Come costruire una URL in ottica SEO e per i lettori?

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Osservando blogger ed esperti del web, vedo comportamenti anche molto diversi per quanto riguarda le scelte in merito a url, meta tags, parole chiave: un segnale del fatto che anche le stesse buone pratiche diffuse in ambito SEO e le dritte che ogni tanto i personaggi di Google lasciano trapelare sono comunque da interpretare e riadattare in base ai contesti, ai casi specifici e alle esperienze di ciascuno.

Qualche esempio: in tante pagine e post trovo dei titoli anche piuttosto lunghi, quasi descrittivi, a cui corrispondono, invece, una sintesi di parole per il permalink molto limitata (ad esempio, in un presunto post “Come trovare il titolo perfetto per il vostro blog di cucina” corrisponde una url www.nomesito.it/titolo-perfetto); in altri casi il titolo è prettamente SEO-oriented, quasi telegrafico, e viene lasciata al caso la composizione della url. E così via.

Il tema Url, in particolare, mi è sembrato sempre piuttosto sottovalutato. Mettendomi a cercare qua e là, mi sono imbattuto negli autorevoli pareri di Randy Fishkin, Tagliaerbe, Giorgio Taverniti, SearchEngineJournal, GetResponse che hanno affrontato più volte la questione della strutturazione delle url. Sintetizzando le ultime “sentenze” sul tema, la sensazione più volte riconfermata è che SEO significhi sempre più “user experience” e scelte fatte per favorire un utente umano, più che gli spider di Google.

In effetti, chi riesce a farsi preferire dagli utenti avrà anche dei “numeri” migliori agli occhi di Google in termini di visite, CTR, bounce, permanenza nel sito… ottenendo conseguentemente, nel tempo, maggiore visibilità.

Chi l’ha detto che SEO sia solo pura “tecnica”?

Comunque, dai pareri degli autorevoli personaggi sopra menzionati, ecco 9 punti principali da considerare nel dare forma alle url del proprio sito o blog.

 

1. Le parole chiave nelle URL è meglio metterle, per 2 motivi:

a)  La parola chiave aiuta a far capire al lettore di trovarsi nel posto giusto (e nel link giusto), quando sta cercando un’informazione: in una lista di link e in un contesto troppo ricco di input risalterà su url più anonime, che si tratti di un link postato sui Social Media,  in una pagina web qualunque o nella pagina dei risultati di ricerca.

b) Se l’url viene linkata, può capitare che il testo della url sia l’ancora stessa (Randy Fishkin sottolinea come il testo d’ancora sia ancora un elemento piuttosto importante).

Via libera, dunque, alle parole chiave ma evitando di inserirle a ripetizione: il keyword stuffing è un’azione senza senso e “spammosa”.

2. Le url devono essere il più possibile leggibili “da umani” e semplici.

Stop alle url con numeri, codici e lettere alla rinfusa e via libera alle cosiddette “url parlanti”. Secondo RadiumOne, la scelta di mantenere una url originale rispetto ad una url abbrevviata con i servizi di url shortening (ex. bit.ly) produrrebbe un bel +25% di click (sui Social Media, tanto per fare un esempio evidente).

Lo dice anche Google: la struttura delle url di un sito deve essere il più semplice possibile.

3. Meglio url brevi

Andare a indicare la lunghezza ideale sarebbe fuorviante e privo di fondamento, anche se in realtà da più voci emerge la sensazione che una url sotto agli 80-100 caratteri sia da preferire: Google non ha difficoltà ad interpretare url anche più lunghe, però per un discorso di rapidità, chiarezza ed esperienza utente durante la navigazione, meglio essere sintetici.

Un modo per abbreviare è sicuramente quello di eliminare congiunzioni, articoli e preposizioni: non sono necessarie nella url. Ma anche evitare assolutamente i caratteri speciali.

4. No alle sottocartelle

Per semplificare la questione: blog.nomesito.it oppure nomesito.it/blog? Cosa è meglio per i motori di ricerca? Fishkin ne è convinto: meglio mantenere tutto in un unico dominio (secondo caso).

PS: ecco le caratteristiche che dovrebbe avere un buon dominio

5. Combinazione titolo – url

Sempre per motivi leggibilità, di esperienza utente e di identificazione rapida dei contenuti di un determinato post, è cosa buona mantenere una certa aderenza tra il titolo che scegliete per il vostro post e l’url.

6. Url e contenuti unici

Se avete contenuti simili o uguali corrispondenti a più url, occorre sfruttare la canonicalizzazione, che permette di indicare quale sia la url principale per quel dato contenuto. Per chi usa WordPress: i plugin Seo come All in One SEO o Yoast permettono di eseguire questa procedura in un lampo.

7. Usate poche cartelle

Spesso nelle url si vedono mille barre (/) a separare diverse cartelle. La questione è la solita: per Google non ci sono particolari problemi, ma così allungate le url, complicate le cose e rendete meno immediata la lettura degli utenti.

8. Create una XML Sitemap

Che altro non è che la lista delle url del vostro sito. I plugin SEO sopra menzionati consentono di generare queste mappe con un click: segnalando l’XML Sitemap attraverso Google Webmaster Tools darete agli spider di Google una mappa da seguire nel rilevare il vostro sito web in tutte le sue diramazioni.

9. Inserite le url irrilevanti nel file robots.txt

La pagina “termini e condizioni”, la pagina “privacy” e tutte le pagine di servizio che nulla hanno a che fare con l’argomento trattato dal vostro sito concorrono a “diluire” il campo semantico di vostro interesse. Ha senso “dire a Google” di non perdere tempo ad analizzare queste url.

 

Volendo andare oltre a tutti questi punti, molto concreti, forse ha senso domandarsi “in che maniera è più comprensibile per l’utente?” prima di fare una qualunque scelta relativa alle url, ai meta tags, alla disposizione delle informazioni in una pagina e in senso più ampio ad un intero sito.

Ricordarsi in ogni momento degli utenti “è molto più SEO” di tanti tecnicismi e studio delle keywords.

Per approfondire queste ed altre dritte, vi rimando a:

https://www.authorityhacker.com/site-architecture/

http://moz.com/blog/15-seo-best-practices-for-structuring-urls

http://www.searchenginejournal.com/five-steps-to-seo-friendly-site-url-structure/

http://blog.getresponse.com/structuring-urls-seo.html

http://blog.tagliaerbe.com/2015/02/struttura-url.html

http://perishablepress.com/stop-using-unsafe-characters-in-urls/

http://webdesign.tutsplus.com/articles/how-to-create-an-seo-friendly-url-structure–webdesign-9569

Commenti

  1. Bisogna sempre rapportarsi col target di riferimento (pubblico), perchè le URL ideali cambiano di molto a seconda dei settori, secondo me. Buon post comunque, grazie!
    Su questo punto io credo dipenda molto dal progetto e da quello che si vuole ottenere come risultato. In più se è vero che sarebbe meglio la formula "nomesito.it/blog" allora credo che il punto 4 dovrebbe intitolarsi "Si alle sottocartelle" oppure "No ai sottodomini".
    Molto interessante il suggerimento di escludere dalla ricerca con il file robot.txt le pagine disclaimer, privacy. Non ci avevo mai pensato. Buonissima indicazione!