Cosa vorreste leggere online? Necessità e conversazione - le chiavi secondo Rudy Bandiera

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Dopo l’intervista della precedente settimana a Skande, non potevamo perderci il parere del suo famoso compare Rudy Bandiera (twitter). Anche Rudy non ha bisogno di particolari presentazioni: con il suo stile comunicativo frizzante, diretto e impertinente, Rudy ci svela qualche suo segreto che lo ha portato, negli anni, ad essere uno dei più apprezzati personaggi della rete.

Ecco il Rudy-pensiero…

1- Visite visite visite: spesso, non sempre, sono un obiettivo centrale in un progetto web. Come arrivare a fare visite, ad incrementarle costantemente? Cosa serve, dal tuo punto di vista e dalla tua esperienza?

Le visite, da sole, sono un peso. Le sole visite servono solo ad appesantire il server. Le visite, senza conversione sono nulla. Partendo da questo presupposto diciamo che per fare visite servono ottimi contenuti in linea con il prodotto che vogliamo vendere, sia esso frutta, tecnologia o noi stessi. E servono delle call to action che funzionino.

 

2- Social Media e visite, un rapporto in costante evoluzione: cosa ne pensi? Come rendere i Social Media un canale privilegiato per fare visite?

I social sono conversazione. Se le aziende pensano di poter arrivare su Facebook, esporre i prodotti e vendere hanno sbagliato tutto. Devono parlare con le persone, interagire, discutere e mettersi in gioco.

 

3- Quali sono le 3 cose che non devono mancare in un progetto che punti alla visibilità sui motori di ricerca?

Non possono mancare una struttura del sito consona a quello che vuole Google, dei contenuti verticali e di qualità e una buona base social, specie Google Plus.

 

4- SEO copywriting: hummingbird, co-occorrenze, citazioni, linking… una gran confusione. In sintesi, secondo te, come bisogna scrivere sul web per stimolare le visite e contemporaneamente instaurare un dialogo chiaro con i lettori? Qualche trucco / tool consigliato?

Trucchi no, consigli anche troppi :) Dico quello più banale, quello più semplice: siate utili. Tutti leggono per avere in cambio qualcosa, ovvero un’emozione, oppure imparare qualcosa, oppure sorridere o che ne so io.

Dovete essere utili a chi vi legge, altrimenti chiudete baracca.

 

5- Se un’azienda dovesse aprire un’area news/blog aziendale, quali consigli ti sentiresti di fornire?

Quelli di cui sopra :) Consiglierei di scrivere 2 o 3 volte a settimana almeno, e di cercare di soddisfare delle necessità. Se fate software parlate di software, di come configurarli e di come crearli, ma non parlate di voi, non necessariamente almeno.

 

6- Se invece una persona comune volesse comunicare ed esprimersi online, cosa consiglieresti di fare? Quali strumenti suggeriresti?

Il blog è imprescindibile. Senza il blog, che deve essere il centro della comunicazione, nulla è possibile e concreto.

 

7- Come trovi gli argomenti per il tuo blog?

Non lo vengo certo a dire a te :D No, in realtà molte cose mi vengono semplicemente in mente, molte altre mi vengono segnalate. Dipende… Alla mattina in doccia sono molto creativo, se non ho abbondato con la peperonata la sera prima ;)

Necessità e concretezza, quindi. Grazie Rudy!

Le precedenti interviste:

Stefano Mini: http://www.alverde.net/blog/licenziarsi-dal-lavoro-e-vivere-con-il-proprio-sito-intervista-a-stefano-mini/1415/

Andrea Giuliodori: http://www.alverde.net/blog/personalita-e-tanta-ricerca-la-ricetta-di-andrea-giuliodori-per-sfondare-online/1421/

Davide “Tagliaerbe” Pozzi: http://www.alverde.net/blog/intervista-a-davide-tagliaerbe-lettura-e-personal-branding-per-guadagnare-online/1423/

Rosa Giuffrè: http://www.alverde.net/blog/intervista-a-rosa-giuffre-essere-speciali-e-accendere-un-faro-su-se-stessi-sul-web-aiuta-eccome/1428/

Riccardo “Merlinox” Mares: http://www.alverde.net/blog/intervista-a-riccardo-mares-tecnica-anima-la-ricetta-per-aver-successo-online/1434/

Riccardo “Skande” Scandellari: http://www.alverde.net/blog/sperimentare-per-costruire-una-community-e-fare-sempre-nuove-visite-intervista-a-skande/1439/

 

Commenti

  1. John, sottoscrivo tutto quello che dici.

    Che sia google ad interpretare i comportamenti e ad adattarsi penso sia una certezza.
    @Xevious

    sicuramente il problema esiste, ma la mia impressione è che sia legato ad un pubblico esperto che comunque non avrebbe cliccato banner ecc.

    Quindi forse l'impatto è meno grave di quello che sembra, almeno in questa fase.

    Discorso diverso invece per il blocco dei cookie, che vanno a impattare sulle affiliazioni, in questo caso la possibilità di blocco è sempre più semplice, con la modalità di navigazione "in privato" attivabile con un semplice click.

    @donnied79

    Il discorso sul comportamento degli utenti è legato più che altro ai motori di ricerca, la mia sensazione da tanti piccoli segnali, è che google definisca sempre più le sue SERP in funzione del comportamento e delle scelte degli utenti, ad esempio con SERP personalizzate per gli utenti loggati.

    In queste SERP viene data rilevanza alle scelte precedentemente fatte dall'utente, oppure viene indicato "hai visitato questa pagina il...".

    Il risultato è che le scelte tendono a ripetersi sui risultati migliori, e i risultati peggiori vengono lentamente esclusi.

    Quindi per avere buoni risultati in termini economici per chi vive di pubblicità, occorre puntare sulla qualità del proprio sito, puntare sul fatto che gli utenti ritornino, e tutto questo a mio parere, significa che è richiesta maggiore professionalità.

    Ciao

    John24
    @John24: concordo su tutto, l'approccio professionale è ormai quasi indispensabile.

    Per quanto riguarda il discorso relativo agli adblocker, il mio era solo un esempio dei problemi "pratici" che stanno diventando ogni giorno più importanti, proprio a causa dell'enorme concorrenza.

    Sul quanto questo possa incidere direttamente sul "numero dei click", è già più difficile fare valutazioni, in quanto dipende da molti fattori (utenza evoluta o meno, ricambio più o meno frequente dei visitatori, tipologia di advertising, e molto altro ancora).

    Tuttavia faccio presente che 300.000.000 (trecento milioni) di download per il solo Adblock Plus rappresentano un cambiamento significativo con il quale, prima o poi, verremo tutti a contatto. Sopratutto perché è un numero che cresce esponenzialmente ogni giorno.

    Stanno proliferando persino siti web che propongono host file concepiti ad hoc per escludere alla radice migliaia di network di advertising. Tutto questo per dire che il problema esiste, ed è destinato a a diventare sempre più rilevante.
    Secondo me chi lavora o frequenta questo settore tende a sopravvalutare gli utenti che, saranno un po' più sofisticati rispetto a qualche anno fa, ma restano comunque ampiamente "analfabeti".

    Ok studiare il loro comportamento in relazione ad alcuni fattori (es. grandi aziene e social media) ma per progetti di piccole-medie dimensioni con guadagni basati su adsense e qualche affiliazione a mio parere è cambiato ben poco...
    @Xevious

    molto interessanti le tue riflessioni.

    Credo che l'utente "medio" del web ormai sia cresciuto, e non sia più sufficiente la sola informazione, quello che si cerca è l'informazione "attendibile" e prima degli altri, non dimentichiamo che una parte della visibilità è su apparecchi mobili, sempre più spesso connessi ad internet 24/24h.

    L'utente che si interessa di certe tematiche nel medio periodo inizia a selezionare i siti che ha visto essere i più precisi e attendibili (e anche i più veloci a dare delle notizie o informazioni), e quindi a navigare un un insieme ridotto di siti.

    Non è una cosa nuova, anni fa una ricerca ha dimostrato che negli usa in media un utente vede 6 siti al giorno (e più o meno sempre quelli).

    La difficoltà è quindi entrare nei 6 siti al giorno visualizzati dal numero maggiore di utenti...

    Per riuscirci a mio avviso occorre un approccio sempre più professionale.

    -------------------

    Per quanto riguarda i ricavi pubblicitari, quello che sto notando, lato AdSense, è una discesa del CPC. Questa discesa è compensata, nel mio caso, da un maggior numero di utenti e da un aumento dei click giornalieri.

    Quindi escluderei un effetto così massimo degli adblocker, altrimenti sarebbero scesi anche i click.

    Le ipotesi che faccio sono che da un lato la crisi si faccia sentire anche in questo settore, e dall'altro forse l'investimento in pubblicità pagata a click ha forse un appeal più basso.

    Ciao

    John24
    Essere utili è importante, ma ormai i contenuti utili sono tantissimi. Troppi. Per emergere da questo magma, purtroppo essere utili non basta più.

    E non basta più nemmeno Google, visto che difficilmente chi effettua una ricerca supera la prima pagina delle SERP. Salvo le micronicchie, che sono sempre più micro e sempre di meno.

    Altro aspetto che non viene mai trattato è quello tecnico-pratico, come il fatto che gli ads-blocker stanno mietendo vittime su vittime, falciando via gran parte dei guadagni del "casual-blogging". Certo se guadagni scrivendo ebook specializzati (SEO, marketing, etc) oppure organizzando eventi (quindi sei un professionista) non te ne frega nulla, ma i tempi dello "scrivo un articoletto ogni tanto e con il mio bannerino porto a casa qualche euro per la pizza" si stanno facendo sempre più bui.

    Basta guardare Youtube, per rendersi conto di come stia cambiando tutto. Tuber che pubblicano 4-5 video al giorno focalizzano l'attenzione dell'utenza ormai in tutti i settori, lasciando le briciole a chi si accontenta di esserci, su Youtube.

    Osservando il mio stesso comportamento sui social, mi accorgo che una volta mi divertivo a gironzolare un po' ovunque, oggi tendo a impigrirmi sui soliti canali, sui soliti profili. Questo perché quando i contenuti sono troppi, si tende a cercare un riferimento, e ad aggrapparcisi.

    Tempi durissimi, per chi vuole emergere sul web.
    Si si.. Apprezzavo il modo di ragionare e la schiettezza nel "distruggere" quello che è un luogo comune riguardo l'importanza del numero di visite.

    Poi è chiaro che si tratta di interviste molto veloci che toccano tanti punti in poco tempo e quindi non entrano troppo in profondità...
    Io non generalizzerei troppo...

    Dipende molto dal tipo di sito: per un sito come quello del Corriere della Sera, che non vende online, contano i numeri per vendere la pubblicità, per un ecommerce invece è chiaro che è meglio avere visite mirate.

    Ciao

    John24

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