Aumentare le visite senza produrre nuovi contenuti: anzi, cancellandoli

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seo content audit cancellare contenuti

Solo perché una cosa non fa ciò che tu ti aspetti, non significa che sia inutile.
(Thomas Edison)

Una frase di Thomas Edison riassume perfettamente l’articolo di oggi. Articolo che a sua volta, un giorno, potrebbe diventare inutile… e quindi, paradossalmente, utile.

Ok, finora non ci hai capito nulla. Attendi un attimo: l’articolo di oggi, infatti, è dedicato a tutta quella grande massa di post e pagine web scritte con determinati obiettivi nella testa dell’autore.

Posizionarsi su Google, portare tanti download e lead, contribuire alla notorietà di prodotti e servizi… e invece no: ogni giorno vengono pubblicati svariati articoli online che – come meteore – spariscono presto dai radar degli utenti, fanno una fugace apparizione sui Social, scompaiono dai motori di ricerca.

Ogni sito web – anche il tuo, anche il nostro – è pieno di articoli come questi.

“Articoli che non fanno ciò che tu ti aspetti, ma non significa che siano del tutto inutili”.

Al di là del “fare numero”, ossia della percezione che una grande massa di articoli di un blog fa agli occhi del lettore (“questo sito è frequentemente aggiornato, quindi l’autore è esperto di questa tematica”), gli articoli inutili diventano una risorsa quando vengono… cancellati.

Andiamo finalmente al punto: cancellare articoli inutili e non posizionati su Google può aumentare la visibilità e il traffico degli altri articoli/pagine web già posizionati. Come mai? Si chiama Crawl Budget Optimization.

Provando a spiegare di cosa si tratta in maniera semplificata: è una “facilitazione” della scansione del tuo sito a favore degli spider di Google (che così non si perdono lungo troppe url), che consentirebbe una migliore attenzione verso i contenuti web già posizionati.

Qualche numero a sostegno di questa tesi:

Siege Media ha ottenuto un +50% di traffico organico dopo aver eliminato un 15% dei contenuti pubblicati.

Sam Oh di Ahrefs in questo video ci spiega come ha fatto ad ottenere un aumento del traffico dell’80%, cancellando il 74% dei contenuti esistenti di un sito.

Come riconoscere questi contenuti da cancellare per la tua SEO Content Audit?


Ecco un riassunto utile:

  • Sono le pagine web che non hanno traffico organico (al massimo traffico dai Social)
  • Sono i contenuti web “thin” (trad. “magri”), cioè quelle con poco testo, brevi. Che anche per questo motivo non si posizionano su Google.
  • Solitamente sono i contenuti web più generici, spesso già molto dibattuti e trattati in rete
  • In molti casi sono contenuti legati all’attualità o informazioni di servizio o di eventi passati: ossia utili / interessanti al momento della pubblicazione, ma non più a distanza di settimane/mesi/anni.
  • Sono pagine che hanno almeno 6 mesi “di età” dalla pubblicazione (dai un po’ di tempo a ciascuna pagina per posizionarsi). Personalmente attenderei anche più di 6 mesi…
  • Non sono pagine strettamente legate al “cuore” del tuo business: tali pagine cruciali, infatti, possono ricevere traffico diretto o possono tornare utili ai tuoi potenziali clienti indecisi, anche se non ricevono traffico organico dai motori di ricerca (ma possono essere raggiunte in un secondo momento).
  • Sono pagine web che non hanno traffico diretto o da referral.
  • Sono contenuti web senza link in ingresso.

In questi casi, allora, ha senso cancellare queste pagine web, senza rimpianti.

Qualora invece la pagina web senza traffico organico avesse link in ingresso o fosse rilevante in fatto di “core business” o – ancora – ricevesse traffico diretto, referral o da Social, allora avrebbe senso mantenere questa pagina, magari aggiornandone il contenuto… magari con il fine di aumentarne la visibilità sui motori di ricerca.

Gli strumenti che ti possono aiutare a riconoscere i contenuti da cancellare

Bisogna partire da dati sicuri e concreti, per evitare di fare danni. Nel video sopra riportato, Sam Oh mostra alcuni strumenti – gratuiti e a pagamento – per poter procedere in sicurezza.

In generale, Google Search Console, alla voce “Prestazioni” ad esempio, ti permette di vedere le url con pressoché nulle impression e click da Google.

Super utile anche SeoZoom, che offre un semplicissimo riassunto delle cosiddette Pagine Peggiori: cioè tutte quelle url che non ricevono traffico da Google, non essendo visibili in nessuna SERP.

Qualche consiglio: non cancellare acriticamente ma ragiona sempre. Un contenuto può essere significativo e, nonostante lo scarso traffico naturale, può avere un valore legato al tuo pensiero o al tuo business. Può aver senso aggiornarlo e tenerlo in vita.

Inoltre, nell’indecisione, non cancellare: questa procedura potrebbe essere fatta per gradi, così da evitare danni difficili da recuperare.

È il momento di fare Seo Content Audit, dunque: pronti ad aumentare le visite cancellando contenuti?

Per saperne di più: ahrefs.com/blog/content-audit

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