La ricetta di un progetto Affiliate perfetto: il caso LuxuryShaves

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Affiliate-marketing-case study

Oggi vogliamo raccontare un caso di successo americano nel mondo dell’affiliate marketing. Si tratta di luxuryshaves.com, sito di cui forse avrete sentito parlare. Un sito come tanti che ha scelto di occupare una nicchia (rasoi da barba tradizionali, principalmente) e di affiliarsi ad Amazon, il riferimento centrale di chi si occupa di affiliazioni.

Inizialmente questo sito, gestito da Dom Wells, si assesta su una cinquantina di dollari al mese di ricavi. Insomma, paga i costi di hosting e fine.

Poi, una serie di azioni lo ha portato a ricavare circa 1000 dollari al mese, con una proiezione di crescita tendente ai 2000 dollari al mese durante periodi maggiormente propizi per questo genere di acquisti.

Nel raccontare questa case study, cercheremo di essere molto pragmatici e di individuare i fattori chiave per Dom Wells che – riportati su un piano generale – possano essere interessanti anche per chiunque abbia un progetto SEO con cui poter monetizzare.

Un argomento di nicchia con potenziale?

La maniera empirica con cui Dom ha compreso le potenzialità dell’argomento si è configurata attraverso due sole operazioni:

  1. Ha osservato una certa differenza nella keyword competition riguardo alle modalità di rasatura tradizionali rispetto ai regolabarba elettrici. Poca competizione nella prima area rispetto alla seconda.
  2. Ha notato che in pagina 1 di Google per diverse keyword c’erano molti forum. Implica: buone possibilità di posizionare un sito web lassù, tra i vari forum.

Dopo queste considerazioni iniziali positive, ha deciso di iniziare il progetto.

Avvio del sito e primi contenuti

Con costanza, Dom comincia a pubblicare circa 2 / 3 articoli a settimana e a condividerli sui Social. Risultati in fatto di ricavi: pressoché nulli. Dopo 6 mesi, le visite toccano quota 1000 al giorno, ma senza conversioni continuative. In pochi mesi, sito abbandonato: stop alla pubblicazione di nuovi contenuti.

Dopo qualche mese, guardando distrattamente ai risultati di Amazon, si accorge che cominciano ad arrivare commissioni regolari, con importo attorno ai 10 dollari al giorno.

Realizza che il nuovo ranking su Google deriva da quel minimo di link building che aveva intrapreso inizialmente, quasi distrattamente rispetto alla pubblicazione dei contenuti: avere contenuti aggiornati serve, si, ma è fatica sprecata se questa attività non è sostenuta dall’ottenimento di link al proprio sito web.

A questo punto della storia, riprende in mano il progetto realizzando pochi testi nuovi (con la tecnica Skyscraper, cioè riprendendo e migliorando argomenti già ben realizzati da altri) e concentrandosi sulla link building, fatto principalmente di guest posting e altri link in ingresso da piccoli siti / directories: le visite giornaliere passano da 1000 a 5000 al giorno.

Il sito continua a crescere, trovando la prima pagina in Google per parole per centrali per il progetto e centrando la primissima posizione con query come “best straight razor” e “safety razor vs straight razor.” Le visite passano da 5000 a 10000 al giorno.

Le conversioni crescono, ovviamente, ma non a un livello soddisfacente rispetto al numero di visite.

Manca ancora qualcosa… l’esperienza utente

Mancava qualcosa. Cercando qua e là in internet, si imbatte in una serie di argomentazioni a favore dell’importanza della UX nei progetti web: confrontandosi con un esperto sul tema, intuisce che l’utente medio è pigro e spesso disorientato di fronte a numerose possibilità di acquisto. Vuole un aiuto, un suggerimento che elimini tutti i suoi dubbi.

Prova quindi ad inserire un box con il prodotto migliore suggerito, emerso dalla sua comparazione. Di seguito un box tipo preso dal suo sito.

Risultati immediati in fatto di commissioni ricevute – da 10 a 20 conversioni al giorno – incrementate anche da altre comparazioni effettuate tra prodotti, purché non con troppi prodotti – fino a un massimo di 3 – viceversa gli utenti sono disorientati e non cliccano. Qualcosa di questo genere:

ux progetti web

Si tratta di trucchetti facilmente riproducibili, che costituiscono una sorta di call to action veramente efficace.

La cosa divertente è che le commissioni arrivano totalmente da Amazon, ma soltanto il 30% dai prodotti relativi alla rasatura, per via dell’enorme lavoro che Amazon riesce a fare sul sito in termini di proposta di prodotti correlati e induzione all’acquisto.

E Google Adsense? Porta a ricavi sull’ordine dei 5 dollari al mese. Nulla.

La lezione che impariamo

Tra i vari insegnamenti che si possono portare a casa, ce ne sono 3 – trasversali per qualunque progetto – da ricordare:

  • Progetta un sito molto semplice, immediato, con una grafica totalmente “basic”.
  • L’utente vuole risolvere problemi alle svelte, facendo la migliore scelta (che è sempre una). E’ bene suggerirgli tale scelta, con una struttura di pagina efficace e call to action evidenti.
  • Sono importanti numerosi contenuti che derivino dalle ricerche sulle keyword, ma una grossa fetta del lavoro andrà fatta in direzione guest posting e link building in generale.

Conosci altri elementi fondamentali in un progetto di Affiliate Marketing di successo?

Commenti

  1. Ciao, manca però a mio avviso un dato fondamentale che sarebbe molto utile: quanto tempo ha impiegato per passare da 1.000 a 10.000 visitatori al giorno? E quanto ha speso in link-building per ottenere questo risultato?

    Penso sie l'aspetto cruciale di tutto che andrebbe indagato meglio...

    Grazie, ciao!
    Ciao,

    incredibile sembra esattamente il progetto che sto portando avanti in questo momento. Siamo nati ad ottobre e abbiamo fatto grande sforzo su contenuti di qualità. Ad oggi siamo circa a quasi 1000 utenti al giorno con vendita su Amazon attorno ai 100 € / mese. Giusto alcuni giorni fa non mi chiedevo se fosse il caso di impegnare qualcosa su guest-post e simili... Bhe, dopo aver letto questa case history non ho più dubbi!!! :)

    Grazie, ciao!