Codici sconto personali: ecco come risolvere alcuni problemi dei programmi di affiliazione

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I programmi di affiliazione sono uno strumento valido per guadagnare online, ma la tecnologia che permette di tracciare ed attribuire agli affiliati le varie conversioni (lead e vendite) è tutt’altro che affidabile. In un articolo di qualche tempo fa, avevo descritto i principali problemi dei programmi di affiliazione e, per risolvere uno di questi, avevo suggerito di utilizzare dei codici sconto particolari. Ora vorrei riprendere questo argomento, portando anche un esempio reale di utilizzo di tale idea.

In un mondo delle affiliazioni ideale il processo di promozione-tracciamento-azione dovrebbe funzionare così:

  1. l’affiliato promuove un prodotto/servizio sul proprio sito;
  2. un potenziale cliente nota tale pubblicità (banner, recensione, ecc.), clicca su un link presente nel sito dell’affiliato e raggiunge il sito del merchant;
  3. il potenziale cliente valuta l’offerta del merchant e completa l’acquisto online subito o a distanza di qualche giorno dal click sulla pubblicità;
  4. il sistema di tracciamento attribuisce all’affiliato tale vendita.

Nel mondo reale le cose purtroppo non vanno sempre così. Ecco alcune delle cose che potrebbero non funzionare:

  1. Il potenziale cliente potrebbe ritenere non vantaggiosa l’offerta del merchant e non acquistare;
  2. il potenziale cliente potrebbe decidere di fare un acquisto tramite telefono (se il merchant lo consente);
  3. il potenziale cliente potrebbe cancellare i cookie alla fine della sessione di navigazione oppure acquistare da computer diverso rispetto a quello in cui ha visitato il sito la prima volta;
  4. il potenziale cliente potrebbe rimandare l’acquisto oltre il tempo di scadenza dei cookie.

In tutti questi casi, l’affiliato non guadagnerebbe nulla pur avendo fatto pubblicità al sito del merchant. Ci sono molte altre cose che potrebbero non funzionare, ma ho volutamente elencato solo quelle che verrebbero parzialmente o totalmente risolte utilizzando dei codici promozionali "ad hoc".

Per codici promozionali "ad hoc" intendo dei codici univoci per ogni affiliato. In un vecchio articolo l’avevo spiegato così:

I merchant potrebbero fornire agli affiliati dei codici sconto che includono anche il codice dell’affiliato. Ad esempio, potrei scrivere sul mio sito che tramite il codice sconto "alverde-123" è possibile risparmiare 10 euro su ogni acquisto fatto su particolare sito. L’utente che vuole lo sconto può inserire il codice "alverde-123" mentre completa l’ordine online o comunicarlo a voce mentre effettua un ordine telefonico. In entrambi i casi, guadagnerei ciò che mi spetta indipendentemente dai cookie. Inoltre, avendo a disposizione uno sconto, ogni cliente sarebbe più invogliato ad acquistare. Infine, il codice sconto potrebbe essere diffuso anche offline.

Sottolineo il concetto espresso nell’ultima frase: il guadagno non proverrebbe solo dalla promozione fatta tramite internet. Ogni affiliato potrebbe, infatti, dare ad amici, parenti, colleghi, compagni di classe, persone con cui si condivide un hobby ecc. un codice sconto per risparmiare sugli acquisti fatti in un determinato sito web e questi potrebbero, a loro volta, regalare tale codice sconto ad altre persone. Oltre a fare un favore, l’affiliato guadagnerebbe del denaro per ogni ordine (non solo il primo) fatto su tale sito usando il suo codice sconto. A me sembra una bella idea per ora poco diffusa almeno tra le affiliazioni più note. (Nota: molti merchant non capiscono neanche l’importanza dei normali codici sconto che aumentano notevolmente il tasso di conversione degli affiliati…)

Lo spunto per questo articolo mi è venuto proprio guardando un sito ecommerce che applica questo sistema usando una terminologia diversa da quella a cui siamo abituati: non si parla di affiliati, programmi di affiliazione, link ecc. bensì di promoter e codici promozionali. Il sito di cui parlo è divissima.it, vende in tutto il mondo prodotti un po’ particolari: mini bikini e altri indumenti "succinti". Nel loro sistema, l’affiliato prende il nome di "web promoter" nella versione per gli uomini e di "personal web shopper" nella versione al femminile. Il funzionamento è proprio quello che ho descritto parlando in generale dei codici promozionali personali.

Spero che altri merchant traggano ispirazione da Divissima. ;)

Commenti

  1. intendevo dire che il cliente anche se usa 3 codici promo da affiliati diversi avrà lo stesso lo sconto... nel senso il codice è solo un track e occorre solo inventarsi(basta poco) qualcosa per convincere il cliente a usare il codice promo! =:-D

    Personalmente quando compro un oggetto online e vedo il campo codice sconto o codice promo etc... e non posso compilarlo procedo all'acquisto con un pelo di rammarico! Nel senso che se ce l'avessi avuto lo metterei volentieri io cliente! :-D

    Ti quoto e sono daccordo! :-D
    Il mio intervento non è contro gli sconti, che vanno utilizzati con criteri e logiche precise pena la svalorizzazione del prodotto.

    Il "quasi sempre" di IBS fa la differenza e, comunque, in questo caso si discute di un modus operandi che, per forza di cose, dovrebbe essere sempre applicabile lato affiliato.

    L'idea di dare uno sconto ogni 3 codici complica notevolmente il processo di acquisto per il cliente, nonchè la gestione per merchant e affiliati.

    A mio avviso una soluzione con codici sconto potrebbe essere realizzata dando all'affiliato la libertà di incentivare le vendite investendo in ciò parte del corrispettivo che il merchant gli riconosce.
    be' ibs.it ha un sistema dove i codici sconti si trovano quasi sempre sempre anche se scadono!

    basterebbe scontare con criteri ponderati e strategie giuste.

    Oppure per es. uno sconto ogni volta che usi 3 codici, etc... :-D
    Questa idea obbliga il merchant a rivedere la sua politica di pricing e di posizionamento, con tutte le conseguenze che ciò potrebbe avere in funzione della concorrenza. Inoltre, alla lunga (ma neanche tanto), il cliente percepirebbe lo sconto come dovuto e non più come un benefit.
    in effetti l'idea non è nuova, sopratutto in altri settori

    del marketing online dove le affiliazioni sono

    più legate al marketing puro

    in genere però se uniamo alla promozione

    di un certo prodotto una nostra caratteristica

    distintiva come appunto uno sconto particolare

    o un altro tipo di vantaggio che i clienti possono

    reperire solo passando attraverso il notro link

    credo che molte difficoltà sarebbero superate

    come logica conseguenza...

    a quel punto non è più un problema di

    concorrenza, ma di brand e di valore offerto

    che farà scegliere te
    Grazie Paolo per lo spunto molto interessante.

    @indiana2: il codice coupon dovrebbe funzionare come meccanismo di deduplica, associando quindi l'acquisto al titolare del codice coupon.

    Secondo me comunque non valuterei il codice di sconto se non associato anche al meccanismo dei cookie, può essere che il codice sia scaduto (fine campagna) mentre il cookie no.

    I "contro" di questo sistema secondo me sono:

    - Per il merchant mettere una casella "Inserisci codice coupon" potrebbe avere un effetto negativo sui potenziali clienti che non hanno il codice coupon (potrebbero cercare in internet il codice e non trovandolo abbandonare l'ordine).

    - Per i publisher il meccanismo genera una "complicazione" in più (inserimento corretto del codice copuon) ai possibili clienti

    Ciao

    John24
    Ho ancora una percezione abbastanza bassa del problema (essendo ancora all'inizio) ma non sarebbe male se le cose funzionassero davvero così... molti merchant neanche hanno un "addetto alle affiliazioni", per quanto ho visto
    Dipende cosa intendi per "furbo". L'idea del codice promozionale ha 2 obiettivi per un merchant:

    1 - Aumentare traffico, fidelizzazione, interesse, brand e appeal verso il sito (perdendoci qualcosa in entrate)

    2 - Aumentare le conversioni

    Nel primo caso (posto che le entrate restino nella media), il pagamento dello sconto è il "costo" della campagna promozionale... costo che devi attentamente valutare per definire ordine minimo, tempo di validità degli sconti, prodotti su cui è applicabile, ecc...

    La campagna ha un ritorno a breve, medio e lungo termine, perché chi compra con lo sconto oggi e si trova bene, domani compra anche senza sconto.

    Ad esempio devi vedere quanto 1000€ di sconti promozionali ti portano di guadagno nei mesi successivi.

    Nel secondo caso: vuoi vendere di più (magari nel mese meno proficuo) e quindi sconti di più, guadagni di più e paghi + commissioni. L'obiettivo è avere nel breve periodo un aumento di fatturato, minore in proporzione se non fosse scontato, ma maggiore in termini assoluti.

    Tu cosa vuoi ottenere? ;-)
    Il fatto che rimanga indipendente dai cookie è cruciale, ma anche il fatto che il cliente abbia uno sconto è un ottima idea!

    Ma un simile sistema di implementazione che costi avrebbe per il merchant?

    Inoltre questo discorso non sarebbe applicabile su prodotti con poco margine di guadagno, comunque basterebbe anche uno sconto minimale che magari potrebbe essere ripartito tra le 2 parti(70%-30%).

    Lo sconto rimane un ottima arma sia per il merchant che per l'affiliato la gente pur di risparmiare 2 o 3 euro impazzisce! :-D
    Ciao,

    su MeglioinSalute.com utilizzo sia le affiliazioni che i codici coupon o codici sconto che dir si voglia.

    Chiedo però ai mei "promoter" di non pubblicarli sul sito: possono stamparli su volantini, sui biglietti da visita ecc, altrimenti chiunque volesse acquistare un prodotto da MeglioinSalute.com ci impiegherebbe un secondo facendo una ricerca in internet a trovare i codici coupon e ad avere sconti.

    In questo modo dovrei risconoscere sempre e comunque provvigioni a tutti....

    Ci può essere un modo "furbo" di gestire questo aspetto... che non sia aumentare il prezzo e poi fare sempre sconti riconsocendo provvigioni ;) ?

    Grazie e Ciao! :)

    Laura Perin - MeglioinSalute.com
    L'idea non è male, sicuramente elimina alcuni problemi (posto che il merchant sia estremamente fiscale e non si inventi balzelli di precedenze per evitare di assegnare la vendita, anche con il codice promozionale dell'affiliato). Altri problemi rimangono irrisolti, ma non si può volere tutto.

    Però secondo me, il problema principale di questa cosa è che è poco controllabile. Mi spiego: di recente (anche sui miei articoli qui sul forum) ho sottolineato come i merchant sempre più spesso si affidino ad aziende e sistemi terzi per il controllo e la statistica di tutto il loro marketing (di qualsiasi natura e con qualsiasi soluzione di budget/pagamento). Questo per avere alla fine dati su cui ragionare, curve da invertire o migliorare, budget da ampliare o limitare, e coi sistemi di deduplica evitare sovrapposizioni. E purtroppo questo senza una visione reale perché, diciamocelo, se faccio fare un lavoro di analisi a qualcuno, non sto a guardare i dati di origine, come la fa e se la fa bene... guardo i risultati e agisco di conseguenza.

    Pertanto l'idea della promozione off-line (che potrebbe sembrare concetto arretrato rispetto al web, ma che invece ritengo molto interessante) si configurerebbe come elemento disturbante per analisi di questo tipo. In sostanza il merchant (e l'azienda di analisi) avrebbe difficoltà a capire da dove vengono una parte delle conversioni, che mezzi (offline o non traccianti) sono stati usati e che metodi pubblicitari applicati. Saprebbe solo la cosa che gli importa meno: a chi dare la commissione ;-)

    Il merchant vuole essere sempre meno "cieco" e avere maggiore controllo, per cui, anche se ci perde, credo che non rischierebbe di implementare un sistema così "libero" come quello del semplice codice.

    Ma è solo la mia opinione.

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