5 novità in Facebook: lavoro, turismo ed emozioni in chiave business

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Se Facebook non piace, basta attendere un paio di settimane: tempo più che sufficiente a Mark Zuckerberg per sconvolgere diversi punti chiave di questo canale Social.

Provo a fare il punto sulle novità più recenti, spesso con discrete conseguenze lato business.

5 novità Facebook in fase di testing, importanti anche per le aziende

1. “Lavora con Noi” su Facebook

In testing sulle pagine business americane c’è una funzionalità nuova, ossia la possibilità di pubblicare offerte di lavoro. La procedura di creazione è piuttosto semplice, come si evince da questo video ufficiale…

4 aspetti molto interessanti:

  1. il candidato può rispondere all’offerta lavorativa caricando automaticamente i propri dati relativi al profilo Facebook (quindi c’è uno stimolo forte a completare i propri dati su Facebook, con conseguente maggiore efficacia di Facebook Ads che può contare su utenti sempre più profilati…);
  2. la lettera di presentazione? Ovviamente tramite Facebook Messenger;
  3. si apre un’esigenza di sponsorizzazione specifica per le ricerche lavorative;
  4. evidente attacco a LinkedIn e un ulteriore assist a WorkPlace by Facebook, cioè quella piattaforma collaborativa che Facebook offre ai team di lavoro.

2. Facebook City Guides

facebook city guidesEnnesima funzionalità, stavolta rivolta a viaggiatori e a chi gestisce attività nel mondo del turismo.

Per intenderci: è una sorta di Foursquare, con tanto di lista di luoghi frequentati “dai locali”, abituè di una certa area, o dagli amici.

Totalmente mobile, tuttora in fase di testing, questa funzione è probabilmente quella “più social” nel senso più pieno del termine, grazie al valore dei dati rilasciati da amici e parenti (veri e propri influencer).

Tali locations suggerite si potranno collegare anche agli eventi e – manco a dirlo – si penserà certamente a una forma di sponsorizzazione tra i luoghi suggeriti.

Maggiori informazioni su techcrunch: https://techcrunch.com/2017/03/03/facebook-adds-a-travel-planning-feature-called-city-guides/

3. A proposito di Messenger…

Messenger come strumento per il business. Questo potrebbe essere un obiettivo di fondo per Facebook, anche se ad oggi è vista più come un’invadente chat tra amici. Il ruolo che può avere Messenger per le offerte di lavoro su Facebook e le novità costanti per i web developer in fatto di sviluppo Bot (vedi il menù con opzioni da cliccare sempre visibile o la rinnovata semplicità di condivisione da Messenger) dimostrano quale sia l’intento di fondo.

Insomma, i Bot di Messenger come risolutori di problemi per gli utenti, con soluzioni “one tap” e una grande flessibilità per rispondere alle esigenze dei business (lato customer care in primis).

4. Comunicare con le emozioni

Sempre in ottica di “facilità” di comunicazione e ricchezza di sfumature che spesso si perdono, mancando il rapporto diretto “faccia a faccia”, ci sono in fase di studio un paio di novità molto curiose:

  • In FB Messenger sono in fase di studio delle risposte rapide che sfruttano le emoji.

facebook-messenger-reactions

  • Nei post al di fuori di Messenger, il “mi piace” sta perdendo di valore nel determinare quanto una notizia o un aggiornamento meriti di essere mostrato nello stream di notizie di ciascun utente.

Un portavoce di Facebook ha sottolineato che (libera traduzione):

“recentemente abbiamo scoperto che se gli utenti rilasciano una reazione ad un post, condividono un segnale molto forte e sicuramente più preciso, che rappresenterebbe il loro desiderio di vedere più contenuti simili rispetto a quelli a cui hanno messo un freddo Like. Abbiamo quindi cambiato l’algoritmo che gestisce il News Feed per fornire alle reactions un peso maggiore rispetto ai Mi Piace per valutare quanto un aggiornamento sia rilevante per ciascun utente”

Questo dovrebbe cambiare anche le scelte editoriali in fatto di cosa pubblicare su Facebook. Bisogna cercare di emozionare di più, positivamente o negativamente, in linea teorica. O per lo meno aver attenzione per contenuti maggiormente coinvolgenti.

5. Fake News Contestate

Si sa, Facebook vuole limitare il fenomeno delle bufale pubblicate online. Per far questo, sta introducendo la possibilità di etichettare le notizie considerate false. In tali post, apparirà quindi un tag “disputed” (contestata), che potrà indicare agli utenti di considerare l’ipotesi che si tratti di una notizia contestata.

Se da un lato “pesare l’autorevolezza” di una notizia può essere un elemento virtuoso, dall’altro lato si tratta di uno strumento molto rischioso, che potrebbe lasciare “al popolo” la facoltà di determinare l’esattezza o meno di una notizia, anche quando la massa non è in grado di giudicarne la veridicità. O, peggio ancora, può essere un’arma potente in mano a gruppi di utenti organizzati che volessero sconfessare certe fonti di informazione o determinati contenuti.

Di buono, però, c’è che ci saranno “elementi terzi”, autorevoli, che potranno mitigare questo rischio esaminando le segnalazioni di falso pervenute dagli utenti e stabilendo se l’etichetta sia da applicare o meno (e perché, dato che saranno visibili i motivi della segnalazione).

Di questo strumento se ne parlerà molto, questo è poco ma sicuro.

In conclusione…

Le novità questa volta sono molto varie, ma dietro a funzioni apparentemente innocue c’è sempre un obiettivo di rafforzamento di servizi per il business: che si tratti di Bot, maggior valore delle reactions o offerte di lavoro, l’idea rimane quella di fornire agli utenti un “mondo virtuale” in cui poter fare tutto con pochi click.

In cambio, ovviamente, Facebook riesce a conoscere ogni utente in maniera sempre più dettagliata, dando la possibilità ad aziende e freelance di sfruttare questi dati tramite la sempre più potente piattaforma Facebook Ads.

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