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#31
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| Citazione:
Di regola L'Inps fonda la sua esistenza su di un principio basilare al quale non ha mai derogato: i versamenti nelle sue casse di contributi a qualunque titolo effettuati legittimano il cittadino assicurato a pretendere la liquidazione di un solo trattamento pensionistico. Uno solo. La pensione diretta, sia essa di anzianità o di vecchiaia potrà essere oggetto di successiva integrazione, di supplementi, di ricostituzioni, ma due pensioni alla medesima persona mai ! Fa eccezione il solo caso della pensione di reversibilità, ma qui non è l'Inps che deroga. E' l'intervenuto decesso del pensionato che lascia moglie e/o figli minori che impone la liquidazione di una parte del trattamento di quiescienza percepito dal defunto quando era in vita. Questo principio comporta che i contributi di pensione il cittadino assicurato li versi in una sola gestione e non più di una. Pertanto, chi è al tempo stesso lavoratore dipendente e titolare di un negozio o di un'impresa artigiana, versa solo nella gestione dei dipendenti e non in quelle dei lavoratori autonomi. Così chi è, al tempo stesso, artigiano e commerciante versa i contributi di pensione unicamente in quella delle due gestioni speciali prevista per l'attività nella quale presta la sua opera personale in modo principale e continuativo. Le gestioni previdenziali obbligatorie sono quattro: lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, agricoltori. Nel 1995 se ne è aggiunta una quinta che ha chiamato forzosamente a raccolta la grande tribù dei senza pensione, centinaia di migliaia di professionisti senza cassa di previdenza cui la cosiddetta ed arcinota "legge Dini" ha inteso attribuire dignità previdenziale. E' con l'Art. 208 della Legge 23/12/1996 n. 662 (legge finanziaria 1997) che il dubbio viene sciolto. Il legislatore sentenzia : nessuno vuole che lo stesso cittadino versi i contributi in due o più gestioni. Un contributo, una pensione. Se singole leggi impongono, ciascuna in base alla propria disciplina, di alimentare più di una gestione accesa presso l'Inps spetta a quest'ultimo accertare quale sia l'attività nella quale l'assicurato presta la propria opera professionale in misura prevalente ANCHE ALL'INTERNO DELLA MEDESIMA IMPRESA e iscriverlo unicamente in quella gestione, cancellandolo dalle altre. Scusandomi della lunga premessa, la invito perciò a far presente al funzionario inps di turno quale delle attività da Lei esercitate abbia il requisito di prevalenza rispetto all'altra ed alla gestione corrispondente chieda di essere iscritto. |
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#32
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| hm dico che... non lo so! :-( il mondo del diritto del lavoro purtroppo e' cosi' contorto che ci sono professionisti che seguono esclusivamente quello. io per il lavoro che faccio so quelle informazioni di base che mi servono, ma sinceramente non sono in grado di darti/vi una risposta definitiva. ripeto: ho interpellato la consulente del lavoro che collabora con lo studio dove sono io, e lei mi ha confermato le cose che ho scritto sopra. di piu', purtroppo, non so. ti consiglio di chiedere ad un professionista, consulente del lavoro, no commercialista, che ti chiarisca bene le cose. specificagli pero' che tu faresti la lavoratrice autonoma/consulente/grafica, e non la commerciante! le cose infatti cambiano! ciao e facci sapere! |
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#33
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| Ciao a tutti!! Su questo forum ho trovato molte risposte a delle mie domande e quindi prima di tutto vi ringrazio. Avrei però una questione da porre alla vostra attenzione che potrebbe essere un dubbio condiviso anche da altri. Mi è scaduto il contratto Co.Co.Co. presso uno studio di ingegneria dove lavoro da un anno. La società mi ha proposto di aprire Parita Iva e mi ha parlato della possibilità del regime forfettario agevolato. Contestualmente all'apertura della P. IVA mi iscriverò all'albo degli ingegneri visto che attualmente, pur avendo superato l'esame di stato nel giugno scorso, non sono iscritto. Secondo voi, la mia situazione rientra nel caso "la nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa" per cui non è applicabile il regime agevolato, o invece posso fruire del regime agevolato esercitando, di fatto, una attività, seppur presso la stessa società, ma da ingegnere? Che ne dite? Grazie a chi vorrà rispondermi! Fonzie |
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#34
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| dico che per quanto riguarda il forfettino, non costituisce "mera prosecuzione" l'attivita' svolta per l'espletamento di tirocini professionali o per il conseguimento di abilitazioni allo svolgere di un'attivita' professionale. esempio io sono praticante commercialista e se domani mi abilito e mi apro p.iva continuando a lavorare presso lo stesso studio questo non viene considerato "mera prosecuzione di altra attivita'". ora, e' vero che nel caso degli ingegneri non e' previsto un periodo di tirocinio prima di fare l'esame di stato, ma e' anche vero che l'esperienza svolta fino adesso puo' comunque essere considerata formativa per il conseguimento dell'abilitazione. non ci metterei troppo la mano sul fuoco, a dir la verita', pero' devo anche dire che se fossi al posto tuo mi farei pochi riguardi e aprirei p.iva con forfettino. vorrei sperare che la p.a. abbia casi piu' eclatanti cui fare le pulci.. chiedi cmq un consiglio al tuo commercialista. ciao! |
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#35
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| Citazione:
Buona settimana, Fonzie |
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#36
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| Lascia perdere, meno burocrazia c'e' e meglio e'. francescodominus@hotmail.com Citazione:
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#37
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| Ciao a tutti, Sono anch'io un lavoratore dipendente di una società di telecomunicazioni VERAMENTE grande e stavo coltivando l'idea di produrre e vendere software da un mio sito in forma di shareware possibilmente. Non ho partita iva attualmente e volevo chiedervi quali erano i punti cardinali riassuntivi da tener presente per questa decisione (visto che credo di aver capito che sarebbe possibile fare questo passo anche se non so con quale inquadramento). Inoltre, visto che sarebbe un'attività che onestamente non so neanche per ora se renderà o meno, volevo sapere se in alternativa producendo software freeware e magari includendo nel software i miei dati per consentire all'utente un'eventuale DONAZIONE nei miei confronti, ero soggetto a tasse dichiarazioni e quant'altro e se la donazione è lecita anche nel caso in cui abbia prodotto tale software con strumenti a loro volta freeware. Grazie. DIMENTICAVO: Nel caso in cui aprissi la partita iva e partissi con l' "attività" ... ma che tipo di attività dovrei aprire? SRL? Società individuale? Capisco che sarebbe commensurata alla quantità di lavoro (e di responsabilità) ma nel mio caso (di piccola entità) quale mi converrebbe? Grazie dinuovo a tutti. |
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| Tags: aprire, conviene, dipendente, piva, posso |
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