferisce il contenuto nuovo a quello vecchio, anche se non sempre. :D
    @Gilgalad

    Invece è interessante il fatto della content curation per l'esatto contrario.

    Per tanti anni ci si è scolpiti in testa l'idea di "contenuto unico", ma nei forum in tanti a lamentarsi che nonostante producessero contenuto unico a tonnellate, Google continua spesso e volentieri a mostrare gli aggregatori.

    Ora, cercate su Google "blog guadagno online" oppure "blog prestiti" oppure "blog mutui" e trovate contenuto unico a vagonate. Ma è UTILE quel contenuto unico?

    Signori! :) Vi rendete conto che da qualche tempo a questa parte Google sta sempre più dando peso al concetto di Contenuto UTILE, molto più che a quello di contenuto UNICO?
    Attenti alla content curation, qualche volta può far penalizzare i vostri stessi siti, perché google prende come fonte originale il sito di curation e poi vi penalizza il sito originale...