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#321
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| Citazione:
Anche l'altro mito da sfatare è quello di scrivere articoli lunghi almeno 250-300 parole, spesso che ripetono più volte lo stesso concetto. E' invece molto più premiante scrivere poco ma mettendoci qualità e valore per gli utenti. La qualità e il valore non si sposano spesso con la quantità e la frequenza elevata di pubblicazione. Se analizzate il traffico dei vostri siti, magari con centinaia di articoli, probabilmente vi accorgerete che solo una minima parte di questi porta la stragrande maggioranza del traffico al vostro sito, e la porta per molto tempo. Sintetizzerei: meglio poco ma fatto bene che tanto e fatto di fretta e male. Ciao John24 |
| I seguenti utenti hanno ringraziato John24 per questo utile post: | ||
KDeP (16/06/2012)
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#322
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| La mia filosofia è un po' diversa, in realtà cerco di diversificare il più possibile. Ho siti dove scrivo un articolo a settimana di elevatissima qualità e altri dove scrivo articoli scadenti. Non sempre i primi si posizionano meglio dei secondi ma probabilmente sono più stabili. Comunque il mio obiettivo è la monetizzazione estrema e di solito ci riesco.
__________________ Forex broker italiani http://www.forexbroker-it.com opinioni e recensioni |
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#323
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| @John24 Concordo con quello che dici, ho sempre sostenuto la tesi "qualità e valore per gli utenti" e capisco quello che vuoi dire, capisco anche il ritorno indotto C'è però un mondo di differenze tra 2 tipologie, materialmente questo metodo è difficile, lungo e non utile per molti temi: se hai un blog dove parli di tuoi viaggi si mira ad un utente fidelizzato, se invece hai un sito dove esponi banche e mutui l'utente ha interesse solo quella volta, idem molti dei miei. PS: non intendo che il tuo sistema non sia applicabile in questo ultimo tipo, ma di sicuro è molto meno performante come risorse/risultati (sitetizzando quello che penso se 1 ora del tuo tempo sono 25 euro, è più performante investire 1000 euro in una key che ti riporta 200 euro al mese o avviare una community? calcola che anche ad aumento di visitatori hai automaticamente recensioni e passaparola utente)
__________________ brb |
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#324
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| @Gilgalad il problema è la continuità nel tempo e avere anche siti che abbiano un loro valore intrinsecamente. Per esempio: una persona può fare 100 siti di bassa qualità che abbiano 10 visite al giorno in media l'uno, sono 1.000 visite, oppure lavorare su un solo sito di qualità per ottenere 1.000 visite di media. Nel breve periodo è quasi certo che la prima soluzione è più remunerativa, copre settori diversi e probabilmente adsense su quel tipo di sito rende di più, in quanto spesso sono più interessanti le pubblicità che non i contenuti del sito... Il problema è che nel medio periodo (2-3 anni) la maggior parte di quei siti perderà il posizionamento ottenuto con "l'effetto novità" e azzererà le sue visite. Quindi questa soluzione richiede continuamente lavoro per integrare nuovi siti, sostituendo quelli che hanno perso posizionamento. La soluzione alternativa, quella di un unico sito o comunque pochi siti ben curati, apre la possibilità anche ad altri sistemi di remunerazione non solo il ppc (che rende sempre meno...) ma ad esempio la vendita diretta degli spazi, affiliazioni a tema ecc. Cioé il sito acquisisce un valore sia agli occhi degli utenti, sia a quelli di google, sia a quelli degli inserzionisti. Come quantità di lavoro non credo che cambi molto, quello che cambia è la qualità del lavoro da svolgere. Ciao John24 |
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#325
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| Citazione:
Forse il termine "fidelizzato" inganna un po'... forse meglio se lo chiamiamo (come lo chiama Google) "utente diretto". Faccio un esempio: se mi interessa sapere non solo il risultato ma anche come è andata la partita Italia-Russia, molto probabilmente non cercherò in Google "italia-russia" ma andrò direttamente sul sito gazzetta.it Perché questo? perché so, anche senza aver ricercato, che lì troverò quello che mi interessa. Non tutti i giorni vado su gazzetta.it non sono un utente "fidelizzato" in quel senso, sono un utente che però conosce e sa in anticipo cosa troverà in un sito. Esempio simile: facendo più ricerche ad esempio sull'uso di tag html, nel tempo un'utente si è accorto che gli articoli presenti su html.it sono ben fatti e curati. Un giorno ha bisogno di un'informazione su qualcosa di specifico, non mette il nome html.it nel browser ma fa una ricerca specifica. Tra i vari risultati, è presente il sito html.it, ma non in prima posizione, ma ricordandosi delle esperienze positive precedenti, è molto probabile che sceglierà quello. In questo senso parlo di utenti fidelizzati, che non sono utenti "ricorrenti" ma utenti che conoscono, per averla provata, la qualità di un sito. Ciao John24 |
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#326
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| @John24 io non lavoro quasi mai ppc se non sui siti adult dove è più comodo (e comunque non repparesentano nemmeno l'1% del mio fatturato). Lavoro sempre con programmi di affiliazione, di solito pay per sale , rare volte pay per lead . Per quanto riguarda il posizionamento che viene perso, ti dico che ho un blog quasi spazzatura che sta primo assoluto per una keyword molto buona da anni e che mi fa in media 300 euro al mese pay per sale. E ne il pinguino ne il panda gli hanno fatto del male, pensa tu.... Penso che in questo lavoro non esista una verità assoluta, che la cosa migliore sia cercare di fare il giusto mix tra qualità e quantità.
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#327
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| Citazione:
Non tutti i mali vengono per nuocere, questa botta può servire solo ad aprire gli occhi. Sapere che il valore del proprio sito al quale hai dedicato tempo e risorse, può crollare in così breve tempo e per fattori non dipendeenti dalla tua volontà è deleterio di ogni volontà di impresa. Meglio comprare azioni in borsa che tanto si ha lo stesso rischio ma almeno si lavora di meno. Sposo in pieno l'idea che ora come ora convenga fare branding per creare il vero valore aggiunto che non possa essere influenzato più di tanto da fattori aleatori. Leggendo questo thread pensavo che noi qui siamo in tanti a fare le stesse cose, tutti a cercare di risolvere gli stessi problemi: seo, marketing, branding, google, contenuti, advertising,ecc,ecc. Insomma ce la caviamo un po su tutto. Se posso fare un paragone, sembriamo quasi dei primitivi delle capanne, pensiamo a come andare a caccia per sfamare la nostra famiglia, a come difenderla, a come accendere il fuoco,ecc. Poi lentamente l'uomo si è evoluto e si è diviso i compiti: chi andava a caccia, chi si occupava di conservare il cibo, chi di difendere la comunità, chi costruiva case e chi faceva da mangiare e via dicendo. L'uomo capi che organizzandosi in società e dandosi delle regole diventava più forte. Ecco, oggi ho pensato che siamo nella preistoria di internet riguardo al business, nessuna organizzazione, nessuna divisione dei compiti e ognun per sè e alla prima folata di vento siamo qui a piangere per la nostra capanna volata via. Se qualcuno avesse voglia di condividere senza gelosia un progetto, un'idea , o fosse disposto ad ascoltarne qualcuna da oggi troverà in me una persona disponibile. A presto. Giovanni Ultima modifica di Ventoh : 04/06/2012 alle ore 17:31. |
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#328
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| Giovanni guarda che noi siamo così perché lavoriamo in proprio, ma ci sono fior fiore di agenzie con un sacco di dipendenti dove ognuno ha la sua specializzazione (seo, programmazione, grafica, ecc...). E comunque io compro molti servizi all'esterno, alcuni anche su alverde, perché ad esempio non sono un grafico e quindi la grafica qualcuno deve farmela..ecc..
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#329
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| Sì certo, anche io ho dei collaboratori e delle aziende alle quali mi rivolgo per servizi esterni. Non so quale sia qui la maggioranza, non tutti sicuramente hanno dei dipendenti. Però al di là del fatto che non sono mai soddisfatto dei servizi esterni, la mia domanda è un altra: che cosa potrebbero fare 100 "webmaster"/imprenditori se ciascuno di loro condividesse 1 solo progetto in un unico comune progetto? Poniamo ad esempio un gruppo democraticamente organizzato che fa delle scelte e contribuisce in proprio o come meglio crede cosicchè che 10 di essi possano occuparsi di seo, altri 10 (i migliori) di marketing, altri 10 (sempre i più bravi) di sviluppo ecc. Se oggi ciascuno di essi guadagna 100 lire, potrebbero tutti insieme guadagnare 200 lire ciascuno? Che potenza di fuoco potrebbero avere 100 webmaster messi assieme e perfettamente organizzati? Ovviamente è solo un esempio... |
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#330
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| Di solito quando ho provato a fare progetti con altri webmaster è sempre finita male, nel senso che non si sono raggiunti i risultati sperati.
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