E-Mail Marketing sempre più in salute: ecco le prove

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Se si potesse analizzare qualcosa come 13 miliardi di newsletter / DEM, cosa se ne ricaverebbe?

E’ l’impresa titanica svolta da MailUp grazie al suo Osservatorio Statistico 2016 uscito pochi giorni fa ma condotto durante il biennio 2014 / 2015, con il quale è possibile fare un “check-up completo” sullo stato di salute dell’E-Mail Marketing.

Si leggono spesso online pareri a favore dell’E-Mail Marketing, che “non muore mai” e che è la prima fonte di vendite per gli e-commerce, però – per quanto io sia assolutamente ben predisposto verso questo ambito – non ho mai visto troppe prove incontrovertibili rispetto a queste tesi.

Queste prove stavolta ci sono.

E-Mail Marketing al top: i numeri del successo

Ci sono alcune evidenze che mostrano la fiducia dei web marketers rispetto a newsletter, DEM e meccanismi di inbound marketing via mail. Fiducia ben riposta, dato che anche chi riceve le newsletter tende ad interagire con essere. Di seguito, alcuni insight dell’Osservatorio a mio avviso rilevanti:

1.Il numero di messaggi non recapitati (bounce) crolla dell’84,5% rispetto alla precedente rilevazione (2013), segnale forte di maggiore attenzione alla cura delle liste di contatti gestite e frutto di una consapevolezza sempre maggiore dell’efficacia dello strumento e-mail. Il dato peggiore è detenuto dalle DEM inviate per promuovere fiere ed eventi (effetto probabilmente di liste poco curate e troppo generiche).

2. Tasso di apertura delle e-mail aumentato del 35%; tasso di click cresciuto del 12% rispetto alla rilevazione del 2013: non solo c’è più cura lato azienda, ma c’è anche un rinnovato interesse da parte degli utenti che ricevono queste comunicazioni.

I sistemi di e-mail automation, comunque, hanno un impatto nel determinare questa crescita, perché permettono di risparmiare tempo e portare agli occhi dell’utente il contenuto giusto nel momento più adeguato.

3. Mole di condivisioni Social di newsletter e affini in crescita del 123,2% in due anni. Un dato che non mi aspettavo, sinceramente, testimone però dell’onnipresente multicanalità che riguarda qualunque comportamento di acquisto ma anche di acquisizione di informazioni da parte degli utenti.

La costante disponibilità e facilità di strumenti con cui rimanere sempre connessi gioca un ruolo centrale, ma credo sia ormai una questione di “abitudine alla condivisione” guidata da un forte individualismo delle persone.

4. Ottimi risultati per le comunicazioni Newsletter inviate in ambito B2B, soprattutto per associazioni, organizzazioni politiche, mondo assicurativo e bancario, grande distribuzione, tutti con tassi di apertura delle e-mail sopra al 50%. Nel B2C, la parte del leone la prendono gli Enti Pubblici (logico), il mondo industriale e il settore Consulenza/Professionisti.

5. Lato DEM (le comunicazioni pubblicitarie inviate senza richiesta esplicita da parte dell’utente), invece, hanno ottimi numeri per i settori moda/abbigliamento/calzature ma anche agricoltura e alimentare.

C’è poco da fare: chi riesce a segmentare bene le proprie liste e a fornire comunicazioni sempre puntuali con gli interessi specifici di ogni utente e, dove possibile, geolocalizzando le comunicazioni o promozioni, riesce a ottenere grandi risultati anche con invii prettamente pubblicitari, affittando liste di invio. Il settore moda, ad esempio, con le DEM raggiunge tassi di apertura che sfiorano il 60%, click al 15%.

Quando mandare una newsletter per avere piena efficacia?

Una domanda ricorrente. Difficile concentrarsi su giorni e orari della settimana (ogni settore ha le proprie peculiarità); però è interessante osservare l’andamento lungo l’intero anno rilevato dall’Osservatorio.

quando mandare una newsletter

  • In arancione i tassi di apertura in % sul totale delle e-mail inviate/recapitate (OR – Open Rate);
  • in blu il tasso di click in relazione all’apertura delle e-mail, ossia la percentuale di utenti che ha cliccato sul messaggio rispetto al totale degli utenti che ha aperto l’email almeno una volta (CTOR – Click Through Open Rate);
  • in grigio il valore % di click: il CTR indica il tasso di clic su tutti i link di un messaggio, in rapporto alle email recapitate (CTR – Click Through Rate).

I mesi freddi sono sempre un buon momento (a partire da ottobre); decisamente meno i mesi estivi – normale – anche se i dati del 2015 sono in aumento in valore assoluto anche durante l’estate.

Attenzione però al CTOR, che di fatto dimostra come l’interesse per gli utenti verso comunicazioni ragionate sulle caratteristiche del target sia sempre costante, anche in estate.

Ancora una volta, quindi contenuti precisi e di qualità (informativi o promozionali) erogati su target ben segmentati è una strategia vincente, che paga sempre, a prescindere dal canale di marketing digitale scelto.

Se vuoi approfondire “alla fonte”, trovi lo studio completo gratuitamente qui: www.mailup.it/risorse-mailup/strategia/osservatorio-statistico

Commenti

  1. Fare e-mail marketing era e rimane uno dei mezzi più potenti per ottenere un gran numero di vendite. Sento in giro che avere un CTR del 20 % (tasso di apertura) su liste molto grandi sia un buon risultato. Io penso che invece sia pessimo. Quando si verifica ciò è perchè non hai azzeccato a pieno il tuo target e il punto di entrata (l'iscrizione alla tua newsletter da parte dell'utente) non era ultra-specifico. Oltre a ciò dovresti iniziare la prima mail parlando di te (o della tua azienda) per farti conoscere meglio e venire apprezzato di più. Quello che purtroppo non viene fato quando ti affidi a servizi di DEM. Inoltre dovresti quindi essere in grado di segmentare la lista prima che si iscrivino, piuttosto che farlo in seguito osservando il comportamento dell'iscritto. Personalmente raggiungo CTR dal 40 al 70% in ogni nicchia di mercato.

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