"Quantità" e Vanity Metrics per avere successo online?

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Torno su un argomento che a mio avviso, con una certa ipocrisia, viene spesso stigmatizzato o sottovalutato da consulenti web e agenzie di comunicazione: il presunto scarso valore di elementi “quantitativi” o “esteriori” (condivisioni, fan, etc) di un presidio online, sito web o pagina fan che sia.

Parto da alcuni dati da manuali di Sociologia.

Più dell’80% della prima impressione dipende dall’immagine che proietti (il tuo stile, gli abiti che indossi, i colori che preferisci, la tua pettinatura…) e dal linguaggio non verbale che usi (la postura, il tono di voce, i tuoi gesti, le espressioni del tuo viso…). Da diversi esperimenti sociali svolti, sono stati calcolati addirittura dei tempi minimi sufficienti per far maturare un giudizio:

Al telefono bastano 45 secondi; in un incontro faccia a faccia 4 minuti

Non ci credi? Facciamo un esempio che non coinvolga il giudizio sulle persone. Tra un ristorante vuoto e un ristorante pieno di gente, così su due piedi, dove pensi si mangerà meglio? Quale sceglieresti, istintivamente?

Online avviene la stessa cosa. Numero di visite, commenti, like, follower, recensioni – ma anche scelte stilistiche, frequenza di pubblicazione, tono di voce, logo e immagini curate, informazioni aggiornate: sono tutti elementi che ti possono dare più opportunità rispetto ai concorrenti o possono affossarti senza appello, a prescindere dalla qualità o dai valori intrinsechi che in realtà sapresti esprimere.

Secondo una regola denominata “4 x 10”, ogni persona forma la prima impressione rispetto a un’altra persona da:

  1. i primi 10 secondi
  2. i primi 10 passi
  3. le prime 10 parole
  4. i primi 10 cm del viso osservati.

(fonte: Goi A. 2004, “Il percorso strategico della comunicazione”, Manuali Franco Angeli, Milano)

Vale per le persone, ok, ma le aziende sono fatte di persone, oltre che di valori e percezioni.

La quantità come anticamera della qualità

La cosa interessante è che “la quantità” ti permette poi di essere realmente giudicato rispetto alla qualità che sai esprimere.

“I numeri” fanno avvicinare a te gli utenti (o i clienti) che non hanno il tempo di giudicare con dovizia, in prima istanza. Dovranno necessariamente basarsi su elementi evidenti, su percezioni: a quel punto hai la possibilità di convincerli e confermare la bontà della loro scelta, con i fatti – ossia con i tuoi contenuti e servizi, con il tuo approccio.

Naturalmente, se non fornisci un prodotto o delle informazioni di valore, brucerai in un attimo la tua credibilità, la tua autorevolezza. Difficilmente riceverai il lusso di una seconda chance.

Questo primo giudizio che ognuno di noi riceve, più o meno inconsapevolmente, non è affatto influenzato dalla logica. Se qualcuno in prima battuta “sente a pelle” che tu sei una persona / un brand / un esercizio commerciale / un’azienda / un libero professionista con cui non vuole avere a che fare, è difficile che si instauri un dialogo, un business o una relazione di qualunque tipo.

In sintesi: non bisogna eliminare qualunque logica pro “vanity metrics”, ossia quegli aspetti esteriori che permettono di quantificare (a torto o a ragione) la tua notorietà, bravura o seguito.

Perché se è vero che sono metriche che non possono testimoniare una reale qualità o capacità, è altrettanto vero che si tratta di elementi di facile consultazione, immediati e con un forte potere di influenza (anche inconscia), che possono guidare le scelte dell’utente frettoloso. E che portano, spesso, all’innesco di ulteriori apprezzamenti e condivisioni, che a loro volta possono concorrere a un aumento delle visite web di utenti reali.

Quindi occorre – dal mio punto di vista – dedicare tempo e budget anche nell’aumentare i propri numeri (che è un po’ come curare il proprio “aspetto esteriore”): oggi più che mai ciò passa attraverso l’aspetto Social di un progetto: fan, follower, condivisioni e like, iscritti alla newsletter, tanto per fare qualche esempio.

E’ un punto di vista cinico. Che piaccia o no, però, è così che online (e nella vita reale) si viene percepiti tutti i giorni.

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