[Case History] Coupon online: quando lo sconto è davvero "buono"

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Secondo la ricerca “E-commerce in Italia 2015” di Casaleggio e Associati il fatturato dell’e-commerce 2014 in Italia ha registrato un incremento dell’8% con circa 24,2 miliardi di euro spesi: un trend di crescita che pare non subirà arresti nei prossimi anni.

L’aumento degli acquisti online va di pari passo con quello dell’utilizzo dei codici sconto, la versione digitale dei coupon per la spesa. Spesso gli stessi e-commerce li propongono come incentivo agli acquisti, che ben funzionano soprattutto sulle vendite d’impulso B2C riguardanti beni e servizi di valore ragionevolmente contenuto.

Perché ne parliamo?

I coupon sono un’opportunità sia per chi acquista, sia per i gestori dei siti che promuovono le vendite dei prodotti. E’ possibile infatti tracciare le singole vendite tramite piattaforme di affiliazione e ricevere una percentuale su ogni acquisto andato a buon fine.

Una strada percorsa da tanti siti sia in Italia, sia all’estero.

Un sito da prendere come esempio è certamente l’ultimo nato in casa Algorithmedia: Buonosconto.it, il panel che raccoglie tutti i codici sconto dei principali e-commerce italiani e non. Un supporto per i risparmiatori online che possono trovare immediatamente tutti i codici sconto attivi e le relative modalità di utilizzo, ma anche per l’azienda che riceve dai network di performance advertising una commissione sulle vendite veicolate e concluse attraverso Buonosconto.it.

Come dicevamo, in rete la presenza di siti simili è ormai massiccia, “ma noi partiamo avvantaggiati – ha dichiarato Stefano Loberti COO di Algorithmedia – perché il lancio della piattaforma avverrà su una community consolidata e avvezza a temi di risparmio come quella di Campioniomaggio.it”, fiore all’occhiello della società piemontese, che conta ad oggi un database di 800.000 iscritti, formato principalmente (97%) da donne tra i 20 e i 45 anni, ovvero coloro che detengono gran parte del potere d’acquisto familiare. CampioniOmaggio è nato da meno di 2 anni ed è già  tra i top publisher per commissioni guadagnate nei principali network di affiliazione italiani.

“L’idea ci è venuta dalle richieste delle nostre utenti – continua Loberti – che cercano e scambiano spesso codici sconto per e-commerce di abbigliamento, prodotti per la casa e in maniera costante per Amazon. Così abbiamo voluto creare una piattaforma per il risparmio digitale, che prevediamo in forte crescita nei prossimi anni. Il modus operandi per marginare è ampiamente rodato, pur differenziandosi: su Campioniomaggio lavoriamo con piattaforme di affiliazione per incentivare le iscrizioni (leads) a concorsi a premio e siti di buoni sconto, su buonosconto.it l’obiettivo è invece la vendita online”.

E’ così che lo sconto diventa davvero un “buon affare”: fa risparmiare il cliente online, incentiva le vendite e la conoscenza dell’e-commerce, permette agli intermediari (siti di couponing e affiliazioni) di marginare sulle vendite veicolate e concluse.

 

Se volete segnalarci un vostro sito che  può essere presentato su alVerde come caso di successo, contattateci.

Commenti

  1. Non è il case history del titolo ma così è sicuramente più interessante per chi legge :-).

    Devo dire che alcuni numeri non coincidono con i nostri studi, ma immagino dipenda dal coinvolgimento solo di Tradedoubler e dal fatto che il report non è specifico sui siti di coupon.

    In ogni caso ben fatto!

    ciao!
    Marco abbiamo preso la palla al balzo con il tuo averci "spronato" a dare qualcosa più interessante (ti ringrazio per questo) e abbiamo realizzato una infografica facendoci aiutare da Aicel e Tradedoubler (e qualcosa dei dati che avevamo a disposizione). L'infografica la si può trovare in questa pagina:

    buonosconto.it/news/infografica-online-shopping-e-codici-sconto-2015-94.html
    Mamma mia Stefano... ok la competizione, ma sotterra l'ascia di guerra :-)

    Se c'è uno che non è competitivo sono io (e Paolo te lo può confermare :-).

    Il mio commento non voleva essere così tagliente come la tua risposta.

    Ero sinceramente interessato ad un vero case history ma, immagino, o non si voglia farlo o forse è un po' presto per pubblicarlo.

    Cosa si potrebbe dire da professionista di pertinente su un case history che non c'è? Nulla. Questo senza nulla togliere ai siti descritti, che sono un altro paio di maniche e non sono oggetto del commento.

    Per quanto riguarda i nuovi competitor, per sdrammatizzare posso dirti che ho letto articoli, recensioni, case history ed infografiche di ogni tipo su tutti quelli nati dal 2008 ad oggi e ho ormai imparato a non sottovalutare o sopravalutare nessuno. Credo sia l'atteggiamento più corretto.

    ciao
    Marco da un professionista come te mi sarei aspettato un commento più pertinente anche con tutta la buona volontà così sembra più farsi rodere il fegato per un nuovo competitor ;)
    Da un case history mi sarei aspettato qualche numero in più, anche con tutta la buona volontà così sembra più uno strillo pubblicitario che un caso di successo.