Chianti.com venduto all’asta per 28.500 dollari

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Una notizia curiosa: il dominio Chianti.com è stato venduto all’asta per 28.500 dollari.  E’ diventato così il dominio italiano più caro venduto attraverso Sedo. Il dominio italiano che deteneva il record era Bingo.it, venduto nel 2005 per 19.000 dollari.

Come si legge sul comunicato stampa di Sedo: "Numerosi offerenti dagli Stati Uniti, dalla Svizzera, dalla Germania e dall’Italia hanno tentato di aggiudicarsi il nome a dominio, acquistato infine da WebPromoter, una società di Firenze specializzata nella creazione e promozione di siti turistici in Toscana."

"Per noi è molto importante poter acquistare dei domini semplici e descrittivi (come AgriturismoinToscana.com, Tuscany.org, Florence.info) che ci danno autorevolezza con l’utente in cerca di informazioni turistiche e maggiore visibilità anche sui motori di ricerca” dice Stefano Romeo, di WebPromoter, che continua: “Sedo si è rivelato un partner estremamente affidabile e la consulenza dei suoi broker ci è stata preziosa nell’individuare tali nomi a dominio e nel gestire le trattative per acquistarli."

Commenti

  1. si, mi riferivo a quella fetta di mercato under 1k-2k, che poi sono quelli che si vendono maggiormente sui forum.

    come non quotarti, ora però bisogna farlo entrare nelle "zucche" dei tanti SEO expert o presunti tali che denigrano i buoni domini sui forum italiani :)
    certo, i domini di seconda, terza mano sono più desiderati per la loro anzianità, ma la domanda é : da chi? Qual é il loro mercato esattamente? Di solito è fatto di webmaster che li usano pensando di partire con un po' di vantaggio, che non offrono sicuramente somme di 28000 dollari ;) ma forse 100 o 200 euro a volte arrivano a sfiorare i 1000 ma raramente :) lo posso dire per esperienza.

    Quindi il solo fattore anzianità genera una domanda di mercato che si posiziona a livelli molto bassi rispetto a quella determinata da fattori di brand naming. Un nome é una garanzia in quanto esso é legato alla cultura centenaria o millenaria di un popolo mentre il pr o i backlinks o l'uso di un dominio negli anni senza progetti validi alle spalle sono fattori che non garantiscono quasi nulla.
    Concordo in parte, pero' è un dato di fatto che domini con anzianità maggiore sono più desiderabili sul mercato a prescindere che questi siano stati sviluppati o meno.

    Io aggiungerei anche il fattore emozionalità
    Se un dominio risulta bannato e privo di un progetto da parecchi anni il fattore anzianità non conta nulla. Mi pare il caso di chianti.com o sbaglio? Il punto é che la valutazione di un nome a dominio si può fare semplicemente sulla base del traffico naturale attuale e delle potenzialità future offerte dal brand name escludendo fattori come pr, anzianità, motori e tutto ciò che riguarda il passato.
    la data di creazione non rimane immutata perchè appunto il dominio è stato lasciato scadere. Nel whois leggerai la data della "nuova registrazione", per controllare invece se effettivamente il dominio ha una storia dietro basta dare un'occhiata su archive.org. Attento pero' che questo metodo funge solamente se il dominio è stato sviluppato o messo in parking dal precedente proprietario. Un altro metodo è quello di affidarsi a domaintools ( Domain History - View historical whois records ), adige.org ad esempio è stato registrato nel 2000 ed è stato fatto scadere l'inizio di questo mese quindi molto teoricamente è un dominio di 8 anni ;P
    Stavo per comprare un dominio simile a uno che ho comprato qualche giorno fa e per averlo dovevo spendere al meno il doppio, pazzesco!!!
    Questo già avviene da un pò di tempo e il trend è in aumento. In Italia per ora il mercato è ancora immaturo, tranne per quelle poche società che comprano migliaia di domini, e si possono comprare buoni domini senza spendere le cifre che si spendono per i domini com in lingua inglese o a valenza internazionale. Gli investitori esteri imho sono frenati dal metodo di registrazione a segnali di fumo ( ehm con il fax ) dei domini .it che ha adottato fin'ora il Nic italiano. Le cose probabilmente cambieranno quando il NIC passera' ad un sistema sincrono, per ora l'importante è far conoscere e far apprezzare questo settore anche in Italia e soprattutto far capire ai più che per avere un'attività online non c'è bisogno solamente di SEO, ma anche di un buon nome a dominio!

    Concordo con te Promo, ma c'è da dire che non tutti i domini registrati da poco non valgono nulla. C'è gente che in questo settore si specializza solamente nel "catturare" i domini appena cancellati e tra questi si trovano alcune gemme che anche se vendute 10gg dopo non valgono sicuramente solamente il prezzo di registrazione. Per parole o termini in italiano questo è ancora possibile perchè la concorrenza è minore, se invece "sconfiniamo" nel territorio internazionale allora il discorso cambia :P
    Chissa fra qualche anno se ci sarà la corsa ai domini da tutto il mondo come modo d'investimento. Ricordo nel numtel quando le società quotavano il primo giorno il 50% in più rispetto aal'ipo e dopo un anno quotavano 100 volte in più rispetto l'ipo. Con questo non voglio istigare all'investimento ma vorrei solo far notare questa cosa.

    Ps Faccio io complimenti a sedo.it (s) per l'ottimo supporto che mi sta dando e lo ringrazio

    Ciao
    6 anni di anzianità non equivalgono a 6 giorni e qui spesso vengono proposti domini appena registrati.
    Ciao a tutti,

    la WebPromoter mi ha confermato che il dominio era bannato, che lunedì ha fatto richiesta di reinclusione e che ciò è stata accettata a tempo di record :)

    Complimenti a Google per il servizio quindi.
    A parte il ban, Chianti.com è un bellissimo geo dominio e l'acquirente imho ha fatto un ottimo affare. Complimenti alla WebPromoter per il suo nuovo gioiellino e a Simone per l'ottima visibilità che sta dando al mercato italiano dei domini.
    Infatti non risulta bannato ma fortemente penalizzato in quanto benché le pagine risultino indicizzate (site:chianti.com) il dominio per la chiave omonima "chianti.com" risulta in 40-esima posizione.
    Aggiungo che in caso di domini bannati da Google é sufficiente inserire buoni contenuti e fare richiesta a Google di reinserimento mediante il proprio account webmaster (c'é la funzione : Richiedi reinclusione...). Ho avuto due esperienze dirette di reinclusione entro 15 giorni dalla richiesta.

    Sono peraltro d'accordo con l'intervento di Sedo.it. Il domino va valutato per le potenzialità legate al brand name che portano traffico naturale, miglior posizionamento sui motori, migliori effetti delle azioni di comunicazione.
    Ciao,

    in merito al dominio, vorrei specificare che ha raggiunto questo prezzo nonostante risulti attualmente bannato da Google. L'acquirente è d'altra parte un esperto SEO, quindi non uno sprovveduto che non si era accorto di questo fatto.

    Egli dovrà ora "riabilitare" il dominio. Ciò non toglie che ne ha colto il valore intrinseco al di là del PR di Google proprio in vista del progetto di reinserimento nei motori di ricerca.

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