Come si stima il valore di un dominio?

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La stima del valore di un nome a dominio si basa su una serie di parametri oggettivi e soggettivi, non sempre facili da determinare univocamente. Cercherò in questo post di analizzare innanzitutto gli elementi oggettivi rappresentati da dati certi che sono riassumibili nei seguenti:

  • Numero di ricerche
  • Competitività della/e keyword/s che compongono il nome a dominio
  • Storico di vendite pregresse di domini simili o assimilabili
  • Lunghezza del nome a dominio
  • Anzianità di registrazione
  • Estensione (tld) ed il trend
  • Trend di mercato

 

Assodato che il successo di un dominio è strettamente correlato al suo posizionamento nei risultati di ricerca, ecco perché i nomi a dominio sono divenuti una delle armi irrinunciabili delle strategie SEO. Di conseguenza, i domini che contengano una o più keywords con alto numero di ricerche risultano particolarmente ricercati.

Dopodichè, a parità di ricerche un dominio contenente keywords competitive, ovvero maggiormente utilizzate nelle campagne pubblicitarie degli inserzionisti, godrà di un apprezzamento maggiore rispetto ad un dominio contenente keywords con meno concorrenza.

Essere informati sui valori di transazioni avvenute su domini simili/assimilabili è di prezioso aiuto per avere un’idea di base del valore potenziale di un dominio. In questo caso non si deve comunque lasciarsi prendere la mano in quanto si parla sempre di domini “simili o assimilabili” ed anche la situazione contingente della transazione pregressa potrebbe essere fuorviante.

La lunghezza del nome a dominio incide sul valore in quanto domini corti o con keyword unica sono molto più appetibili di domini lunghi o con keywords composte. Questo sia perché nomi corti sono più semplici da ricordare sia perché possono godere di maggior traffico “spontaneo” rispetto a nomi che difficilmente gli utenti utilizzeranno per la ricerca.

L’anzianità della data di registrazione favorisce in linea di massima la performance a livello di posizionamento, per cui più il dominio è anziano e meglio dovrebbe performare, a parità di ogni altra condizione, nel ranking dei motori di ricerca.

Altrettanto importante è l’estensione del nome a dominio. Chiaramente se parliamo di mercato italiano e di sito che riguarda prodotti o servizi destinati ad un utenza nazionale l’estensione “.it”di un dominio sarà quella di maggior valore seguita dall’estensione “.com” che comunque rimane di assoluta rilevanza specie se l’offerta di prodotti o servizi è rivolta anche al mercato internazionale. Altre estensioni (tipo .net .org .info, etc.) possono in ogni caso avere un buon valore ma sarà sempre una frazione di quello stimabile per le estensioni primarie sopracitate.

Ultimo parametro, ma non certo marginale, è il trend attuale o futuro della/e keyword del dominio. E’ sufficiente pensare a quanto potevano valere domini come suonerie loghicellulare 10 anni fa e di come, con l’evoluzione subita dalla telefonia mobile, oggi tale valore sia di molto ridimensionato. Discorso inverso vale per domini con keyword inerenti a cloud, smartphones e tablet oggi in grande auge rispetto al passato.

 

Paolo Lorenzi
Dnnews.it Editor
www.dnnews.it news dal mondo domaining italiano e report vendite domini

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