Perché prestare attenzione ai Tag Alt delle immagini

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Torno volentieri su un tema davvero tanto trascurato. Mi imbatto in varie pagine web, anche ben fatte: rapide, strutturate a dovere, con contenuti di qualità e i meta tags tutti al loro posto… tutti, o quasi!

Solitamente alle immagini inserite in pagina non viene dedicata la medesima cura applicata agli altri elementi. SEO e User Experience non è solo una pagina “carina” e meta tag title, ovviamente. Le immagini giocano un ruolo fondamentale.

L’articolo di oggi si ispira a questo ottimo compendio di Ahrefs sul tema Tag Alt delle immagini. Vediamo perché è importante non dimenticare mai questo piccolo dettaglio…

Tag Alt per le immagini: mai più senza

L’articolo di Joshua Hardwick, responsabile del reparto “content” di Ahrefs, analizza i vari motivi per non dimenticarsi assolutamente degli Alt Tag per le immagini. Eccoli.

Questione sociale: chi è costretto ad utilizzare lettori automatici che enunciano i testi online (gli ipovedenti), senza alt tag correttamente compilato, non potrà “immaginare” e capire cosa viene rappresentato nell’immagine inserita in una pagina web. Quindi c’è anche una tematica sociale e di accessibilità ai contenuti web, che andrebbe ricordata. Sembra un tema lontano da tutti noi “fortunati”, eppure per molti è un fattore essenziale di accesso all’informazione e di inclusione.

Fattore SEO. Google, grazie ai suoi bot, scansiona milioni (miliardi?) di pagine web ogni giorno per capire di cosa parlano e quanto sono rilevanti quelle stesse pagine e i siti che le ospitano su tematiche precise. Per farlo, ha necessità di “leggere” le immagini, anch’esse “pezzi di contenuto” rilevanti nella composizione del senso di ciò che viene detto in una pagina web.

La mancata compilazione degli Alt Tag, quindi, diventa una mancata occasione di ottimizzazione SEO on-page e di rilevanza su un determinato argomento.

Certe sfumature di senso potrebbero essere proprio racchiuse nelle immagini.

Un articolo che parla di allevamento di cani Setter, potrebbe aver giovamento dall’esplicitazione visuale tramite immagini delle varianti di razza Setter, con migliore visibilità di quella pagina web per ricerche specifiche legate alle varianti (nel nostro esempio: setter inglese varietà lemon belton; setter inglese varietà blue belton; setter inglese varietà liver belton).

Immagini come fonte di traffico. Google Immagini può essere considerato quasi come il secondo più grade motore di ricerca online, se volessimo scinderlo dalla ricerca classica di Google. Una ricerca su 5 (il 20%) è infatti una ricerca per immagini, pertanto rappresenta una grandissima fonte di visite, a maggior ragione per chi – per ipotesi – vende prodotti online. Una ragionata compilazione del tag alt delle immagini, dunque, rappresenta un’ulteriore passo indispensabile per incrementare il numero e la qualità delle proprie visite.

Anchor Text. Quando un’immagine linka un’altra risorsa web, il suo anchor text – cioè il testo cliccabile che porta a un altro link – è rappresentato dal tag alt. Quindi ancora una volta è un elemento importante che i robot di Google devono poter decifrare correttamente, per attribuire significati corretti a quel singolo elemento formativo rappresentato dall’immagine.

Qualche dritta rapida sugli Alt Tag

  • In WordPress, in corrispondenza dell’immagine caricata a backend, appare un campo chiamato “Testo alternativo” o “Alt Text” se avete WordPress in inglese. Lì andrà inserito quello che è a tutti gli effetti un “title” delle immagini, con modalità analoge a quelle di compilazione del meta tag title per l’intera pagina web. Anche altri CMS hanno dei campi analoghi ad uso rapido e semplice per compilare il Tag Alt (es. Shopify, Squarespace, etc).
  • Alcune immagini possono essere meramente strumentali o decorative, come ad esempio alcune icone: in questi compilare il Tag Alt non è necessario.

Come scrivere dei Tag Alt efficaci

Qualche consiglio rapido:

  • Sii conciso. Con poche parole chiave è possibile descrivere il contenuto dell’immagine.
  • Sii preciso e coerente. Il Tag Alt dovrebbe descrivere effettivamente l’immagine.
  • Evita ripetizioni o keyword stuffing, sicuramente dannose.
  • Evita di indicare che si tratta del title di un’immagine (non server scrivere “immagine che rappresenta…”). I bot di Google comprendono già di essere di fronte a un’immagine, quindi non sprecare spazio prezioso per parole non utili al tuo scopo.

Nell’articolo di Ahrefs linkato sopra troverai anche degli ottimi esempi concreti di immagini tipo e relativi Tag Alt. Chiudo l’articolo raccomandando la lettura integrale del post originario in inglese e segnalando un’estensione per Chrome potenzialmente utile: Alt Text Tester ti permette di vedere al volo tutti gli Alt Tag presenti (o assenti) in una pagina web.

Commenti

  1. Aggiungo che per le immagini usate nel layout o di bassa importanza, è possibile sfruttare la tecnica CSS Sprites per combinare insieme varie immagini al fine di ottimizzare il caricamento di pagina riducendo il numero di richieste al nostro hosting.
    Possibili ulteriori ottimizzazioni delle immagini:

    1) Naming ottimizzato (prima del caricamento)

    2) Evitare crop lato html, ma caricarle delle dimensioni appropriate

    3) Ridurre il peso diminuendo la qualità (spesso all'80% è un buon compromesso)

    4) Valutare l'utilizzo del formato webp

    5) Eliminazione dei dati exif

    6) Indicare, e valotizzare, gli attributi width e heigth

    7) Evitare di caricare immagini che poi non sono linkate

    8) Inserirle nella sitemap

    9) Utilizzare il lazy loading (inseribile anche tramite attributo html)
    Ottimo articolo ma secondo voi, se si ha un sito in wordpress con gia le immagini che hanno nome a caso, è meglio ricaricare le immagini con il nome giusto o basta aggiungere il giusto nome nella casella del testo alternativo ?