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  #1  
Vecchio 10-11-2004, 22.32.03
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sauda
Predefinito X quelli che"io fatturo come libero professionista

Oggi accertamento previdenziale dell'inps a mia mamma, libera professionista. Il suo commercialista conferma che ci sono molti controlli in giro. Per sua fortuna non fattura né banner, né popunder, né tradedoubler, né adsense né altra roba simile altrimenti sarebbero stati dolori.
A tutti gli altri, buona fortuna.
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  #2  
Vecchio 11-11-2004, 16.56.55
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indiana2 is an unknown quantity at this point
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ciao sauda,

lasciando da parte la discussione precedente, mi sapresti dire se esiste una normativa specifica per questi casi (che parli di siti, banner e provvigioni) da poter far presente al commercialista. Oppure si deve per forza dare un ragionamento sul poco che c'è?

grazie

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  #3  
Vecchio 12-11-2004, 10.37.44
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sauda
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quote:Originally posted by indiana2

ciao sauda,

lasciando da parte la discussione precedente, mi sapresti dire se esiste una normativa specifica per questi casi (che parli di siti, banner e provvigioni) da poter far presente al commercialista. Oppure si deve per forza dare un ragionamento sul poco che c'è?

grazie

La differenza fra reddito d'impresa e reddito da lavoro è naturalmente regolata da leggi ma non so quanto sia utile segnalarle. Sono così alla base della fiscalità che è inutile segnalarle ad un commercialista che non può non conoscerle già. Il problema è perché mai un commercialista serio non dovrebbe vedere nell'esposizione di pubblicità reddito d'impresa. E' una cosa così semplice. A parte il fatto che io ho letto su questo forum di un commercialista che ha consigliato di aprire partita iva come professionista. Ma non ho MAI letto di un commercialista che abbia detto che esporre pubblicità è compatibile con il lavoro di un professionista. Quindi il mio timore è che questo commercialista SAPPIA come stanno le cose, ma consigli di fare DIVERSAMENTE per evitare di pagare l'inps. Però in questo caso 1) dovrebbe spiegarlo al cliente 2) dovrebbe essere il cliente a decidere se tentare di fregare l'inps e il fisco oppure no 3) dovrebbe spiegare a cosa va incontro il cliente nel caso subisca un accertamento fiscale o previdenziale. Invece mi pare che tutto ciò non accada e si mandi il cliente allo sbaraglio. Brutta cosa.
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  #4  
Vecchio 12-11-2004, 15.36.02
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se ti riferisci al mio commercialista, non è così. Sono stato io il primo a specificargli (proprio per i dubbi frequenti letti su questo sito) che si trattava di banner pubblicitari sul mio sito, di che tipo di provvigioni si tratta e le specifiche del caso. E visto che lo conosco mi avrebbe certamente detto se la cosa non era fiscalmente giusta e a cosa potevo andare incontro.

Naturalmente sono cauto e prendo in considerazione tutti i punti di vista ma, come tu penso comprenda, la fiducia tende sempre verso il proprio commercialista che verso un utente di un forum che non si conosce, senza nulla togliergli. Ed è proprio per questo che sono ancora dubbioso e cerco delle conferme.

Non ho paura di pagare le tasse...le ho sempre pagate e se ce ne saranno in più, è giusto che io le paghi. Ma in sostanza l'inquadramento di questa cosa non è ancora saltato fuori e sarebbe interessante avere qualche info specifica sul caso. D'altra parte sarebbe stupido non considerare il professionista se fosse fiscalmente giusto, no?

Il discorso sulla pubblicità è giusto ma sarebbe interessante sapere in che termini un sito può essere considerato capitale d'impresa rendendo quindi d'obbligo ad inquadrare il tutto come impresa individuale. Secondo quali criteri definisco cosa è capitale d'impresa? Ci sono dei limiti? L'attrezzatura del già citato cameramen professionista non figura come capitale, benché gl isia indispensabile per compiere i suaoi servizi, perchè?

Non pretendo che tu o altri rispondiate a queste domande, ma il farsele è un primo passo. Forse riusciremmo a sciogliere qualche dubbio. Io mi muovo in questo senso.


ciao!
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  #5  
Vecchio 12-11-2004, 15.54.46
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BTW magari non è proprio in tema, ma potrebbe essere utile a qualcuno:
http://www.studiamo.it/avviare-nuova-impresa.html
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  #6  
Vecchio 12-11-2004, 15.57.12
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sauda
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Poni le tue domande anche su questi newsgroup se vuoi:
it.diritto
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  #7  
Vecchio 12-11-2004, 16.19.14
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Citazione:
quote:Originally posted by sauda

Oggi accertamento previdenziale dell'inps a mia mamma, libera professionista. Il suo commercialista conferma che ci sono molti controlli in giro. Per sua fortuna non fattura né banner, né popunder, né tradedoubler, né adsense né altra roba simile altrimenti sarebbero stati dolori.
A tutti gli altri, buona fortuna.
Io pago il mio bel 14% all'Inps in fase di dichiarazione dei redditi.

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  #8  
Vecchio 12-11-2004, 23.51.45
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Oggi ho chiesto ad un altro commercialista, durante una consulenza.

Lui è meno propenso al discorso del professionale, anche se non l'ha escluso, ma dopo alcune sue spiegazioni io ho fatto un ragionamento:
la cifra fissa da pagare per le ditte individuali per l'INPS (i famosi 2600 euro) sono un'aliquota su un minimo di fatturato di impresa.
Questo vuol dire che si deve versare *almeno* quella cifra, o di più se il fatturato (e quindi la quota) è maggiore. Ora, non avendo approfondito l'argomento (ma qui probabilmente qualcono potrà intervenire), non so che aliquote inps ci siano per l'impresa individuale e se siano confrontabili con quelle del professionista.

Ammettiamo che siano uguali a quelle del professionista, 18%, si ha che per 1000 euro di fatturato mensile:

inps professionista: 180 mensile = 2160
inps impresa: 2160--->diventano---->2600

tutto sommato non mi sembra un salto così ampio...naturalmente l'introito deve essere 1000 o più mensile, cifra più che ragionevole per giustificare una partita iva.

Quindi, SE le aliquote sono uguali, bene o male non c'è grande penalità fare una ditta individuale, da questo punto di vista. Il problema a sto punto è se le differenze fiscali tra ditta individuale e il libero professionista stanno solo qui. Se è così, sciolgo ogni dubbio altrimenti potremmo cercare di mettere sul piatto le differenze sostanziali.
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  #9  
Vecchio 13-11-2004, 10.49.31
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sauda
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Citazione:
quote:Originally posted by indiana2

Oggi ho chiesto ad un altro commercialista, durante una consulenza.

Lui è meno propenso al discorso del professionale, anche se non l'ha escluso, ma dopo alcune sue spiegazioni io ho fatto un ragionamento:
la cifra fissa da pagare per le ditte individuali per l'INPS (i famosi 2600 euro) sono un'aliquota su un minimo di fatturato di impresa.
Questo vuol dire che si deve versare *almeno* quella cifra, o di più se il fatturato (e quindi la quota) è maggiore. Ora, non avendo approfondito l'argomento (ma qui probabilmente qualcono potrà intervenire), non so che aliquote inps ci siano per l'impresa individuale e se siano confrontabili con quelle del professionista.

Ammettiamo che siano uguali a quelle del professionista, 18%, si ha che per 1000 euro di fatturato mensile:

inps professionista: 180 mensile = 2160
inps impresa: 2160--->diventano---->2600

tutto sommato non mi sembra un salto così ampio...naturalmente l'introito deve essere 1000 o più mensile, cifra più che ragionevole per giustificare una partita iva.

Quindi, SE le aliquote sono uguali, bene o male non c'è grande penalità fare una ditta individuale, da questo punto di vista. Il problema a sto punto è se le differenze fiscali tra ditta individuale e il libero professionista stanno solo qui. Se è così, sciolgo ogni dubbio altrimenti potremmo cercare di mettere sul piatto le differenze sostanziali.
Non conosco abbastanza approfonditamente il professionista e l'impresa per dire esattamente tutte le differenze. Sicuramente il professionista è avantaggiato dallo stato per il suo status di piccolo lavoratore in proprio. Sicuramente ci sono agevolazioni nella tenuta delle pratiche fiscali e contributive per esempio. Poi oggi l'aliquota inps è simile ma domani chissà? E nel passato era più bassa. Oltre al fatto che il calcolo del riconoscimento pensionistico potrebbe avvantaggiare il professionista. Poi il professionista se non erro l'irap non la paga. E il professionista può fare la rivalsa inps del 4% in fattura, quindi quando ci riesce ha un'aliquota più bassa. Eccetera eccetera. Ma forse sottovaluti la differenza nel minimo impositivo inps. Tu dici che il fatturato minimo per avere una partita iva è 1000 euro. Nel mondo del lavoro, soprattutto nel nostro ambiente a volte un po' improvvisato diciamo e comunque alla mercè di 1000 cambiamenti possibili, google, i popup che non si aprono più, il mercato ecc. fare 1000 e più euro di fatturato ogni santo mese non è assolutamente facile. Può capitare di andare sotto. Forse molti dei frequentatori del forum con partita iva non li passano neanche mai in tutto l'anno. Quindi la differenza fra professionista e impresa è rilevante. Il professionista che non lavora o lavora poco (400 euro di fatturato mensile) paga di inps da 0 euro a 700 euro l'anno. L'impresa che lavora poco di inps paga 2200 euro l'anno. Una differenza di 1500 euro, 3 milioni di lire. Non è poco! Soprattutto avendo guadagnato poco e quindi rischiando tolte tasse spese e commercialista di aver lavorato SOLTANTO per regalare soldi allo stato italiano (e al commercialista), tutto l'anno. Il rischio di portare a casa 0 euro 0 non è affatto impossibile.
Ma purtroppo le cose stanno così e l'inps quando trova il furbo che credeva di risparmiare facendo il professionista legna sul naso.
L'italia signori, l'italia...
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  #10  
Vecchio 13-11-2004, 13.54.02
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Ciao,

osservazioni interessanti, in effetti quando si paga soltanto su ciò che si fattura tutto è molto più proporzionato. Però ci sono vantaggi particolare. Comunque:

> Sicuramente ci sono agevolazioni nella tenuta delle pratiche fiscali e contributive per esempio.

Credo, ma devo verificarlo, che se si rientra in uno dei regimi semplificati (tipo "forfettino") come impresa, il tutto è molto simile al professionista. Comnque certamente vanno valutiati gli aspetti gestonali.

> Poi il professionista se non erro l'irap non la paga.

si, la paga, 4,25% se non erro...comunque siamo lì.

> E il professionista può fare la rivalsa inps del 4% in fattura

è vero ma come leggevo in giro è molto raro che qualcuno lo faccia, perché è un costo aggiuntivo in fattura su cui il cliente può storcere il naso e rimanere seccato. Non ho mai visto nessuno farla, ma d'altra parte è sempre un'opportunità.

> fare 1000 e più euro di fatturato ogni santo mese non è assolutamente facile.

Beh'...come media mensile diciamo che dovrebbe essere nella norma. Capisco che magari ad Agosto fai poco, ma a Dicembre fai molto di più...i 1000 mensili comprendono varie cose che la ditta può fare: siti web, servizi, pubblicità, ecc... Nturalmente se si tratta solo di regolarizzare clic e banner si devono fare bene i conti, infatti:

> Il professionista che non lavora o lavora poco (400 euro di fatturato mensile) paga di inps da 0 euro a 700 euro l'anno.

Se un sito guadagna 400 euro mensile, dovrebbe rientrare nei famosi 5000 annui su cui si fa ritenuta senza p.iva....se guadagni poco di più (ammettiamo 5500) vale la pena fermarsi sotto i 5000. E' un problema che avevo sviscerato qualche tempo fa. Purtroppo il gap che c'è tra ritenuta e impresa (se il profesionista è da escludere) è alto, o si fattura 5000 o si fatturano 12000 perché siano conventienti i due inquadramenti fiscali, in mezzo...si spera di non finire mai.

In più credo che nessuno lo faccia come attività primaria, e se lo fa, ha ben altri strumenti oltre al sito e ai banner oppure ci fattura molto. Quel'anno che dovesse andare male male, o si chiude oppure si coprono le spese con l'attvità principale e si spera nell'anno dopo. Io farei questo ragionamento.

> Ma purtroppo le cose stanno così e l'inps quando trova il furbo
> che credeva di risparmiare facendo il professionista legna sul naso.

Questo lo capisco...e comunque non sarebbe giusto nei confronti di chi un'impresa ce l'ha.

Proseguo la mia ricerca, magari partendo da queste osservazioni, sono sempre convinto che sia meglio tutelarsi e guadagnare meno piuttosto che fare i furbi. Ma voglio anche la certezza di non pagare più del dovuto.
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