Il ritardo nei pagamenti spiegato dal punto di vista di Tradedoubler
Scritto da paolo.moro | Guadagnare online | 29 commenti
Il ritardo nei pagamenti da parte dei network di affliazione è un problema che ti assilla? "Lo stesso cliente che in Germania o in Francia paga massimo a 30 giorni, in Italia paga a 120 giorni" sono le parole usate da Vittorio Lorenzoni, country manager di Tradedoubler Italia, per spiegare che il ritardo nei pagamenti è un "malcostume" tipicamente italiano. Ascolta la posizione ufficiale di Tradedoubler Italia in merito a questo problema, scopri quali soluzioni sono state tentate ed altre curiosità sul mondo delle affiliazioni nella seconda parte dell’intervista a Vittorio Lorenzoni.
Un problema diffuso: gli inserzionisti saldano spesso le proprie fatture in ritardo e questo si ripercuote sui pagamenti agli affiliati. Quali soluzioni adottate o pensate di adottare in futuro per ridurre i tempi di pagamento tra la generazione della commissione e il pagamento all’editore?
Anche in questo caso parliamo di un fenomeno tipicamente italiano. Io lavorando per Tradedoubler, che è un’azienda presente in 18 Paesi, spesso mi confronto con i miei colleghi all’estero, i quali mi dicono che lo stesso cliente che in Germania o in Francia paga massimo a 30 giorni, in Italia paga a 120 giorni. E’ una cosa inspiegabile, quasi fosse una colpa della filiale italiana quella del ritardato pagamento. Ovviamente non è così, la causa è del malcostume italiano, fatto in primis dai grandissimi clienti, che sono i peggiori pagatori. Quando i grossi clienti pagano a 120 giorni, fine mese, data fattura (il che significa praticamente 150 giorni) e poi ci inviano una lettera in cui scrivono che ci pagheranno dopo altri tre mesi con pagamenti che arrivano in quei casi oltre 200 giorni, mi rendo conto che per un publisher la situazione possa essere inconcepibile. La realtà è che solamente in Italia le grandi aziende si permettono questo tipo di comportamento che considero assolutamente inaccettabile.
Noi abbiamo cercato di incentivare con dei meccanismi di remunerazione alcuni clienti, con retrocessione delle commissioni al verificarsi di pagamenti molto regolari, ma questi soldi non sono mai stati spesi perché nessuno è riuscito a rispettare i tempi.
Si tratta di una situazione di cui Tradedoubler soffre tanto quanto soffrono i suoi affiliati ed ha cercato di attuare azioni concrete come il meccanismo di remunerazione che purtroppo non è stato sufficiente. Devo dire che per quanto riguarda questo argomento rientriamo malauguratamente appieno nella situazione economica italiana, scenario in cui risulta usuale pagare un fornitore a 180 giorni.
Aumenta sempre più l’uso degli smartphone per navigare sul web. Questo fatto aprirà nuovi scenari anche nel settore dei programmi di affiliazione? Sarà, per esempio, possibile integrare in futuro le affiliazioni nelle applicazioni mobile per dispositivi Android o iPhone?
Queste rappresentano già delle realtà, specie sui mercati più evoluti. In Inghilterra i miei colleghi di Tradedoubler UK hanno già un accordo con Azam per la remunerazione di tutte le canzoni scaricate da Iphone.
Tradedoubler si sta attivando centralmente per sperimentare tutta la tecnologia di tracciamento mobile per poter offrire, spero a metà dell’anno prossimo (n.d.r. 2011), una soluzione mobile.
Si tratta dunque di cose che stanno già accadendo e sulle quali Tradedoubler sta investendo, anche perché il nostro nuovo CEO proviene dal mondo del mobile, possiede una grandissima esperienza e nutre un fortissimo interesse a sperimentare ed implementare questo tipo di soluzioni anche in Tradedoubler.
Stiamo assistendo alla diffusione esponenziale dei social network: Facebook è il caso più eclatante; è possibile che in futuro vengano forniti agli affiliati degli strumenti ad hoc per generare conversioni direttamente dai social network?
Stiamo proprio lavorando per questo. Diciamo che Facebook è una nostra controparte, anche perché in Facebook ci sono molte persone che provengono da Tradedoubler per cui esiste una relazione diretta ed ottimale. Dunque sono assolutamente cose su cui stiamo lavorando, sulle quali alcuni publisher si sono già attivati; i social network disponendo di bacini enormi di utenti e di impression rappresentano sicuramente delle controparti naturali per i circuiti di affiliazione. Quindi la risposta è estremamente positiva ed anzi la mia speranza è che ancor più lo divenga nel 2011.
Prevede qualche grossa novità nel settore affiliazioni per il 2011? Se sì, quale?
Non prevedo grossissime novità nel 2011. Sono convinto che anche l’anno prossimo ci sarà una forte crescita nel settore delle affiliazioni come è avvenuto nel 2009 e nel 2010 che sono stati anni estremamente positivi.
Per quanto ci riguarda la novità sarà rappresentata dal fatto che faremo confluire il settore delle affiliazioni e il settore delle campagne-attualmente due business unit indipendenti- in una sola business unit con una sola rete, quindi parliamo di one network, che sarà implementata nel corso del 2011 semplificando così la vita ai nostri affiliati. Infatti in questo modo i nostri affiliati potranno avere una sola interfaccia sia per l’area delle campagne di breve periodo sia per i programmi di affiliazione di più lungo periodo. Credo che questo rappresenti un significativo passo avanti.
Vuole dire qualcosa ai lettori di alVerde.net? Magari un’indiscrezione?
Di novità e indiscrezioni penso di aver parlato abbondantemente nella prima parte della nostra chiacchierata.
Un saluto carissimo a tutti gli affiliati, a tutti gli amici di alVerde. Sappiate che qui ci sono almeno tre persone incaricate di tenere i rapporti con voi; sono a vostra disposizione quindi parliamoci,perché credo che dalla reciproca conoscenza non possa che venire una migliore collaborazione. Un saluto a tutti.
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TAGS: Guadagnare online, intervista, intervista iab forum 2010, programma di affiliazione, tradedoubler
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