Intervista a Davide “Tagliaerbe”: lettura e personal branding per guadagnare online

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Terzo appuntamento del nostro ciclo di interviste e terza personalità di spicco: tutti coloro che si occupano in qualche modo di web non possono non conoscere Davide Pozzi, meglio conosciuto come “Tagliaerbe”. Se anche voi, come me, vi siete sempre chiesti “perché Tagliaerbe?! Un passato da giardiniere?”, leggetevi la presentazione che Davide dà di se’.

Breve presentazione: mi sono connesso ad Internet per la prima volta nel 1994, ovvero 20 anni fa. Mi sono da subito dato il soprannome di Tagliaerbe, per via di un vecchio film del 1992 sulla realtà virtuale, e da allora tutti mi conoscono con quel nickname (anche il mio sito si chiama così: http://www.tagliaerbe.com). Dal 1995 ho fatto di Internet una professione a tempo pieno, ricoprendo ruoli di ogni tipo. Negli ultimi anni mi sono focalizzato principalmente sul Web Marketing, dedicandomi alla consulenza e alla formazione. Come unico hobby ho il mio blog :-) (http://blog.tagliaerbe.com)

1- Visite visite visite: spesso, non sempre, sono un obiettivo centrale in un progetto web. Come arrivare a fare visite, ad incrementarle costantemente? Cosa serve, dal tuo punto di vista e dalla tua esperienza?

Per fare visite bisogna produrre contenuti fantastici, che possano calamitare i lettori, e bisogna diffondere questi contenuti nei luoghi (virtuali) in cui i tuoi lettori si ritrovano.

Per incrementarle costantemente, bisogna creare (e posizionare) dei contenuti “sempreverdi”, come i classici “come fare a”, che possano risolvere i problemi di tantissime persone.

Riepilogando, bisogna produrre costantemente ottimi contenuti, e posizionarli molto bene sui motori di ricerca. E ovviamente lavorare tantissimo sul proprio brand, in modo che sia Google che gli utenti possano fidarsi di noi.

 

2- Social Media e visite, un rapporto in costante evoluzione: cosa ne pensi? Come rendere i Social Media un canale privilegiato per fare visite?

Avrò forse una visione limitata, ma sui social funzionano molto bene le cose che “intrattengono”, che divertono, che non fanno pensare troppo.

Se il tuo sito tratta di argomenti che invece sono un po’ più “profondi”, è difficile che otterrai un grande traffico dai social.

 

3- Quali sono le 3 cose che non devono mancare in un progetto che punti alla visibilità sui motori di ricerca?

Contenuti, di qualità, prodotti con un occhio alla SEO e uno all’utente :-)

 

4- SEO copywriting: hummingbird, co-occorrenze, citazioni, linking… una gran confusione. In sintesi, secondo te, come bisogna scrivere sul web per stimolare le visite e contemporaneamente instaurare un dialogo chiaro con i lettori? Qualche trucco / tool consigliato?

Io penso che sia necessario fare un passo indietro e tornare ad essere naturali, biologici al 100% :-)

Più si forza la mano, più si rischia la mazzata di Google, oltre a risultare innaturali per chi ci legge.

Quando scrivo un pezzo per il mio blog, cerco di produrre qualcosa di veramente utile e interessante per chi mi legge, non qualcosa che possa posizionarsi meglio di un altra su Google: in altre parole, è bene imparare la “SEO on-page” di base, ma poi lasciar agire il proprio estro e il proprio istinto, sempre pensando a come soddisfare al meglio la domanda del lettore.

 

5- Se un’azienda dovesse aprire un’area news/blog aziendale, quali consigli ti sentiresti di fornire?

La prima (e unica) domanda è: “sei pronta a confrontarti e dialogare in forma stabile, o preferisci parlare da un pulpito tappandoti le orecchie?”

Nel primo caso, se la “forma mentis” è già di tipo “open”, il problema non si pone: è solo questione di strumenti. Nel secondo caso, è invece necessaria una rivoluzione interna epocale, o è meglio lasciar perdere.

 

6- Se invece una persona comune volesse comunicare ed esprimersi online, cosa consiglieresti di fare? Quali strumenti suggeriresti?

Suggerisco di aprire un blog, su un proprio dominio (pagato), con un proprio spazio web (pagato). E di fare backup giornalieri.

Sconsiglio di utilizzare piattaforme gratuite, delle quali non si ha il completo controllo. che possono utilizzare i tuoi dati e tuoi contenuti a loro piacimento.

In altre parole: usa i social per portare traffico verso il tuo sito/blog e per migliorare il tuo personal brand, ma NON costruire nulla di importante su una piattaforma che può sparire o peggio chiuderti l’account dall’oggi al domani.

 

7- Come trovi gli argomenti per il tuo blog?

Leggendo un sacco (NON libri! non leggo libri da 20 anni!) e pensando un sacco.

 

8 – Il web è pieno di consigli per guadagnare “un sacco di soldi” gestendo un blog, quindi ormai tutti sanno come fare. Ci spieghi, invece, come è possibile non guadagnare con un blog? Sempre che sia possibile…

Certo che è possibile NON guadagnare con un blog, io ne sono l’esempio vivente :-)

Scherzi a parte, in questo vecchissimo post: http://blog.tagliaerbe.com/2009/04/l-illusione-di-guadagnare-con-un-blog.html parlai proprio dell’illusione di guadagnare con un blog, ovvero di come in molti si illudono che possano bastare 3 contenuti buttati lì e 3 banner per fare soldi online.

Ebbene non era così ieri, e lo è ancora meno oggi.

Un blog può essere però un fantastico strumento di visibilità e promozione online, può aiutarti a mettere in mostra ciò che sai fare e quindi può permetterti di creare un forte personal brand, che è il primo passo verso il guadagnare online.

Perché se non sei riconoscibile, se le persone non si fidano di te, di ciò che consigli, dei servizi che proponi, come speri che possono comprare qualcosa da te? ;-)

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Grazie Davide!

 

Le precedenti interviste:

Stefano Mini: http://www.alverde.net/blog/licenziarsi-dal-lavoro-e-vivere-con-il-proprio-sito-intervista-a-stefano-mini/1415/

Andrea Giuliodori: http://www.alverde.net/blog/personalita-e-tanta-ricerca-la-ricetta-di-andrea-giuliodori-per-sfondare-online/1421/

Commenti

  1. Senza nulla togliere agli altri due intervistati, il Tagliaerbe è un pilastro portante del web italiano. A lui va tutto il mio rispetto per l'onestà dimostrata negli anni e la coerenza, oggi dote rararissima
    Inizia magari con questa di Google: http://static.googleusercontent.com/media/www.google.com/it//intl/it/webmasters/docs/search-engine-optimization-starter-guide-it.pdf

    E poi anche con questa: http://seoblog.giorgiotave.it/files/2014/02/Guida-SEO-Per-Principianti.pdf

    In bocca al lupo :-)
    Ho letto il tuo articolo e vorrei sapere come posso fare ad imparare bene cos'è la SEO e come utilizzarlo al meglio? Finora ho capito che la SEO é una alternativa ad adwords per attirare traffico senza costi economici.

    C'é una guida gratuita che ti senti di consigliarmi.

    Grazie

    Montellik

    P.S.

    Il mio sito é momentaneo, sarà cambiato con un blog wordpress a pagamento
    Sì macantoni,

    confermo che bisogna continuamente pensare, riflettere, vedere una cosa da tutte le angolature possibili, confrontarsi con altre persone del settore (e non solo) e, se è il caso, ripartire da zero con nuove basi e presupposti.

    E ovviamente fare continui test, adattare (non copiare!) ciò che vediamo funzionare altrove, e misurare i risultati :-)
    Sono contento che avete intervistato il "Taglia". E' una persona seria (senza nulla togliere agli altri due che l'hanno preceduto, ma....). E' uno "del mestiere", con i piedi piantati per terra, che conosce ciò di cui parla. Ammetto che non seguo proprio tutti i post, ma il suo blog è in bella vista tra i miei preferiti. Tra l'altro, è una mia "vecchia conoscenza" virtuale, ma in questa sede non posso dire come l'ho conosciuto :P

    Di quel che ha detto condivido un po' tutto, quindi non mi metto a quotare tutta l'intervista :P però chi ha notato che nella sua intervista ha usato per tre volte il verbo "pensare" ? Sono certo che non l'ha fatto per motivi di keyword density :) ma perché è uno degli aspetti più importanti del nostro lavoro.
    Una precisazione circa il fatto del "non leggere libri" :-)

    Non leggo libri perché ho troppa sete di informazioni veloci, rapide, pratiche.

    Spesso i libri sono invece troppo annacquati, 10 pagine per esprimere un concetto (quando ne basterebbe 1), quindi preferisco leggere post o guide "monotematiche", o magari piccoli ebook, che in pochi minuti di lettura riescono a darmi le informazioni di cui necessito.

    Noto comunque, con una certa sorpresa, che molti marketer italiani si sono messi a scrivere libri cartacei... è perché si fanno soldi, o (come penso) perché si fa personal branding? ;-)
    @lucolo

    a mio parere il discorso dei libri riguarda il settore specifico.

    Data la dinamicità del web e degli argomenti correlati a web-marketing penso che i tempi di produzione e distribuzione dei libri siano in genere troppo lunghi per questo settore.

    Quando cioé un libro è disponibile, forse il suo contenuto è già superato.

    Ciao

    John24
    Il prossimo sarà Dario Vignali, quanto scommettete? :rolleyes:

    Grande intervista ad un altro grande blogger italiano, i miei complimenti a chi ha pensato di offrirci questa serie di interviste.

    Mi ha stupito il discorso sui libri, a quanto pare non sono l'unico che legge molto ma NON sui libri (che leggo solo per motivi di studio).
    Grazie Paolo di questa intervista e complimenti al Tagliaerbe!

    Condivido ogni parola delle sue risposte.

    Ciao

    John24

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