7 numeri per ottenere successo online

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Si dice sempre che è importante perseguire la qualità e non la quantità. Niente di più vero, però  anche i numeri possono essere importanti e guidare il web marketer a fare “scelte vincenti”.

Una parola in più o in meno, un numero preciso di caratteri, la lunghezza di un titolo possono diventare variabili determinanti nel dare il LA al fiorire di visite e interazioni nei vostri presidi web.

Ecco, secondo BufferApp, un po’ di numeri a cui portare rispetto nel web marketing:

  1. Il titolo ideale per un articolo di un blog è composto da 6 parole, dato che si tende a focalizzarsi sulle prime 3 parole e sulle ultime 3. Dunque, un titolo da 6 parole si imprimerebbe perfettamente nella mente dell’utente internet.
  2. La lunghezza di un testo online dovrebbe aggirarsi attorno ai 7 minuti per la lettura, secondo Medium, che ha misurato i livelli di attenzione dei lettori.

https://medium.com/@sall/the-optimal-post-is-7-minutes-74b9f41509b

  1. L’oggetto ideale per una email o newsletter che sia è compreso tra i 28 e i 39 caratteri, mentre sopra i 51 caratteri si riscontrano i risultati peggiori. Quindi, ad esempio, “Grosse novità su Facebook e Twitter” sarebbe perfetto, invece “Ci sono grosse novità su Facebook e Twitter: scopri quali sono!” rischia di essere troppo lungo, pur presentando – a differenza del primo – una call to action. La sfida è quella di comporre un bel mix tra esaustività, lunghezza adeguata e call to action.
  2. Osservando la classifica dei primi 250 domini su Alexa, si scopre che quasi l’80% di essi è composto da una media di 7 caratteri: in sostanza, i domini vincenti sarebbero sempre inferiori agli 8 caratteri, sono privi di numeri e terminano con .com. La brevità di un dominio lo rende più semplice da ricordare, più adatto a “diventare brand”, ovvero con evocazione di valori e virtù.
  3. Passando ai Social Media, sembrerebbe che i post su Facebook debbano essere inferiori ai 40 caratteri per ricevere più commenti, like e condivisioni. Addirittura, secondo Jeff Bullas, riceverebbero un 86% in più di interazioni. Se poi pubblicate di mercoledì, con non più di 1 o 2 interventi, l’engagement verso i fan è assicurato!
  4. Come per Facebook, anche Twitter ha una lunghezza ideale per i propri aggiornamenti di stato, ovvero i tweet: dovrebbero essere di 100 caratteri per godere di circa un 18% in più di interazioni: uno dei motivi potrebbe essere dovuto al fatto che solo essendo concisi si lascia sufficiente spazio – all’interno di un retweet – per aggiunte personali / ulteriori considerazioni da parte di altri utenti.
  5. All’interno di un ottimo articolo su Google Plus, Copyblogger consiglia di comporre titoli non superiori ai 60 caratteri, viceversa il titolo verrà spezzato su due righe e verrà poi troncato dal “read more”. Si perderebbe un po’ di attrattività…

Cosa fare dunque? Misuriamo tutto ciò che produciamo online? A mio avviso, assolutamente no: l’indicazione di massima che emerge da queste “regolette” è che la brevità paga sempre. Anche se ogni tanto,qualche esperimento nel rispettare i numeri precisi forse andrebbe fatto…