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  #21  
Vecchio 18-10-2006, 16.20.08
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indiana2 is an unknown quantity at this point
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> Entrando nel particolare, quando leggo che vi e' stato assegnato un click da 2 dollari non crediate che realmente quello
> sponsor paghi quella cifra per quel click. A mio avviso e' il sistema adsense che al momento ve lo fa valere cosi' ma perche'
> ha gia' una sua media da farvi raggiungere per quella determinata pagina.

Confermo e sottoscrivo in pieno.



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Oggi
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  #22  
Vecchio 18-10-2006, 17.23.07
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carlox
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Dissento totalmente dai due interventi precedenti.
Non penso che esista un oscuro algoritmo (o peggio, un umano) che assegni a ciascuno di noi un tetto massimo e che lavori addirittura incrementando il valore dei click per compensare le giornate "no".
In base a quest'ottica non mi sarebbe mai stato possibile passare da $xx.00 al mese a $xx.00 al giorno come e' capitato a me negli ultimi tre mesi, a quasi parita' di ogni altra condizione (il "quasi" e' un raddoppio del traffico).

Da quello che posso dire, per averlo sperimentato personalmente, una diminuizione repentina dell'eCPM puo' dipendere anche da fattori arcani (ehehehe) che sfuggono.
Ad esempio, e sottolineo per esempio, mi potrei inventare una metrica basata sul rapporto tra la percentuale della superficie di una pagina interessata dal testo (rispetto a quella relativa alle immagini di una pagina) e la superficie totale, in un rendering standard.







Work in progress
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  #23  
Vecchio 18-10-2006, 17.48.02
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Data registrazione: 03-09-2003
Messaggi: 594
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indiana2 is an unknown quantity at this point
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mah... una cosa è certa: tutti noi (o molti di noi) usiamo programmi di affiliazione ppc da anni ormai ma solo con Google è nato questo problema della corrispondenza lavoro/guadagno. Nel bene o nel male ho l'impressione che qui non valga solo la regola "più mi do da fare più guadagno" ma vale molto di più la regola dello "smart pricing" che nessuno qui sembra saper definire concretamente. Che sia meglio o peggio non sta a me dirlo (oggi mi va bene lo ammetto, ma domani...). Una cosa è certa: si aggiunge un grado di liberà al nostro lavoro oltre ai classici traffico, posizionamento, utenti, ecc...

ciao




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  #24  
Vecchio 19-10-2006, 16.49.21
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pancrazio
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Tutto questo mi starebbe bene, se questo "plus" di libertà fosse in qualche maniera determinabile. Ma essendo un concetto indeterminabile, nonostante i nostri accaniti sforzi, quel grado di libertà in più si traduce in un'oppressione.


http://www.amontillado.it
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  #25  
Vecchio 19-10-2006, 17.08.54
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Si in effetti con il concetto di "grado di libertà" intendevo dire che una delle costanti tradizionali (il guadagno per click) è diventata una variabile sconosciuta e piuttosto imprevedibile che rende più difficoltose (e spesso inutili o controproducenti) le attività di ottimizzazione e di controllo delle nostre campagne.

Certo sarà contento chi adora le sorprese:

- Figata, oggi o preso 10 volte quello che ho preso ieri senza muovere un tag. Chissà perchè?
- *****, oggi ho preso 1/10 di ieri senza muovere un tag! Chissà perchè?


hihi...


sob..



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  #26  
Vecchio 20-10-2006, 14.02.38
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Messaggi: 152
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asagoogle
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Ho seguito con interesse il thread e vorrei includere di seguito alcune informazioni sul fenomeno dello “smart pricing”:

1. Molti sono i fattori che determinano il valore di un annuncio

Non esiste solo il tasso di conversione, ma anche l’offerta dell’inserzionista, la qualità dell’annuncio stesso, gli annunci che sono in competizione per occupare lo stesso spazio, l’inizio e la fine di una campagna pubblicitaria e altre fluttuazioni.

2. La percentuale di clic (CTR) non influenza necessariamente il ritorno sull’investimento dell’inserzionista (ROI)

Il fattore più importante legato al ritorno sull’investimento (ROI) dell’inserzionista è la percentuale di clic che effettuano delle conversioni: in questo senso potrebbe essere normale registrare un basso CTR ma un alto tasso di conversione. Così come è possibile che accada anche il contrario. Di norma non è efficace rimuovere il codice degli annunci solo se si nota un CTR basso. Al contrario il vostro sito potrebbe essere uno dei migliori in fatto di numero di conversioni per l’inserzionista.

3. Google non ottiene benefici dal fenomeno dello “smart pricing”

Se consideriamo che il costo per gli inserzionisti viene scontato in modo da assicurare un aumento del ritorno sull’investimento (ROI), Google ottiene di fatto meno. Inoltre, questo fenomeno, a lungo andare, si traduce in maggiori ricavi per i publisher a causa dell’alto numero di inserzionisti che saranno incentivati a scegliere il network Google per le proprie pubblicità.

4. Ricordare sempre l’importanza del contenuto

Il miglior modo per ottenere dei risultati soddisfacenti da AdSense rimane sempre quello di creare contenuti di buona qualità. In questo modo, i clic degli utenti interessati al contenuto di un sito saranno di una qualità maggiore rispetto a quelli generati quasi casualmente su siti a scarso contenuto. Un buon contenuto si traduce spesso in un’esperienza positiva sia per gli utenti che per gli inserzionisti. Fattore di gran lunga più importante rispetto ai livelli del CTR.

La tecnologia alla base del sistema AdSense è sempre in evoluzione. I nostri tecnici sono costantemente impegnati verso il miglioramento del prodotto sia per i publisher che per gli inserzionisti. Ottenere benefici da un lato significa, a lungo termine, ottenerli anche dall’altro.



Vogliamo sapere se questo progetto ti soddisfa, invia le tue considerazioni sull'AdSense Advisor alla seguente email adsense-it-forum@google.com
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  #27  
Vecchio 20-10-2006, 15.16.13
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indiana2 is an unknown quantity at this point
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Grazie per il chiarimento asagoogle.

Sembra piuttosto confermato che alla fin fine gli inserzionisti sono più favoriti dei publisher, non tanto per il ritorno economico, quanto per il "rischio di impresa" che in pubblicità è piuttosto alto, sia per l'uno che per l'altro. In sintesi: lo smartprice abbassa all'inserzionista il rischio di investire in campagne a basso reddito (rischio normale per chiunque voglia fare pubblicità) grazie alla considerazione della richiesta e dell'offerta. Al contrario il publisher non ha un vero e proprio metro con su cui lavorare. Ad esempio non posso decidere il budget minimo di introito di un ads pubblicato sul mio sito. Potrei anch'io ottimizzare il roi dicendo: "o mi metti un ads da 50 cent a clic (se c'è offerta naturalmente) oppure metto un ads sostitutivo". Magari me ne arriva 1 all'ora ma so che i miei click non si svaluteranno. Certo posso ottimizzare i filtri, i contenuti, ecc... ma diciamoci la verità: non viene garantito praticamente nulla, nemmeno la comparesa degli ads visto ogni tanto vengono fuori quelli pubblici.

Edito per aggiungere che la cosa potrebbe degenerare (e in parte lo ha già fatto) alla ricerca sfrenata di clic da parte del publisher (quelli poco intelligenti), che tende a posizionare ads di google nei posti più incredibili al solo fine di ottenere un maggiore numero di click. In realtà lo sappiamo, è la qualità del click che conta e non il loro numero. Ma... il metro per questa qualità? E la policy di Google non aiuta visto che non si può parlare in modo concreto di click, guadagni, report et similia.

Questa non è una critica al sistema ma è un pensiero da publisher, ovviamente.

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  #28  
Vecchio 20-10-2006, 15.40.35
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asagoogle
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Non posso negare che il sistema pubblicitario di Google offre una tutela particolare agli inserzionisti ma questo ha anche un effetto positivo per i publisher perchè in questo modo vogliamo incentivare la pianificazione dei campagne pubblicitarie sulla rete di contenuti. Non è possibile stabilire guadagni precisi per un publisher perché il sistema non lo permette: non possiamo stabilire in anticipo quanto un inserzionista desideri investire per una determinata campagna.

Una cosa è certa, più inserzionisti scelgono un sito, più il prezzo per mostrare il loro annuncio su quel sito aumenterà.



Vogliamo sapere se questo progetto ti soddisfa, invia le tue considerazioni sull'AdSense Advisor alla seguente email adsense-it-forum@google.com
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  #29  
Vecchio 20-10-2006, 16.22.36
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> ha anche un effetto positivo per i publisher perchè in questo modo
> vogliamo incentivare la pianificazione dei campagne pubblicitarie sulla rete di contenuti

Si è vero, è un effetto presente, ma solo per quei pochi che i contenuti li creano davvero, e di qualità. Però gli effetti collaterali si sentono di più e rovinano tutto il sistema (soprattutto per i publisher): Nascita di miriade di sitarelli di 10/20 pagine con contenuti e keyword ottimizzati solo per google che, diciamocelo, non contano nulla per il web, per l'utente che ci arriva e nemmeno per il publisher. Questi siti finiscono per essere per gli ads quello che sono le liste civetta alle elezioni. Portano via ads e mercato a chi i contenuti e il traffico ce li ha. Il merchant però vede poco questa cosa visto che ci perde meno di quello che dovrebbe. Svalutazione dei click, troppa offerta probabilmente non molto controllabile (data la mole) e tutela del merchant finiscono per essere la condanna di publisher di qualità.

Ci sono centinaia di siti che si vede lontano un miglio che sono realizzati per indurre al click senza nessun servizo di contenuti. Non sarebbe meglio cominciare a limitare queste iscrizioni? Magari stilando una lista dei siti relativi a ciascun account. C'è chi ha un sito grosso, potente, e poi 20 sitini piccoli, inutili (come gran parte delle webdirectory) su cui dispensa ads e sperpera "mercato".

Capisco che per Google più siti ci sono, più traffico ed impressions ci sono, ma così, ripeto, si svaluta tutto il sistema.
Tempo fà avevo paura che sarebbe nato un livello "Premium" di adsense, un circuito di siti di qualità, che si distinguono dalla massa di "arraffa click" e su cui si potessero davvero creare campagne pubblicitarie con ottimi ROI per i merchant e ottimi guadagni per i publisher. Ora comincio a sentirne il desiderio.

Sorry per il piccolo "sfogo"

ciao


-


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  #30  
Vecchio 24-10-2006, 11.43.21
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asagoogle
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L’anno scorso, Larry e Sergey comunicarono ai product manager di AdSense che bisognava aprire le porte anche ai siti con poco contenuto, e in fase di costruzione. Questo creò degli stravolgimenti del regolamento: il loro punto di vista era giusto, chi poteva discernere tra un sito in fase di completamento e un sito che mai avrebbe avuto reale contenuto?

Per questo oggi siamo meno rigidi quando visioniamo dei siti, crediamo che sia importante dare un’opportunità a chi ha bisogno di tempo per completare il proprio lavoro.

Di qui a dire che i siti espressamente fatti per AdSense sono una minaccia per i siti di qualità ce ne corre: credi davvero che ad esempio, quando un inserzionista trova il suo annuncio su siti simili sia contento? No, così come poche saranno le possibilità che vengano scelti per le campagne di targeting per sito.


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